Consigli

02/04/2012

Ingannevole inglese

ACCETTIAMO L’INEVITABILE Vocaboli come film, computer e email sono entrati nella lingua italiana. Opporci è peggio che assurdo: è inutile.
 
COMPIAMO UNO SFORZO MENTALE Perché diciamo fitness? È tra gli anglismi più odiosi. Il greco ci ha dato la ginnastica, il latino l’esercizio; ma noi no, vogliamo fare gli americani.
 
RIEDUCHIAMO LE AZIENDE. L’abuso della lingua inglese in campo economico/finanziario fa ridere tutti: meno gli interessati. Ecco la traduzione di alcuni vocaboli con equivalenti italiani attuali, comprensibili ed efficaci.
assessment = valutazione
brand = marchio
brainstorming = scambio d’idee
competitor = concorrente
long, short term = lungo, breve termine
meeting = riunione
stage = tirocinio
workshop = laboratorio
 
DIFFIDIAMO DELLA POLITICA Perché per salvare la famiglia è stato organizzato il Family Day? La nostra stava comunque meglio di quella anglosassone.
 
STIAMO ATTENTI AI PLURALI I film, i computer, i manager. Ma: le highways, le wonder-women. Ricordiamolo.
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02/04/2012

Decalogo Diabolico

I
Usate dieci parole quando tre bastano.
 
II
Usate parole lunghe invece di parole brevi,
sigle incomprensibili e termini specialistici.
 
III
Considerate la punteggiatura una forma di acne:
se non c’è, meglio.
 
IV
Fate sentire in inferiorità il lettore:
bombardatelo di citazioni.
 
V
Nauseatelo con metafore stantie.
 
VI
Costringetelo all’apnea: nascondete la reggente
dietro una siepe di subordinate, e cambiate il soggetto
per dispetto.
 
VII
Infilate due o più che in una frase.
 
VIII
Non scrivete “Il discorso era noioso, e i relatori aspettavano
l’intervallo” ma “Lo speech era low-quality e il panel s’era messo
in hold per il coffee-break”.
 
IX
Usate espressioni come in riferimento alla Sua del…,
il latore della presente, in attesa di favorevole riscontro…
 
X
Siate noiosi.
 
Seguite queste regole e cadrete così in basso che, a quel punto, potete solo risalire.
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02/04/2012

Sedici semplici suggerimenti

1 Aver qualcosa da dire
2 Dirlo
3 Dirlo brevemente
4 Non ridirlo (se mai, rileggerlo)
 
5 Scriverlo esatto
6 Scriverlo chiaro
7 Scriverlo in modo interessante
8 Scriverlo in italiano (è più trendy, baby)
 
9 Non calpestate i congiuntivi
10 Non gettate oggettive dal finestrino
11 Spegnete gli aggettivi, possono causare interferenze
12 Non date da mangiare alle maiuscole
 
13 Slacciate le metafore di sicurezza
14 In vista della citazione, rallentate
15 Evitate i colpi di sonno verbale
16 L’ultimo che esce, chiuda il periodo
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02/04/2012

Espressioni impressionanti

ASSOLUTAMENTE Sì Assolutamente no. Basta sì (sei volte più corto).

IN TEMPO REALE Esiste un tempo irreale? In tempo reale vuol dire subito o contemporaneamente. Usiamo queste espressioni, sono meno artificiali.

MISSION e VISION La prima lasciatela ai missionari, l’altra agli ottici. Spiegate invece cosa volete fare, che è meglio.

PRECIPITAZIONI ATMOSFERICHE Pioggia televisiva: evitatela.

STRAORDINARIO È l’aggettivo più ordinario in circolazione. Notevole, insolito, sorprendente, inatteso, eccellente, speciale, strepitoso, formidabile, sbalorditivo, fantastico, fenomenale, mozzafiato: guardate quante possibilità offre la lingua italiana.

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02/04/2012

Ordinaria ortografia

Basta col pò Resistete alla pigrizia, alla sciatteria altrui, ai dizionari dei cellulari: un po’ è la forma tronca di un poco, perciò si scrive con l’apostrofo e NON con l’accento (il fiume Po è in secca, e non vuole né l’uno né l’altro).

BÈ? BUUUH! Be’ è la forma tronca di bene: quindi, si scrive con l’apostrofo (come po’). Scrivere bè, bè, bè… è conformista. Cos’è quel belato? Volete seguire il gregge?

Eco grafia Un’eco o un eco? Vanno bene tutti e due. Il sostantivo è sia maschile sia femminile (il plurale invece è solo maschile: gli echi). Nell’espressione Conosco un Eco che colleziona lauree honoris causa l’apostrofo, ovviamente, non ci va. Il professore è un maschietto.

PRIMA PERSONA PLURALE Se amiamo una ragazza, la accompagniamo a casa (con la i).

Il suffisso -iamo (non -amo) è la prima persona plurale del presente indicativo.

Prìncipi e princìpi L’italiano non richiede l’accento all’interno di una parola, ma se temete confusione, mettetelo comunque: circùiti e circuìti, còmpiti e compìti, prèsidi e presìdi, prìncipi e princìpi, sèguito e seguìto, sùbito e subìto.

Qual è Non vuole l’apostrofo. Si tratta infatti di un troncamento, non di un’elisione. In altre parole: qual sta in piedi da solo. Anche tal, fin, suol e vuol non si apostrofano, per lo stesso motivo.

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02/04/2012

Punteggiatura puntigliosa

DUE PUNTI Sono la benedizione di chi scrive. Uno pensa: non si può evitare che le frasi siano piene di che. Sbaglia: grazie ai due punti, utili a introdurre la frase oggettiva, ne ho appena eliminato uno.

PUNTINI DI SOSPENSIONE Sono il morbillo e la varicella del testo. Si fanno da bambini, poi basta

PUNTO ESCLAMATIVO La virgola è francese, il punto americano, il punto interrogativo tedesco; ma il punto esclamativo è certamente italiano. Emotivo, eccitabile e lievemente enfatico. Si può usare: una volta all’anno, come il costume di carnevale.

PUNTO E VIRGOLA Il più breve manifesto ideologico mai scritto: basta saperlo leggere. Contiene una dose di dubbio e suspense, e obbliga a una deliziosa, impercettibile apnea mentale. Se, scrivendo, considerate il punto troppo drastico, e la virgola troppo frivola, il punto e virgola è quello che fa per voi.

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02/04/2012

Stile stupendo

SIATE CHIARI Pensosi editorialisti aprono il periodo con una scarica di subordinate esplicite e implicite. In terza media non la passerebbero liscia, ma i direttori dei giornali lasciano fare. Si tratta di sadomasochismo intellettuale, non prendetelo ad esempio. Ricordate, invece: chi scrive chiaro, sa scrivere; chi scrive difficile, di solito, non ha niente da dire. Oppure ha qualcosa da nascondere.

SIATE CONCRETI Scrivere non vuol dire sussurrare, alludere o mugugnare. Vuol dire comunicare. Non vi succeda MAI di pensare o di dire “Non avete capito!”. Se chi legge non capisce, la colpa è SEMPRE di chi scrive.

SIATE IRONICI (SE VI RIESCE) La cultura italiana diffida dell’ironia. Io vi invito a diffidare della cultura italiana.

SIATE ORIGINALI Se volete essere ricordati – almeno fino alla prossima email – cercate di evitare metafore bolse, formule retoriche, chiuse stereotipate. Distinti saluti è ridicolo: chi li distingue, i vostri saluti, se sono tanto prevedibili?

SIATE PAZIENTI Imparate a memoria questa frase di Truman Capote: “Scrivere ha le sue leggi della prospettiva, della luce e dell’ombra, proprio come la pittura, o la musica. Se sei nato conoscendole, bene. Se no, imparale. Poi sistema le regole perché facciano al caso tuo.”

NON SIATE PASSIVI E’ meglio se voi scegliete un film, invece d’aspettare che il film sia scelto da voi (o dalla vostra ragazza, fissata con Scamarcio).

LA REGOLA DEL P.O.R.C.O.

Pensa (aspetta a scrivere; prima decidi cosa dire)

Organizza (metti giù un piano d’azione, diviso per punti)

Rigurgita (butta fuori, senza pensarci troppo)

Correggi (rileggi con calma)

Ometti (togli tutto ciò che non è necessario)

VOCABOLARI Prendete l’abitudine di aprirli, ogni tanto. Non mordono, risolvono un sacco di problemi ed emanano un buon profumo di carta.

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28/08/2007

Lezione 1 – Maiuscolite

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26/08/2007

Lezione 2 – Email femmina?

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25/08/2007

Lezione 3 – Ministro, la gonna!

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