Articoli

02/07/2013

Se n’è andata una Regina

(dal Corriere della Sera)

 

Tutti abbiamo incontrato donne eccezionali. C’è chi ha avuto fortuna e ne ha sposato una, com’è accaduto a me. C’è chi se le è trovate in casa, a scuola, in ufficio: e troppo tardi le ha riconosciute. Perché le donne eccezionali non girano con un cartello che indica l’appartenenza alla categoria. Alcune, addirittura, lo nascondono, o non lo sanno. Altre, invece, lo sanno e lo dimostrano. Vanno bene tutte: sempre eccezionali sono.

Regina Sironi era una donna eccezionale e lo sapeva. Credo s’irritasse silenziosamente se qualcuno, lavorando con lei, non capiva che dietro i modi spicci c’era un cuore buono, una bella testa, un gran fegato. Non ha creato l’Associazione per il Bambino in Ospedale, ma ne ha fatto una macchina fenomenale, capace di portare aiuto nei reparti di pediatria di tutta Italia. Segretario Generale, credo fosse la sua carica. Ma non conta, dell’ABIO era l’anima. E l’anima non vuole galloni: però fa vivere le cose. Continua a leggere…

COMMENTI: Nessuno, lascia il tuo!   |   
06/06/2013

Quel narciso di Bruce Springsteen (dal Corriere della Sera)

“Il mio è un lavoro in cui giocano un ruolo l’egocentrismo, la vanità e il narcisismo, e hai bisogno di tutte queste cose per farlo bene; ma non devi permettere che ti travolgano. Ne hai bisogno, ma devi tenerle sotto controllo”. Avrebbe potuto dirlo un attore, uno scrittore, un dirigente d’azienda, un avvocato, perfino un sindaco o un ministro. Invece l’ha detto una rockstar. Una rockstar introspettiva: non un ossimoro, ma certo una rarità.

La citazione viene da “We are alive – Ritratto di Bruce Springsteen”, una microbiografia scritta da David Remnick per il “New Yorker” e pubblicata in Italia da Feltrinelli (ben tradotta e meno bene introdotta da Leonardo Colombati). Remnick è abitutato a dissezionare ego smisurati e talenti sconfinati. Ha scritto anche “Il re del mondo”, la storia di Muhammad Alì. Continua a leggere…

COMMENTI: Nessuno, lascia il tuo!   |   
30/05/2013

Tutto gratis non si può (dal Corriere della Sera)

Il convegno dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, venerdì e sabato a Bagnaia (Siena), s’intitolava “Crescere tra le righe”, non crescere tra le rughe. Merito dei trecento ragazzi presenti, della loro curiosità e del loro entusiasmo. Perché diciamolo: di rughe, l’editoria ne presenta parecchie, non solo in Italia. La più evidente – un profondo, giustificato segno di preoccupazione – riguarda i profitti. Negli ultimi dieci anni, i giornali hanno perso un terzo delle copie e metà della pubblicità. Avanti così, e si chiude: tutti.

Continua a leggere…

COMMENTI: 1, lascia il tuo!   |   
09/05/2013

Chiamatela educazione digitale (dal Corriere della Sera)

I ragazzi creano una pagina Facebook dove coprono d’insulti un’insegnante. Lei lo scopre e denuncia il fatto. La Polizia Postale identifica gli autori, tutti minorenni. Le famiglie sono sbalordite: quante storie! Non la insultavano davvero, era solo su internet!

E’ una piccola storia istruttiva, diffusa e preoccupante. Molti adulti sanno cos’è la vita e non hanno capito cos’è la rete; tanti ragazzi, viceversa. Conoscono i meccanismi e la forza del web, ma non sanno valutare le conseguenze delle proprie azioni. Diffamazione, molestie, ingiurie, minacce, stalking: sono vocaboli da codice penale, a sedici anni sembrano così distanti.

Occorre una nuova educazione civica: e potrebbe funzionare, a patto di non chiamarla così. “Educazione civica” sa di materia vecchia, di professori annoiati, di stanchezza all’ultima ora: un tema importante demolito dalla pessima didattica. Educazione digitale? Meglio. Programma: come guidare un mezzo veloce, nuovo e magnifico, senza andare a sbattere.  I social network – e la banda larga che li ha resi potenti – hanno pochi anni. Tutti stiamo imparando tutto. Continua a leggere…

COMMENTI: 1, lascia il tuo!   |   
22/03/2013

I ragazzi del salto triplo (dal Corriere della Sera)

La curiosità è l’antiruggine del cervello. Quando il dispositivo ha un certa età, bisogna spruzzarne in abbondanza.

Mi piace viaggiare nella penisola bassa e in Sicilia, perché le conosco poco. Mi piace tornare in Sardegna, perché la conosco e le voglio  bene. So che non è sud, ma altrove. La Sardegna è “l’isola non trovata” della canzone di Francesco Guccini: sull’orizzonte di molti connazionali sbuca solo d’estate, quando prende il colore del mare e il sapore del mirto.

Continua a leggere…

COMMENTI: Nessuno, lascia il tuo!   |   
25/02/2013

Dieci regole per non astenersi

Dopo una campagna elettorale fedele allo spirito del tempo – sciatta, superficiale, vanitosa e rancorosa – dobbiamo scegliere. Astenersi serve a poco, se non a faciltare il compito a coloro che vorremmo punire. Dopo dieci giorni di treno, per il Corriere, lungo l’Italia – partiti da Trieste, diretti a Trapani, in transito a Catania – nutriamo pochi dubbi: sarà un voto rassegnato e pratico. Ci permettiamo, perciò, alcuni suggerimenti.

1 Ricordate cosa hanno detto. La falsità e l’incoerenza, nelle democrazie mature, sono punite severamemente dagli elettori. Dobbiamo imparare questa buona abitudine. Chi ieri ha sostenuto una cosa, può cambiare idea: ma deve spiegarci perché. Continua a leggere…

COMMENTI: 1, lascia il tuo!   |   
11/01/2013

Elogio morale della precisione (dal Corriere della sera)

«Nei corsi di scrittura, il punto su cui tornavo più spesso era la precisione. La letteratura quale linguaggio definitivo per circoscrivere una materia mobile e multicolore come il “sentire” (…). Per contagio ho finito per amare la precisione non specificamente letteraria, come quella della manualistica dedicata alle costruzioni navali (con definizioni tecniche stranianti dell’acqua e delle imbarcazioni), all’arte militare, al gioco degli scacchi, alle ricette alcoliche (…). E ne raccomando la lettura come propedeutica alla prosa».

La libreria di casa è un giacimento di serendipity, si trovano le cose che non si stanno cercando. Negli ultimi giorni dell’anno è sbucato Prima persona, da cui è tratta la citazione iniziale. Un volume che ci permette di ricordare Giuseppe Pontiggia — uomo e scrittore delizioso — nel decennale della scomparsa; e consente all’autore di portarci un regalo, a distanza di tempo. Continua a leggere…

COMMENTI: 3, lascia il tuo!   |   
27/12/2012

Perché questi Tempi amari possono dare Frutti dolci (dal Corriere della Sera)

A Pisa, giorni fa, ho visto un documentario del regista Roan Johnson – italianissimo, nonostante il nome – intitolato «L’uva migliore», girato tra gli studenti dell’Università. Il titolo viene da una frase di Antonio, iscritto ad Agraria: «Quando la vite soffre, dà l’uva migliore».

È il riassunto drammatico, e la speranza inconfessabile, di una generazione. Questi tempi amari potrebbero dare frutti dolci. È una considerazione che spetta ai nostri ragazzi, se si sentono di farla. Non a noi, che potremmo apparire viticoltori sadici, o almeno incompetenti. È vero, tuttavia. Tra molte difficoltà, esposta a esempi vergognosi, sta crescendo una generazione che ha tutto per affermarsi. Il talento, la tenacia, la tolleranza, la tenerezza e la testa: ottimista, nonostante tutto.

La proiezione del documentario accompagnava la presentazione del mio libro Italiani di domani . Pisa era una delle tappe dentro scuole e università. Avevo in testa – non so perché – un verso di Lucio Dalla: «Non c’è niente da capire, basta sedersi ad ascoltare». Ho provato a farlo a Trieste e a Urbino, a Roma e a Modena, a Bologna e a Torino: dicendo l’indispensabile e ascoltando tutto il possibile. Vorrei continuare nell’anno nuovo, nell’Italia del Sud. Dove le sirene d’allarme suonano, ma nessuno le sente. Francesca, studentessa di giurisprudenza, salita a Pisa dal Salento: «Non so dove andrò. Ma so per certo dove non tornerò». Continua a leggere…

COMMENTI: 1, lascia il tuo!   |   
26/11/2012

Lettera aperta a chi va in piazza (dal Corriere della Sera)

Sia chiaro. Se mai usciremo da questo pantano, sarà per merito dei nostri ragazzi. La generazione dei nostri genitori, nata nella prima metà del XX secolo, ha ricostruito l’Italia. La nostra – i numerosi, loquaci, egocentrici figli del boom, nati tra il 1945 e il 1965 – l’ha arredata in modo da starci comoda. Ma la fattura, adesso, è in mano ai nostri figli e nipoti, sotto forma di debito pubblico (prossimo alla soglia siderale di duemila miliardi), e non solo.

Non è l’apologia astuta di una nuova generazione. È un incoraggiamento per chi non ha colpe. Non ha colpe e, diciamolo, ha ragione di protestare. Un ragazzo di vent’anni non ha avuto né il tempo né il modo di combinare i disastri che vediamo. Ma non deve protestare in modo violento, quindi sbagliato. Sbagliato tre volte. Perché pericoloso. Perché inutile. Perché controproducente. Continua a leggere…

COMMENTI: 1, lascia il tuo!   |   
17/10/2012

Italiani di domani

Prezzo: 15.00 €
Pagine: 180

Un libro per i nostri ragazzi, quindi anche per noi.

Un libro pratico, perciò pieno di sogni.

Un libro emozionante, per l’Italia che  non si rassegna.

L’Italia deve pensare in avanti. Non è un lusso, è una necessità. Con questo libro Beppe Severgnini ci spinge a “riprogrammare noi stessi e il nostro Paese (brutto verbo, bel proposito)”. E offre agli italiani di domani – questione di atteggiamento, non solo di anagrafe – otto suggerimenti: semplici, onesti, concreti.

Sono le otto T del tempo che viene, otto chiavi per aprire le porte del futuro.

1.Talento   Siate brutali
2. Tenacia   Siate pazienti
3.Tempismo   Siate pronti
4.Tolleranza   Siate elastici
5.Totem   Siate leali
6.Tenerezza   Siate morbidi
7.Terra   Siate aperti
8.Testa   Siate ottimisti

Dietro le otto porte, non c’è necessariamente il successo. Ma di sicuro c’è una vita – e un’Italia – migliore.

COMMENTI: 5, lascia il tuo!   |   
Pagina 4 di 26« Prima...23456...1020...Ultima »