Archivio opinioni

Care lettrici, cari lettori, volete mettervi alla prova come recensori di Beppe Severgnini?

TOCCA A VOI! Beppe aspetta commenti e opinioni – buone o cattive, non importa – e se appena possibile vi risponderà.

    • Casa mia | 6 gennaio 2004 alle 15:16

      Buongiorno dott. Severgnini, da qualche mese leggo con curiosità e divertimento i suoi articoli in prima pagina sulla Gazzetta e, devo ammetterlo, riesce sempre a stupirmi. Parla sempre (o quasi) di Inter, di questa squadra tormentata, incostante ma che sa regalare attimi di gioia impareggiabili. Credo stia proprio qui la differenza tra la squadra che tifo e le altre. L’inter sa fare la differenza: decide spontaneamente, inconsciamente, istintivamente di perdere, pareggiare o vincere. Fare la differenza è forse ciò che ci fa sentire vivi, che ci fa capire di non essere al mondo a caso, che ci dona la sicurezza di aver dato il nostro contributo almeno qualche volta. Per il tifoso Interista “fare la differenza” significa saper gustare questi attimi appunto. Come il saggio che sa cogliere la nobiltà del mondo nel presente e vivendo l’attimo; non il passato non il futuro. Questa una delle caratteristiche.

      Quando scende in campo L’Inter non pensa mai all’avversario, se ne rende conto sul campo ma fa la sua partita; un pregio e un difetto al tempo stesso.
      Così giungono le sconfitte più disarmanti (la tattica, la strategia dov’è?) ma anche quegli attimi di magia che non scambierei con nessun torneo vinto dagli altri. Il modo in cui ci si rapporta con l’avverario dice tutto: dal modo in cui scende in campo si intuisce la squadra così come nella vita si presume la persona.

      Una speranza finale: Dott. Severgnini…ha tanto parlato di Cuper (Hombre Vertical) e glie ne siamo grati, di Vieri e va bene, di Moratti poco o nulla e va bè…ma…perchè uno scrittore tanto fantasioso come Lei non scrive nulla riguardo Alvaro Recoba?
      “Recoba è come Kandinsky: disegna giornate grige con colori illuminanti; è come Picasso: non sai mai cosa possa creare…e poi è come Mirò: quando sbaglia guarda le stelle!”.

      Con viva cordialità

      Casa mia 2004

    • stefano | 7 gennaio 2004 alle 12:41

      veramente un bel libro, si nota la passione di chi gli sport di cui parla li apprezza e, probablmente, molti li ha provati “sulla propria pelle”…
      unica critica, non trova posto il nuovo passatempo nazionale, quel FANTACALCIO che ha ormai sostituito,nei teen-ager un po’ cresciutelli l’antica passione per le figu, passione ormai di figli e/o fratelli minori…

      Risponde Beppe

      Hai ragione, Stefano. Ma non posso scrivere di uno sport che non pratico!

    • ermes* | 7 gennaio 2004 alle 19:32

      esimio dottor severgnini, sono un quindicenne della provincia di roma che legge sempre e con molto piacere i suoi articoli pubblicati sul corriere della sera; ho letto “inglesi” e “l’inglese-nuove lezioni semiserie” che oltre ad essere due saggi spassosissimi, sono due libri di grande interesse per chi, come me, è sempre stato attratto dalla cultura e dalla bizzarria britannica! mi perdoni,ora, se uso questo spazio per ad uso forse personale, ma mi chiedevo, però, se esistessero libri scritti in italiano (magari proprio da italiani) riguardanti i dialetti britannici, o più semplicemente testi che spieghino le differenze fondamentali tra american e british english e le ragioni di tali differenze. che lei sappia, esistono libri che rispondano a queste mie curiosità? la ringrazio!

      Risponde Beppe

      Esistono molti libri in materia. Te ne consiglio uno: “La storia delle lingue inglesi” (di R McCrunn, W Cran, R Mac Neil), edito in Italia da Zanichelli (1992). E’ la traduzione di “The Story of English”, edito da BBC Books nel 1986. C’è quello che cerchi, e molto di più.

    • critico | 8 gennaio 2004 alle 09:19

      Alvaro Recoba,chi era costui?
      Ah gia’il cantante dell’Inter,quello che ha 27 anni e ne dimostra il doppio.
      Come uomo e come atleta.Troppo viziato da Moratti e da Luisito e’ un vero scansafatiche. Quando lo mettono in campo non si sa difendere,aspetta l’arbitro quando lo buttano a terra,ma dove crede di essere alla Juve?Un attaccante dovrebbe fare i gol non imitare Carla Fracci. E poi non ha carattere,sa bene quanto sia breve la carriera di un calciatore,l’Inter e’ per tutti una specie di ufficio di collocamento,tranne che per lui,tra i nerazzurri fara’ i capelli bianchi e vivra’ di rimpianti.I soldi non sono tutto per un fuoriclasse.
      Scusa la franchezza, ognuno ha la sua maniera per dimostrare il suo affetto,caro il mio Cico latino

    • Laura | 8 gennaio 2004 alle 09:25

      1oo di questi gol,cangurotto.
      Ora che si e’ calmato,posso dirlo.
      Bobo Vieri col muso che scalciava,sputava,imprecava somigliava molto al cangurotto,il pupazzo di Massimo Lopez.Era cosi’ sgradevole che forse non lo ricordano in molti e forse Vieri non l’ha mai visto.Grande grosso e maleducato faceva perfino la pipi’ da Maurizio Costanzo,la domenica pomeriggio,ma almeno a questo,occorre dirlo Vieri non e’ mai arrivato.Ancora.

    • Maria Angela Raja | 8 gennaio 2004 alle 14:37

      Caro Severgnini, ho letto con gusto il suo ultimo libro ed ho apprezzato, una volta di più, la sua capacità di descrivere questo nostro paese ed i suoi abitanti. Ho gradito particolarmente le parti relative alle biglie ed al calciobalilla (… ma chi ha inventato il calcio a 5 non poteva scegliere un altro nome???), che da sempre sono per me sinonimo di vacanze estive. Complimenti a parte, Le segnalo che incredibilmente a Milano c’è un bar (almeno uno, forse tanti altri) che si è attrezzato con un calciobalilla e dove si giocano gran belle partite. Saluti… e sempre forza INTER! Maria Angela Raja

      Risponde Beppe

      Qual è il bar? Così vengo anch’io… Saluti e grazie, bsev

    • Emanuele Lavagno | 13 gennaio 2004 alle 17:58

      Ciao Beppe, ho letto, e mi sono piaciuti assai, i tuoi ultimi libri (ottimo regalo di Natale a parenti e amici). Ora ho ripreso a lavorare; il mio ufficio è a 22 km da casa, ma con i mezzi pubblici (primo mese di lavoro: sono stato assunto il 2 dicembre) impiego circa 90 minuti. Sono, così, costretto a usare l’auto. PERCHE’ NON SCRIVI UN LIBRO DI SCUOLA GUIDA? Facendo il tragitto da una città situata a nord di Milano a una situata a sud ho, ad esempio, appreso che i semafori sono delle illuminazioni natalizie regalate dai Comuni per illuminare i bordi delle strade e lasciate tutto l’anno…. I cartelli indicanti i limiti di velocità, sono, invece, i numeri che qualche amministratore propone di giocare al lotto…. Per non dire del divieto di sorpasso: sembra la pubblicità delle macchine rosse e di quelle nere.
      Emanuele

    • Mariano | 13 gennaio 2004 alle 17:58

      Caro Beppe,
      mi dispiace ma sbagli!
      George Harrison non era il mediano dei Beatles!
      Jhon, Paul e George erano tre perfetti numero 10 (diciamo Maradona, Pelè e Zico).
      Sono daccordo sul fatto che Ringo può essere paragonato a Gamarra, (non dimenticare però, che Gamarra contro la Juve ha annullato Trezeguet!)
      se si pensa che nel ruolo del bisfrattato batterista dei Fab Four, un’altra grandissima squadra come gli WHO schierava Keith Moon, ovvero il Gerd Muller di gran cassa e rullante!
      Saluti nerazzurri!
      Mariano

    • alessandra marazzi | 13 gennaio 2004 alle 17:59

      Ho sempre creduto che la tecnologia potesse essere un aiuto anche nelle relazioni. Ricordo a 16 anni le code davanti alle cabine del telefono, il freddo, le attese e poi il bip-bip dell’occupato e la tipa fuori che bussa impaziente.
      Ma ultimamente mi capita di pensare che forse siamo andati troppo oltre. Quando la tecnologia smette di essere un aiuto e diventa un problema? E se con tutta questa foga tecnologica gli uomini avessero dimenticato la galanteria e le buone maniere?

      Sono uscita con uno per 2 settimane e tutti i nostri appuntanmenti sono stati presi via sms. Tutte le nostre comunicazione sono state via sms …Poi e’ sparito per un po’ …la scusa e’ ovvia: avevo perso il telefonino (e gia’, un tempo i numeri stavano sulle rubriche o sulle agende. Ora invece perdere un telefono non e’ solo un danno economico, ma ci si rimette anche anni di interazioni sociali!). E poi quando il tipo si fa risentire, lo fa … via sms. Ovvio. Ovvio anche che via sms mi arrivino le sue scuse per essersi comportanto come un cretino (e gia’) e pure gli auguri di Capodanno. Ovvio allora che anche il mio “va a quel paese” sia stato via sms!

      Ieri un americano mi ha invitato per un secondo “date” (buon segno, no?)… ovviamente via sms!!! Ma neanche per portare una ragazza fuori a cena ormai usano la voce? Non chiedo fiori, sorprese, ecc. ma una telefonata!

      Ok, ci sono sempre stati casi tristi di relazioni finite per telefono, ma ormai quando racconti la tua esperienza in proposito c’e’ qualuno che ti guarda e dice “beata te, io sono stata lasciata via sms!” Io li non ci sono ancora arrivata, ma ad essere lasciata via email, quello si’.

      Per non parlare poi del linguaggio che usano via sms … quelli che abbreviano tutto … arghhhh … non li reggo … mi sembra un vocabolario per pigri e mentecatti. Quando sognavo il principe azzurro, non digitava freneticamente sulla tastiera del telefonino “c u?” … Io vorrei un uomo che almeno si preda il tempo di scrivere le parole tutte intere, che sappia ancora comporre un numero di telefono e memorizzarlo, un uomo le cui corde vocali non si siano artrofizzate per il mancato uso ….. chiedo troppo?

      Questo e’ un appello: se ne conoscete uno me lo presentate?
      Ed e’ anche il primo proposito del del nuovo anno: gli inviti a cena via sms rimarranno rigorosamente senza risposta! Ovvio!
      Buon anno
      Alessandra

    • Valerio Aguiari | 13 gennaio 2004 alle 18:00

      Caro beppe,mi chiamo Valerio, ho 21anni e sono di Ferrara. Ho appena finito di leggere il tuo ultimo libro (manuale dell’imperfetto sportivo)e devo farti i miei complimenti perchè l’ho trovato bello, divertente e molto realistico sopprattutto in certe descrizioni. Le stesse cosa posso dire degli altri tuoi libri che ho letto (“manuale dell’uono domestico” e da buon interista “interismi” e “altri interismi”). Ma in questo messaggio voglio parlare solamente del tuo ultimo libro. Inanzitutto un grazie per la citazione sulla Spal, che insieme all’ inter sono le mie squadre del cuore, in segutito vorrei rispondere a due quesiti che tu stesso poni a pag.161 riguardo il calciobalilla (che nella mia zona viene chiamato calcino):
      1)è valido rollare? No, mai. E’ consentita solo la cosiddetta rovesciata(cioè un giro completo con l’omino);
      2)vale il gancio a palla ferma? dalle mie parti esso viene chiamato “scattino” e non è valido, pena la ripresa del gioco da centrocampo. Chiedendo umilmente scusa per gli “orrori” ortografici qui commessi, ti porgo i miei saluti.

    • Maurizio Terni Gessate | 13 gennaio 2004 alle 18:02

      LE FACCIO I SOLITI COMPLIMENTI PER
      I SUOI LIBRI VERITA’; MA SOPRATTUTTO
      LI FACCIO A LEI COME UOMO.
      MI SONO PERMESSO DI UTILIZZARE IL
      TITOLO SOSIA PERCHE’ LA PENSO ESATTA
      MENTE COME LEI E FORSE (QUI SONO
      PRESUNTUOSO) SONO COME LEI .UN MILANESE DELUSO DAGLI ITALIANI E DA MILANO GRAZIE!

    • sara troian | 13 gennaio 2004 alle 18:03

      Ciao Beppe..leggevo i tuoi motivi per amare l’America..beh, sono d’accordo per molte cose! Sin da piccola sono stata molte volte negli States in vacanza (grazie ad un papà americadipendente che lavora in Alitalia, quindi free-tickets)..il copione sempre lo stesso, pulmino all’aeroporto per andare a noleggiare la macchina da Hertz, pernottamenti nei motel6, e pasti da Arby’s, Sizzler’s (eccezionale l’offeta “all you can eat shrimps” a $ 7.99), e via dicendo..
      Tra il 2000 e il 2001, però, ho vissuto un anno a Orlando, lavorando alla Disney. Eravamo tutti italiani a lavorare nel famoso Alfredo’s, nel padiglione italiano di Epcot Centre. E leggendo quello che hai scritto mi sono tornate in mente le facce smarrite e incredule degli americani quando raccontavamo che in Italia spaghetti meatballs, fettuccine alfredo e veal parmisan non li avevamo mai mangiati!!Alcuni non ci credevano!! Quelli a cui poi spiegavamo che pasta con burro e parmigiano (fett.alfredo)la mangiamo solo quando stiamo male…erano scioccati!!! Se vuoi qualche altro racconto scrivi pure!

    • alessio | 13 gennaio 2004 alle 18:03

      Ricapitolando,vediamo se ho capito.
      Recoba non gioca perche’ ha male al fondo schiena cosi’lo curano tenendolo al freddo in panchina per 9o minuti.E ci dobbiamo pure credere?Il ragazzo scrivera’Le Mie Panchine.Intanto si porta li’una cartolina col mare di Montevideo e la foto della moglie con la classica dicituraAmore,non correre,pensa a me.Gentile signora Recoba quanto pensi a lei non lo so ma per il resto stia tranquilla,a correre il chino non ci pensa nemmeno,
      Vattene,Recoba,sei ancora in tempo,quelli sono tutti pazzi.

    • Agata Calcagno | 13 gennaio 2004 alle 18:04

      Caro presidente Moratti,come avra’ saputo,il palazzo del ghiaccio di Milano chiude per sempre.Troppe spese,dice il comune.Come puo’un milanese come lei,con l’amore per lo sport e la sua disponibilita’ economica permettere una cosa simile?Non so se i suoi figli hanno mai frequentato un posto cosi’ popolare come il palazzo del ghiaccio,aveva un prezzo accessibile,io da ragazza si.Ricordo la prima volta che ho calzato i pattini e mi sembrava impossibile poter restare in piedi su quelle lame.
      Il ragazzo che mi accompagnava mi stacco’ dalla sbarra praticamente con la forza-Cado,cado- strillavo io.Strillavano in tanti in verita’-se non cadi,non imparerai mai-Finii col sedere sul ghiaccio quasi subito.Niente di grave.Lui mi aiuto’ ad alzarmi e mi ripuli’ dalla neve con grande cura.Basto’ a farmi innammorare di lui.Va bene,niente bugie,mi piaceva gia’ prima. Mi prese per mano e piano piano facemmo il giro.Una sensazione cosi’ poche volte l’ho provata.Trattasi di FELICITA’. Conosce?
      Poi da Milano sono andata via Sapessi come e’ strano sentirsi innammorati a Milano….. E’ stranissimo ma il ricordo del palazzo del ghiaccio che stava sempre al suo posto coi miei ricordi dentro era per me un punto di riferimento e speravo che anche i miei ragazzi avrebbero potuto provare li’ le loro prime gioie.
      Invece si chiude.
      A lei non importa proprio? Perche’ non lo compra lei? Ha comprato Stancovic e david due onesti gentiluomini,faccia pure il padrone e’ lei,Milano ne aveva proprio bisogno? L’Inter ne aveva bisogno? Quel palazzo del ghiaccio potrebbe portare il suo nome presidente.I giovani milanesi gliene sarebbero per sempre grati,milanisti compresi.Li aiuti,per favore

    • Erika Pelizzi | 13 gennaio 2004 alle 18:04

      ecco finalmente ho l’occasione di poterle scrivere e non riesco a pensare a nulla…bhe! forse le sarà capitato anche a lei qualche volta?! comunque sia volevo farle i complimenti per tutti i suoi libri.
      Per Natale il mio ragazzo, mi ha regalato il suo ultimo libro (entusiasmante) ed ora mi affretto in libreria a comprare “Manuale dell’uomo domestico”.
      un grandissimo abbraccio da una sua ammiratrice

    • cuore i nfranto. | 13 gennaio 2004 alle 18:05

      Quanto viviamo male noi interisti!
      Incoroniamo il primo sputacchione che passa e intanto sognamo una Inter coraggiosa,tutta nostra che ruota attorno ad un altro perno.RECOBA.
      Non stai messo bene neanche tu vero Paolo Bonolis?L’ho sentito al telefono parlar male del chino,quanto male gli avra’ fatto dire cio’ che non pensava?
      Quando si parla in quel modo di qualcuno e’ perche’ lo si ama.Alla follia e senza speranza. E ora che sta per andar via e’giusto che ce ne facciamo tutti una ragione,Moratti compreso.Chi? Recoba? robaccia acerba,non compatibile,ma che razza di maleficio ci avra’ fatto questo ragazzo per aver fatto perdere la testa a tutti?
      Ora basta,via via,costui,al suo destino,vada a far vittime da un’altra parte,beninteso guai al primo che piange quando va via. E la cosa vale anche per lei severgnini

    • AndreaMazzotti | 13 gennaio 2004 alle 18:06

      dopo aver letto del fatto di Tuo figlio e della maglia di Emre…. ti racconto questa . Località:Faenza (Romagna) Marco , classe 5a elementare (nb. zeppa di juventini e milanisti…) . La mattina successiva alla finale Champions tra Juve e Milan si veste x andare a scuola e si infila la mitica maglia neroazzurra nr.32 con VIERI sulle spalle !! Gli chiedo : ” Marco , ti sembra la mattina adatta per indossare questa maglia ? ” Risposta secca : Embè,non ho mica paura,sono dell’Inter !! Morale con appello : si può vincere qualcosa x questi giovani EttoreFieramosca del Biscione ? complimenti Beppe, continua pure a scrivere , ti aspettiamo!!!

    • Vincent Paggi | 13 gennaio 2004 alle 18:06

      Grazie dei tuoi articoli con tanto affetto

    • max | 13 gennaio 2004 alle 18:06

      L’INTERISTA è come colui che sul suo cammino, cadendo, si rialza speranzoso ma trova sempre colui che lo aspetta alle spalle per dargli una bella mazzata in testa…….Piu’ cade, più si rialza, ma sempre più piglia le mazzate da questo strano suo persecutore (il fato?) che lo aspetta al varco. Quando sembra crollare definitivamente si rialza più vivo che mai; quando sembra essere diventato invincibile cade a terra malamente e goffamente come uno smidollato e da terra, ormai inerme, vede gli altri gioire ed esultare. Il fatto strano è che però non sembra dargli pena tutto questo…anzi…..Tanto più viene vinto, sconfitto e sbeffeggiato dagli avversari rossobianconeri, tanto più si rinsalda il suo amore verso la propria squadra di viziati fannulloni nerazzurri…
      Questa è la situazione psicotica di noi interisti: viviamo in attesa di qualcosa che mai verrà. La speranza è la nostra unica forza….E di cotanta speme campiamo per tutta l’estate, pronti poi, ad inizio campionato, ad abbandonare i nostri sogni e calarci nella nostra tragica realtà di sconfitti….
      Siamo come il Sabato del Villaggio di Leopardi….Il nostro sabato è il calciomercato, con i suoi sogni e le speranze e la voglia che inizi il campionato. Ma quando viene domenica, quando cioè inizia il campionato, già tutto è finito….e non ci resta altro che aspettare il sabato successivo…
      Il tutto in una sorta di karma in cui l’unico comunu denominatore è la SCONFITTA e L’UMILIAZIONE……Il tutto mentre gli odiati nemici vincono………

    • Anna Venti | 13 gennaio 2004 alle 18:10

      Caro Beppe mi intrufolo in italians per avere un’informazione: ma Interismi e Altri interismi sono 2 libri diversi o il secondo è un ampliamento del primo?Mi piacerebbe saperlo perchè devo regalarlo o regalarli ,in caso di 2 libri diversi,al mio fidanzato interista….io sono juventina.Le lascio immaginare che meravigliose litigate-solo per completezza il 5 maggio dopo aver ricevuto un mio messaggio non mi ha rivolto la parola per 4 giorni ……baci

      Risponde Beppe

      Sono due libri completamente diversi. (P.S. Dopo il 5 maggio mom ti ha rivolto la parola SOLO per quattro giorni..?)