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17/09/2012

Cinquanta sfumature di noia

“Trattengo il fiato. Sono Eva nel paradiso terrestre, lui è il serpente, e io non so resistere”. Questa frase, da sola, autorizza a lanciare il libro oltre la finestra, stando attenti a non colpire un passante.

Eppure chi passa in libreria è rimasto assai colpito – metaforicamente – da “Cinquanta sfumature di grigio”. Molti sono entrati apposta. Il romanzo dell’inglese E L James (Erika Leonard), londinese, moglie e madre di due figli, è diventato un clamoroso bestseller. Nessuno, neppure J. K. Rowling con Harry Potter, aveva venduto così tanto in così poco tempo. In Italia, le variazioni cromatiche della serie (grigio, nero, rosso) occupano le prime tre posizioni nella classifica dei più venduti. Continua a leggere…

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21/08/2012

Grazie Londra: Una lezione ai pessimisti

Sono trascorse solo due settimane, li ricordate di sicuro. Quelli per cui l’Olimpiade sarebbe stata un disastro. Quelli convinti che Londra sarebbe collassata nel traffico. Quelli che, dal forfait della società incaricata della sicurezza, avevano tratto lugubri presagi. Quelli per cui la vecchia Inghilterra, per condizione e per definizione, non era preparata a ospitare i Giochi moderni. Quelli come Mitt Romney, per esempio.

Ma non c’era solo il candidato repubblicano, impegnato nel suo Gaffe Tour tra Europa e Medio Oriente, a dubitare della riuscita della XXX Olimpiade. C’erano i media di mezzo mondo, l’opinione pubblica europea, i tanti italiani che conoscono solo due sentimenti: disfattismo ed euforia. Sconfessato il primo dai fatti, ora si sono lanciati sulla seconda, senza timore del ridicolo. Concediamo a tutti un’attenuante: gli stessi inglesi, alla vigilia, non sembravano convinti. «Rescue us from the nightmare», salvateci dall’incubo, titolava una corrispondenza del New York Times da Londra. Un’insicurezza che non costituisce una novità. Continua a leggere…

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24/07/2012

30 (e lode): le ragioni per amare Londra

Seul e la Corea del Sud, nel 1988, dovevano accreditarsi. Barcellona e la Spagna, nel 1992, volevano annunciarsi. Atlanta e l’America, nel 1996, intendevano divertirsi. Sydney e l’Australia, nel 2000, potevano festeggiarsi. Atene e la Grecia, nel 2004, speravano di lanciarsi (e hanno finito con l’indebitarsi). Pechino e la Cina, nel 2008, avevano deciso d’esibirsi, e dimostrare d’essere ormai grandi. Londra non ha bisogno dell’Olimpiade, e l’Olimpiade non ha bisogno di Londra. Ma le due si sono ritrovate, dopo sessantaquattro anni. Questa è la novità. Ed è una splendida novità. Continua a leggere…

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02/07/2012

Decalogo per un’Italia nuova

Non bastano le buone notizie dal campo e dai mercati per cambiare il destino di una nazione: però aiutano. A patto di non sprecare l’occasione. Le superstizioni sono un marchio d’ignoranza, ma le coincidenze sono segnali fascinosi, da non trascurare. La settimana che vede l’Italia del calcio in finale contro la Spagna, e i due governi alleati per convincere Berlino ad allentare la morsa sul debito, ha mostrato la vulnerabilità – perché no, la ragionevolezza – della Germania. Continua a leggere…

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22/05/2012

Il carburante del futuro (Considerazioni su un lugubre weekend)

Sullo striscione di un gruppo di ragazzi a Brindisi: “Siamo cittadini di un Paese che si ricorda di stare unito quando si muore”. Riassunto impeccabile di un paradosso apparente (non è un caso che siano stati i più giovani tra noi a scoprirlo). Il dolore è un’emozione forte. E di queste abbiamo bisogno – purtroppo – per capire cosa rischiamo di perdere. Continua a leggere…

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08/05/2012

Prada: io, gli abiti, l’arte (e la fatica delle donne)

Milano, martedì pomeriggio. Miuccia Prada entra nella stanza piena di sole e avanza verso un grande tavolo bianco. Si siede con un libro davanti. Indossa un maglione grigio a V sopra una maglietta colorata, e porta un nastro nero tra i capelli. Continua a leggere…

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26/04/2012

Chi non capisce la Velasca non capisce Milano (dal Corriere della Sera)

Un delfino-Trota che credeva d’essere una volpe e s’è rivelato un pollo. La zoologia politica lombarda diventa sempre meno rassicurante, meglio dedicarsi ad altro. Per esempio alla discussione, splendida e splendidamente inutile, sull’aspetto della Torre Velasca di Milano, classificata dal Daily Telegraph – non si sa in base a quale autorità – tra i venti edifici più orrendi del pianeta. Continua a leggere…

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27/03/2012

Dipendenza da Internet

Per cominciare, ordine e organizzazione. Bloccare 3G su iPhone, spegnere wi-fi, consegnare i-Pad a figlio diciannovenne, che provvederà a farlo sparire per una settimana (teatralmente e sadicamente). Staccare cavo di rete. Preparare risposta automatica per email.

Sarò off-line fino a giovedì 16 febbraio 2012. In caso di necessità, scrivete a…
I shall be off-line until Thursday 16th February 2012. Please refer any queries to… Continua a leggere…

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04/03/2012

Lucio Dalla prevede il XXI secolo (incontro a Catania, primavera 1997)

Lucio Dalla, salendo sulle strade dell’Etna, conduce la vecchia Jaguar come i Malavoglia, residenti della vicina Aci Trezza, conducevano la loro barca, la Provvidenza: sbandate improvvise, colpi di timone, sguardo all’orizzonte. Guidano meglio i piloti delle sue canzoni (Nuvolari, Senna), ma non ho il coraggio di dirglielo. Lucio Dalla, oltrettutto, ha due attenuanti: guida di notte con gli occhiali da sole; e si e’ guadagnato il mio rispetto. Per ore, in una traversa della via Etnea, ha riempito la «valigia del Duemila» messagli davanti dal Corriere . Non so se l’abbia fatto volentieri. Dalla e’, per temperamento e per cultura, un impasto tra Eraclito, Hegel e un imprenditore New Age: lo spettacolo di cosa succede lo affascina; le esclusioni lo infastidiscono. Se fosse San Pietro e gli venisse affidata la direzione del traffico in occasione del giudizio universale, darebbe una mano a tutti. Se lavorasse a un casello autostradale, alzerebbe le sbarra, e andrebbe a pescare.

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23/01/2012

È il futuro che viene: vedrete, avrà fiato (prefazione a ‘Tutto questo futuro’ di Ivano Fossati, Rizzoli)

Nessuno mi aveva mai fatto notare che “le ragazze di Milano hanno passo di pianura”. Però è vero: hanno passo di pianura, ed è bello da guardare. Nessuno mi aveva detto che il mare, quando compare improvvisamente dietro una curva, è emozionante. “Fin da Pavia si sente il mare”: un lombardo lo sa bene, ma non ci pensa.

Sapete tutti che Ivano F. è un poeta, abbastanza onesto da saperlo e abbastanza saggio da dimenticarlo. Forse non avete mai riflettuto su un altro fatto: l’uomo è un musicista-paesaggista. Un pittore/fotografo capace di consegnarci il senso di un luogo con dieci parole e poche note.

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