Inter

10/12/2014

Non capire Cambiasso

(dal Corriere della Sera)

“Cuchu” vuol dire “vecchio”, in spagnolo rioplatense. Esteban Cambiasso non è mai stato un ragazzo: ha sempre avuto una certa età. Un motivo in più per portargli rispetto. Un’aggravante per chi lo ha allontanato dall’Inter come fosse un rumore molesto.

Romanticismo calcistico? Ma no: riconoscenza, memoria, buon senso. E business. Qualcuno dovrebbe spiegarlo a Erick Thohir, che del calcio è nuovo. Una squadra non è soltanto una società e i suoi bilanci, per quanto importanti. Una squadra è una miscela di colori e ricordi, illusioni e delusioni, personaggi e pomeriggi allo stadio, la mano nella mano di un figlio o sulla spalla di un amico. Materia delicata, da trattare con cura. Continua a leggere…

COMMENTI: Nessuno, lascia il tuo!   |   
20/09/2013

Perché l’Indonesia non ci fa paura

Amleto Moratti deve decidere: cedere o non cedere? Questo è il problema per lui, comprensibilmente. È un problema meno grave per i tifosi, e lo dimostra la calma filosofica con cui vengono seguite le trattative. Non è ingratitudine, né disinteresse. Il motivo per cui i tifosi nerazzurri accettano il probabile, imminente cambio di proprietà è più semplice e, insieme, più sofisticato: siamo convinti che la proprietà inevitabilmente passa, come passano gli allenatori, i giocatori, gli sponsor, gli stadi.

Solo due cose restano: una città, la maglia e i suoi colori. È la riduzione di una squadra di calcio a idea platonica. Il tifoso non ha bisogno d’altro, per ottenere la continuità in cui crede. Al resto pensano i ricordi: quelle prime domeniche con papà, il figlio che voleva la maglia di Emre, gli spettacoli della curva, le attese spasmodiche, gli abbracci con gli sconosciuti, i ritorni delusi, gli entusiasmi brucianti e le malattie psicosomatiche, le ansie inspiegabili e le soddisfazioni indimenticabili. Ah, il 2010! Che anno, quell’anno. Non è ingratitudine e non è insensibilità.

Continua a leggere…

COMMENTI: 1, lascia il tuo!   |