Archivio opinioni

Care lettrici, cari lettori, volete mettervi alla prova come recensori di Beppe Severgnini?

TOCCA A VOI! Beppe aspetta commenti e opinioni – buone o cattive, non importa – e se appena possibile vi risponderà.

    • 18 marzo 2008 alle 11:06

      Buongiorno Signor Severgnini,
      ho finito questa mattina di leggere ‘L’Italiano – Lezioni semiserie’. I suoi libri li ho letti tutti, in verità, e questo dovrebbe bastare a dimostrarle l’estensione del mio gradimento.
      Ma cos’ha contro chi mette i volumi in ordine di altezza sulla libreria? Io lo faccio. Non solo: li ordino anche per colore.
      Poichè ricordo la tinta di ciascuna copertina – e non sono poche – la facilità di ricerca non ne risente, glielo assicuro.
      E gli scaffali ordinati appagano il mio senso estetico.
      Ciononostante amo (e uso) i periodi brevi, scrivendo.
      Devo considerarmi un’eccezione? O cercare un buon psichiatra?

      Un saluto affettuoso
      Barbara

      Risponde Beppe

      Lo schema cromatico è bizzarro ma interessante. Approvato.

    • 23 marzo 2008 alle 21:38

      Caro dott. Severgnini,
      ho letto il suo libro ‘L’italiano-lezioni semiserie’ e l’ho trovato geniale; non sono però riuscito a trattenermi-io umile studente-dal segnalare un errore. A pag. 130 lei afferma che i prefissi ‘re-‘ e ‘ri-‘ non raddoppiano mai la consonante successiva, mentre ‘ra-‘ la raddoppia sempre: ho trovato dei controesempi. ‘Rettificare’, ‘rinne-gare’, ‘rasare’. Un altro esempio di come la nostra lingua sia tanto insidiosa da ingannare anche i più esperti. La ringrazio moltissimo per la cortese attenzione.

    • 24 marzo 2008 alle 11:44

      Caro Severgnini, alcune domande brevissime: 1. Il plurale di ‘fila’ non è sempre ‘file’? – 2. Il plurale di ‘filo’ può in alcuni casi essere ‘fila’? – 3. ‘Piatire’ esiste ma ‘pietire’? – 4. ‘Nella misura in cui’ è quasi sempre sostituibile con ‘se’? – 5. Meglio ‘scandinàvo’ o ‘scandìnavo’? – 6. ‘Bolscevìco’ o ‘bolscévico? 7.’Persuàdere’ o’persuadére’?- 8 ‘Cònstato’ o ‘constàto?- 9. Gli ultrà dell’Inter viòlano la legge? – 10. Tràlice o tralìce? Infine, perché la Rai non fornisce ai suoi giornalisti il vecchio, prezioso, DOP 8Dizionario d’Ortografia e di Pronunzia), tra l’altro edito dalla ERI? Valeriano

    • 25 marzo 2008 alle 16:04

      Caro Sig. Severgnini,
      ho 17 anni e frequento il Liceo Asproni di Nuoro dove Lei sarà ospite fra qualche giorno. Io stessa sarò presente all’evento (devo dirLe molto atteso). Ho letto il Suo libro ‘L’italiano. Lezioni semiserie’; le cose che ci sono scritte rivelano una profonda conoscenza della nostra lingua e delle sue regole (cosa rara di questi tempi anche tra alcuni giornalisti). Conoscenza che Lei ha saputo mescolare con un gradevole pizzico di ironia.
      Le faccio i miei complimenti e assieme ai miei compagni La aspetto per un interessante confronto.
      Simona

      Risponde Beppe

      Anch’io sono contento di tornare a Nuoro. Ci vediamo venerdì, Simona. Bsev

    • 27 marzo 2008 alle 18:22

      Gentile Dott. Severgnini, ho letto il suo libro ‘Inglesi’, e , pur non essendo ancora stato in terra albionica, ne sono molto attratto per via della musica e della lingua(sono un beatlesiano convinto).Di inglesi ne conosco alcuni e spesso mi ci trovo a contatto per lavoro ma non ho abbastanza dimestichezza con la loro cultura quindi non sono in grado di dare un giudizio adeguato su quanto lei ha descritto nel libro.Una cosa è certa, voglio visitare il Regno Unito al più presto possibile!
      Ho anche letto recentemente il suo libro ‘Manuale dell’imperfetto viaggiatore’ e devo dire che lei è davvero riuscito a esprimere con accuratezza e grande ironia tutto quello che avrei voluto esprimere personalmente.Sono milanese residente a Vienna e lavoro al museo di Schoenbrunn.Ne vedo e ne sento davvero di tutti i colori ma non si finisce mai di imparare. Ho a che fare ,come già menzionato, con turisti provenienti da tutto il mondo e mi creda, ognuno ha il proprio modo di fare,ma gli italiani sono proprio come lei li ha descritti.Mi piacerebbe parlare con lei di persona un giorno, perchè no, magari qui a Vienna, dato che farei visitare a lei e alla sua famiglia il castello come ospite d’ onore guidandovi attraverso le stanze.Ci pensi…Ad ogni modo se non dovesse essere qui rimane sempre (suggerimento di mia moglie, austriaca laureanda in italiano)il caffè Vienna di Crema!

      Grazie e speriamo di vederla presto in quel di Vienna

      Daniele Bianchi

      Risponde Beppe

      Grazie: è bello sapere che al castello – e che castello! – mi aspettano…

    • 27 marzo 2008 alle 23:33

      Cosa state aspettando a leggere ‘Italiani con valigia’?
      Se, come me, non siete mai stati all’estero o non avete mai avuto l’opportunità di circumguidare (consentitemi questo neologismo) lungo le coste italiane, ebbene, allora attraverso gli occhi di Beppe Severgnini, potete vedere tutte le bellezze, le curiosità, le stranezze e le meraviglie di città, luoghi e popoli più o meno famosi della terra.

      Spero di poterle stringere la mano Lunedì prossimo all’Alfieri di Cagliari.

    • 28 marzo 2008 alle 21:13

      sono salita sulla scala come la fedele Therese, di Auto da fè, per spolverare e prendermi cura di questa grande libereria dove trovi le più belle enciclopedie Treccani, rilegate in pelle (fanno sempre bella figura), fra i libri di Paulo Coelho e tutti i settimanali del pettegolezzo, novella 2000, eva 3000, chi, ecc. (mio padrone appartiene alla categoria dell’Onorevole Cetto LoQualunque) vedo spuntare timidamente ‘L’italiano, lezioni semiserie’, non so come sia arrivato qui, ne me interesa, ma da oggi so che ruberò 5 minuti del mio tempo dal lavoro per leggerlo, magari finalmente migliorerà la mia scrittura in italiano, tanto per investir in intelligenza a volte bastano quattro pagine al giorno e quattro righe di scrittura. Un abbraccio forte, 2A

      ps. ho assistito a due concerti da ragazza; a 15 anni ‘Emerson, Lake & Palmer’ a Wichita, Kansas, e a 18 Joan Manuel Serrat in Messico. (c’è un problema?, pag.31)

    • 29 marzo 2008 alle 22:29

      Mi chiamo Luciana Barraco e sono un’insegnante della scuola primaria di Follonica (GR). Sto leggendo il suo libro ‘italiano . Lezioni semiserie’ e lo trovo illuminante; ho smesso di dire assolutamente sì e ho smesso di mettere i punti esclamativi nelle mie mail!! In più, anche se insegno italiano a bambini di otto anni, ho utilizzato il suo libro per spiegargli l’uso della punteggiatura. Sarebbe interessato a fare un intervento nella mia scuola? Grazie e spero in una sua risposta.
      Luciana Barraco

      Risponde Beppe

      Cara Luciana, sono felice che il libro sia utile nelle scuole. Una conseguenza: sto ricevendo una valanga di inviti gentili come il suo (elementari, medie, surperiori, università). Se dovessi accettarli tutti, sarei in tre scuole al giorno per i prossimi due anni. Sono appena stato al Liceo Asproni a Nuoro (che non è vicino): possiamo considerarla una partecipazione simbolica e una prova di buona volontà? Grazie della comprensione, signora maestra.

    • 31 marzo 2008 alle 22:18

      Caro Severgnini,
      frequento la prima liceo del classico a Cagliari e ho letto da poco il suo libro ‘L’italiano: lezioni semiserie’. Devo dire che l’ho trovato veramente utile: ne ho avuto la conferma nell’ultimo compito in classe di italiano. C’è stato un notevole miglioramento rispetto all’inizio dell’anno, soprattutto dato che nei temi non ho mai avuto grandi votoni (certo non andavo male, ma potevo avere risultati migliori). Volevo quindi ringraziarla personalmente. Per quanto semiserie queste lezioni sono state proprio gratificanti.

      Un saluto, Anna

      Ps. Sono impliciti i complimenti agli altri suoi libri. A casa mia siamo tutti suoi grandi lettori!

      Risponde Beppe

      Grazie Anna. C’eri il 31 marzo al Teatro Alfieri quando ho presentato il libro?

    • 1 aprile 2008 alle 16:28

      Caro signor Severgnini , mi complimento con lei per l’ incontro strepitoso di ieri a Cagliari nel quale avrei voluto ringraziarla per la bellissima rubrica che ogni settimana inserisce su sportweek ovvero ‘ lost in translation ‘ e da 15enne interista …..lei preferibbe Mancini o Mourinho .
      rispondendo mi farebbe un gran favore la ringrazio per la splendida trilogia di ‘Interismi’
      cordiali saluti
      Alessandro da Cagliari

    • 2 aprile 2008 alle 23:13

      libro fantastico e geniale, sono stata in america ed è davvero tutto così….
      poi è adatto anche a noi ragazzi
      ed è comprensibile davvero magnificamente, inoltre è un pò come un manuale d’uso per un viaggiatore diretto negli USA
      grazie per avere scritto questo libro

    • 4 aprile 2008 alle 15:47

      Caro Severgnini,
      dopo aver letto il suo libro sull’italiano i miei temi scolastici hanno dato molte soddisfazioni. Del mio ultimo compito hanno scritto:’L’elaborato è esposto in modo chiaro, armonioso, con una struttura logica corretta ed una buona padronanza lessicale che rende il testo scorrevole e piacevole’.
      Non male per uno studente di prima liceo, vero?:-)
      Il suo umorismo, poi, ha fatto morire dalle risate persino mio nonno, e LUI è un milanista sfegatato (sarà per quello che ha deciso di regalare il libro a me?) così ho pensato di darle un suggerimento: perché non scrive una guida su come far ridere? credo che la gente ne abbia proprio bisogno.

    • 4 aprile 2008 alle 20:02

      caro Beppe, ho imparato ad aprezzare il Suo modo di scrivere tanti anni fa quando nello sfogliare il mensile del Touring club cominiciavo dall’ultima pagina!!!!!!
      grazie per l’autografo che ho avuto l’altro giorno all’Alfieri di Cagliari; mi fa sentire privilegiata rispetto ad altri lettori!

      a presto!

    • 11 aprile 2008 alle 10:50

      Caro Beppe,
      il suo ‘L’Italiano, lezioni semiserie’ è a portata di zampa, vicino alla tastiera, in compagnia di ‘Impariamo l’Italiano’, del compianto Cesare Marchi. Dopo l’articolo di De Rienzo su punto e virgola ed emoticon – lei ed io li chiamiamo faccine, e li odiamo con la stessa intensità – mi sono riguardata i capitoli sulla punteggiatura. Confortata da quanto ci ho trovato scritto, vorrei dire la mia, su questo supposto nuovo stile, costituito da pagine crivellate di punti. Ho la sgradevole impressione che tutti questi punti fermi siano un maldestro tentativo di conferire fermezza a un discorso che altrimenti non ne avrebbe. Esempio: ‘Andando verso la stazione, guardai l’ora; ero in ritardo.’ Frase totalmente priva di interesse. ‘Io. In cammino verso la stazione. L’orologio. Sono in ritardo!’
      Ad ogni sosta, si crea un’aspettativa, e il malcapitato lettore si aspetta che, finalmente, càpiti qualcosa; invece, non succede niente. Sarò demodè, ma questa gente mi fa rimpiangere Manzoni. Grazie per la sua appassionata difesa della nostra ricchissima lingua.
      Con stima
      Valentina Carli

    • 16 aprile 2008 alle 12:11

      Caro Severgnini,
      mi piacerebbe darle del ‘tu’per 3 ragioni:
      1.Inter
      2. co-pizzaiolo a Luxembourg
      3. futuro collega, scrittore, forse, ora che vado in pensione.
      Ah , sono anche più vecchio!!
      In realtà le scrivo per avere un’autorizzazione: a scrivere un libro sulla base di ‘Italiani si diventa’ e che avrebbe per titolo ‘Italians si nasce’
      E evidente che non posso neanche cominciare senza una sua benedizione!
      Cordiali saluti.
      Antonio Doronzo

      Risponde Beppe

      Mai benedire, mai impedire.

    • 18 aprile 2008 alle 15:31

      Cari colleghi, insegnanti di tutta Italia, uniamoci contro le barbarie linguistiche!
      Vi sentite mai infastiditi quando i genitori dei vostri alunni vi danno tranquillamente del tu, oppure vi salutano con un ciao al supermercato come fossero vostri amici di lunga data?
      Io sì, e molto. Quando ho iniziato a insegnare ho attribuito questo comportamento alla mia giovane età (avevo 22 anni), ma ora che di anni ne ho quasi 34 posso constatare che le cose non sono cambiate.
      Non è questione di superiorità: è questione di ruoli, educazione, pertinenza linguistica.
      Questo è solo uno degli argomenti che Severgnini affronta nel suo saggio semiserio, ironico, divertente.
      L’autore tratteggia, velocemente, ma a mio avviso in modo efficace, quello che è il panorama linguistico nell’Italia di oggi: errori, o cattive scelte linguistiche, che a volte sono più vicine all’ignoranza (sempre linguisticamente parlando), altre volte alla mancanza di gusto e alla maleducazione.
      Il saggio ha uno scopo: aiutarci a parlare e a scrivere meglio, fornendo anche semplici consigli… non per niente l’autore lo dedica a tutti coloro che scrivono da cani!

      Leggete, colleghi, leggete!

    • 21 aprile 2008 alle 11:10

      Caro Beppe Severgnini, il libro mi è piaciuto, molto. Osservazioni: p. 95 ‘brevi manu’ è giusto; p. 112 mi pare brutto ‘alla prossima’, dal fr. familiare ‘à la prochaine(fois)’ ‘arrivederci alla prossima (es. ‘cena, ciucca, gita’); p. 115 avrei gradito sapidi esempi del masotest; p. 180 lo Zingarelli 1964 dà ‘scàndinavo, utènsile/ìle’; p. 184 manca l”a capo’ per introdurre il II periodo. Curiosità: non trovo ‘intellegibile’ (p. 181) né in Zingarelli 1964 né in Diz. Encicl. Treccani con supplementi. Commiato affettuoso: anche sulla mia scrivania sta, dal ginnasio 1955-57, la (o il?) Battaglia-Pernicone ma con copertina rosa: lo consulto ancora. Grazie e cari saluti
      Mariella Pautasso

    • 24 aprile 2008 alle 11:37

      Versão brasileira da capa do livro ‘A cabeça do italiano’.

      Brazilian version of the ‘La testa degli italiani’ cover.

      http://img.photobucket.com/albums/v213/elmorosa/Design/Capadelivro_Acabeadoitaliano.jpg

      Risponde Beppe

      Grazie Rosa!

    • 26 aprile 2008 alle 16:53

      Chiarissimo,
      dopo una sana lettura pomeridiana, eccomi a formulare una precisa richiesta.
      Il libro scelto oggi era; L´italiano – Lezioni semiserie.
      Una lettura interessante, che mi ha accompagnato per alcune ore con sane risate. Confesso che ora mi sento impacciato a scriverle, ma la ringrazio per i dubbi che ha destato in me.
      Ritengo che ognuno debba scrivere come realmente uno é. E´la societá odierna che ci porta ad esagerare.
      Ma veniamo alla richiesta. La seguo da anni e vorrei rivivere un ricordo lontano.
      Il filmato di una simpatica trasmissione televisiva con lei che intervista Alberto Tomba.
      Una vera lezione di giornalismo!
      Dopo averlo messo verbalmente in crisi, lei lo riabilita facendolo balzare sulla scrivania.
      Come i suoi libri, vorrei facesse parte delle mie raccolte.
      Mi puó aiutare al rintraccio?
      La ringrazio anticipatamente, a presto.
      Urbano Ferrazzi

      Risponde Beppe

      Ci provo, ma non sarà facile. Provato a chiedere alla RAI?

      bsev

    • 1 maggio 2008 alle 01:31

      Caro Beppe, una postilla, nella
      posizione finanziaria in cui mi trovo,
      (cameriere part-time per scelta, B & B all’inizio attività, tour operator in the making, certificato in Umbria) posso solo comprare libri in Paperback. Ti vorrei leggere molto volentieri in qualcosa più lungo di un post su Italians o articoli vari che apprezzo molto.
      Da me prenderai pochi e subito ti stimo troppo per scaricare qualche E-book
      su Internet (coi libri non lo faccio comunque, i libri sono una cosa seria
      non sono telefilm), se sei a Perugia siamo un gruppo che organizza visite guidate alla Mostra del Pintoricchio fino al 29 Giugno (Bernardino di Betto quello vero non quell’impostore di Del Piero).
      In italiano, in Inglese la faccio io la traduzione simultanea, ed anche in Tedesco (Voglia mai ci venga a trovare Papa Ratzinger).