Archivio opinioni

Care lettrici, cari lettori, volete mettervi alla prova come recensori di Beppe Severgnini?

TOCCA A VOI! Beppe aspetta commenti e opinioni – buone o cattive, non importa – e se appena possibile vi risponderà.

    • roby | 3 dicembre 2003 alle 00:00

      quando e’ morto Prisco ho pensato che nessuno poteva piu’ essere considerato il tifoso n°1. mi sbagliavo. sei te. si sente che sai cos’e’ essere dell’Inter. i Bambini di colore che giocano nei pulcini, negli allievi e in tutte le nostre squadre sono essere dell’Inter.se ci chiamiamo Inter non e’ un caso. siamo il cuore che pulsa dell’universo e nessuno puo’ essere come noi. vai Beppe, sono fiero di te.

    • Stefano Sala | 3 dicembre 2003 alle 00:00

      Ho saputo che lascerai un vuoto incolmabile sul Qui Touring. Accetto e rispetto le motivazioni ma, personalmente, era difficile vederti ripetitivo e banale: ogni scritto era una finestra che si apriva su nuovi panorami. Comunque, grazie per la compagnia, per le risa e le riflessioni. Buon viaggio. Stefano Sala, uno dei tanti imperfetti viaggiatori

    • enzo | 3 dicembre 2003 alle 00:00

      buongiorno caro severgnini.chi sono ?: interista, abbonato allo stadio dal 1978 (vinse il milan il campionato); componente del servizio d’ordine dell’inter; padre di un bimbo di otto anni (milanista); mio padre (milanista !); presente a tutte le migliori giornate di gloria nerazzurre ma anche a tante disfatte e ce ne sono di molto più cocenti rispetto a quelle ricordate nell’articolo sulla gazzetta…..perchè le scrivo ? perchè leggendo il suo articolo ho trovato la seconda faccia della moneta interista: quella fatalista, rassegnata, abituata alle curve di rendimento che assomigliano di più ad un elettroncefalogramma….. la prima faccia è composta da tutti quelli che dicono sempre via l’allenatore via il presidente via vieri etc etc…. bene, spero che si possa diffondere una terza faccia che è la mia. capace di difendere l’inter anche quando sembra indifendibile (moggi insegna) ed argomentando con razionalità qualsiasi partita entrando nello specifico di varie situazioni che possono ruotare intorno al successo o all’insuccesso di una squadra di calcio. tutto questo basta volerlo se si hanno le capacità e la pelle (e le palle) interiste. spero di non esserle apparso presuntuoso ma la sua finezza intellettuale la aiuterà a comprendere il mio scritto.un saluto e sempre forza inter

    • roberto | 3 dicembre 2003 alle 00:00

      ciao Beppe, sono Roberto da Verona, tuo grande lettore,tifoso del Chievo e simpatizzante (solo simpatizzante!!) dell’inter. Dopo avere letto anche questo tuo ultimo libro, dico che è bello non essere l’unico a ricordarsi torpedoni che arrancano in montagna e campetti di calcio che dopo la partita servivano per manifestazioni motocrossistiche..io non sono certo vecchio (1966) ma certi ricordi hanno l’odore di naftalina agli occhi dei miei giovani e inquieti colleghi di lavoro, non parliamo poi del mio piccolo erede che non avrà mai il piacere di mordicchiare un ghiacciolo che sa di caramella sciolta pagato con le care vecchie duecento lire….che dire…w noi giovani di una volta!!! ciao

    • valeria rolla | 5 dicembre 2003 alle 00:00

      caro beppe,scrivo perché sento il bisogno di comunicare, e a chi può interessare se non all’autore, di avere divorato con piacere anche se con un po di ritardo, INGLSE – L’INGLESE – ed ora ho letto tutto d’un fiato ITALIANI SI DIVENTA essendo della stessa generazione ho ripercorso meglio che in un saggio della Boneschi quello che è stato. Pensando a Mina che stava nel bagno accanto, chiedendosi se avrà mai pensato che li davanti giocava uno che l’avrebbe citata in un suo libro, beh, per molto meno, devo dire che, vivendo io tra Londra e Sanremo, ho passato inglese e l’inglese ad una male assortita comunità di giovani italiani che a Londra fanno quello che hanno sempre fatto tutti tra studio, lavoro o stage. Ebbene vorrei far conoscere che tra Kilburn e Hampstead questi si stanno passando di mano in mano i miei lilbri prestati, leggendoli e poi come per le barzellette citano divertiti aneddoti,(a volte rivissuti da loro stessi) ed altro partorito dalla mente di Beppe Severgnini.Voilà, è ciò che volevo fare sapere.P.S. Qualora il mio cognome le evocasse ancora qualche frequentazione londinese sul fine degli anni 80, era mia sorella.Saluti

    • alida | 5 dicembre 2003 alle 00:00

      salve!cercherò di seguire alla lettera la terza delle regole, da lei stilate, per quanto riguarda la scrittura di un messaggio di posta elettronica, ossia: evitate messaggi lunghi, tre paragrafi è il massimo consentito (se è una dichiarazione d’amore, due bastano).non trattandosi di una dichiarazione d’amore, cercherò di condensare nei due paragrafi rimastimi i miei commenti e le mie impressioni scaturite dalla lettura di due dei suoi libri.innanzitutto l’ho scoperta, come scrittore, in una libreria di un grandissimo centro commerciale qui a bari all’indomani di una tremenda gastrite che mi ha colpita in pieno ferragosto.non so come ringraziarla, davvero.il suo ”manuale dell’uomo domestico” mi ha fatto trascorrere la convalescenza in un mare di risate (dato che il mare vero per me era proibito).oggi ho appena terminato la lettura di ”italiani con la valigia” e mi è piaciuto il tono distesamente narrativo, gli argomenti trattati.tutto questo per dirle, che mi piace molto il suo modo di scrivere e il suo utilizzo della lingua italiana, nonchè il suo modo di osservare la realtà.sono laureanda in lettere moderne e adoro gli scrittori italiani, mi piace studiarne il linguaggio e le soluzioni narrative e credo che da oggi lei è ufficialmente inserito fra i miei primi dieci autori prefereriti.grazie di cuore.

    • paolo | 5 dicembre 2003 alle 00:00

      Ho mandato questa mail a interchannel ieri, penso abbiano paura di leggerla!!! Grande Beppe………..Carissimi, caro Direttore, scusate l’ oggetto ma era per attirare la Vostra attenzione sulla mia mail. Arrivo subito al dunque, ero ragazzino quando feci l’ abbonamento in curva nell’ anno dello scudetto 1979/80, mi davano fastidio quei ragazzoni urlanti in piedi sulla balaustra in evidente stato di ebbrezza (ubriachi o spinellati o peggio!) che non vedevano un secondo di partita e ci obbligavano ad urlare le cose piu’ schifose tipo “devi morire” “figli di puttana” e quant’ altro. Ricordo in inter udinese che una persona di mezza età tifoso udinese evidentemente ubriaco aveva fatto il giro dalla sua curva a quella dell’ inter e sorridente diceva “ciao ragazzi, viva il calcio, viva lo sport forza udinese e forza inter!” il tempo di girarmi e tre energumeni gli hanno tirato pugni in pancia e lo hanno riempito di calci e sputi…..io mi chiedevo….”ma sono pazzi?”…da li è successo di tutto, ma io rapito dalla partita non mi sono accorto di quello che stava accadendo perchè seguivo in trance la partita pensando tra me e mè….”sono in mezzo a degli squilibrati!” …… ad un tratto davanti a mè sono scappati tutti ed ho preso una manganellata da un poliziotto!!! Bel pirla direte Voi……se la pensate cosi’ vuole dire che siete della stessa pasta di quei cazzo di ultras! Allora all’ epoca ogni tanto al secondo tempo delle partite minori si “sfondava” ai distinti ed io non vedevo l’ ora per non stare in mezzo a quella gentaglia! Davvero non li sopporto piu’, hanno rubato lo stadio alle famiglie. E a questa gentaglia danno pure gli abbonamenti gratis (ed io pago), regalano le maglie (io le pago), i palloni (io li pago), li invitano a varie manifestazioni della società, magari pure l’ abbonamento a interchannel (che io pago regolarmente da sempre!) Ma chi sono questa gente? La società ha paura di loro? Come si permettono a salire sul bus dei ragazzi a dettar legge ed a rompere i coglioni? Ed i ragazzi ad ascoltarli? Ma come fà una società a prenderli in considerazione dopo che fischiano Tritolone? Come fà IL PRESIDENTE a porsi delle domande su un loro atteggiamento, su un loro striscione o su un loro coro? A rimanerne condizionato? Che li comprino quei morti di fame i giocatori!! Ma si puo’ sapere chi cavolo è questa gentaglia cosi’ “importante” per la società? Possibile che si stia ad ascoltare 200 cretini fumati, ubriachi, repressi, oppressi, reietti, insoddisfatti, bin laden della società, che non trombano da anni, invece dei milioni di tifosi italiani silenti? Perchè Direttore Ti lamenti che la gente non viene allo stadio in coppa? Tu porteresti tuo figlio? Io l’ ho fatto, secondo anello arancio vicino alla curva, un omino in giacca gialla con tanto di logo INTER (quei tipi che ti guardano i biglietti) in evidente stato “confusionale” ha bestemmiato dall’ inizio alla fine della partita prendendosela con tutto e tutti urlando e sbraitando come un ossesso. Bella figura per una persona della società!! ………Ho visto arsenal tottenham su sky, quante famiglie allo stadio, quanti bambini, il campo a contatto con i calciatori, 1000 macchine fotografiche, l’ arsenal prende un gol, l’ arbitro ne ha fatte peggio di bertoldo, ma l’ arsenal consapevole della sua forza alla fine vince 3-1…..non una protesta dei giocatori, nessuno ha invaso il campo, i giocatori applaudono alla fine….che bello spettacolo abbiamo pensato io e mio figlio!! Papà, perchè anche l’ inter non fà cosi’? Mah! …….io ho una proposta: Perchè a stà gentaglia la società non regala un abbonamento in primo anello arancio o rosso disperdendoli fra i settori? Perchè non lasciare la curva alle famiglie, alla gente “normale”, ai “tifosi silenti” incentivandoli con degli sconti a venire allo stadio? Ma la curva fà spettacolo direte voi……allora affidiamo la coreografia ad una società esterna che si occupa di quello!! Perchè noi gente tranquilla iper innamorata “drogata” dell’ inter deve assistere “silente” e paziente alle angherie di 4 straccioni che vanno allo stadio a fischiare i nostri campioni e a ribaltare motorini? Ora Voi direte “guarda che sono quelli i veri tifosi”…..ad allora vorrà dire che io non ho capito niente e se dite che loro sono i tifosi allora vuole dire che è quello che ci meritiamo. Scusate lo sfogo, è da tempo che volevo farlo ed ho aspettato una grande prova della squadra per farlo! In bocca al lupo ciao.Paolo

    • Armando Molina | 5 dicembre 2003 alle 00:00

      Dear Giuseppe Severgnini –My name is Armando Molina and I’m writing to you to find out if you are the same person I met in San Francisco, California in the 1970’s (mid 70’s). The Giuseppe Severgnini I know was originally from Crema (I think) near Milano. He was a law student and was touring the USA with a bunch of other friends and they happened to park next to a soccer field where we trained with our University team. The Italians beat us 7-2 that day!!. Later on we went to your RV and played guitar and talked till it dawn. Anyway, if you are my old friend, well HELLO!! And of all coincidences, I see that you’re a writer and so am I. If you are not the Giuseppe Severgnini I know, I apologize for taking up your time.  Best regards from San Francisco, California

      Risponde Beppe

      I’m the one! Isn’t the Internet amazing? You’re originally from Salvador, right? I remember you well; that soccer game too (wasn’t it 6-2?). Twenty-six years later, welcome back from my past… I’ll let you know when next in San Francisco. Are you coming to Italy by any chance?

    • Alberto | 5 dicembre 2003 alle 00:00

      …accresce la nostra cultura. Ma anche i suoi libri, caro Severgnini. Ho letto ogni suo libro (tranne Interismi che, purtroppo, la mia fede calcistica mi impone di non leggere…), ed ho constatato del vero in ogni sua pagina, che da anni mi accompagnano ogni sera. Notevole il lavoro di “Italiani si diventa”, compreso l’appendice sui Beatles. Esilarante il “Manuale dell’imperfetto viaggiatore”, e “Inglesi”. Filosofico e riflessivo il “Manuale dell’uomo domestico”, l’antologia che ogni uomo dovrebbe tenere in un cassetto vicino al letto, ed ogni tanto sfogliarne qualche pagina…Mi complimento dunque, e mi auguro che la sua ironia, e la sua semplicità, non le vengano mai a mancare nei suoi prossimi lavori. Una curiosità. Che cosa ha insegnato, all’Università??? Attendo sue notizie.Saluti da un diciannovenne, vagante per il mondo.

    • Reana Scappini | 5 dicembre 2003 alle 00:00

      Innanzi tutto W L’INTER sempre e comunque.Poi i dovuti complimenti per il geniale “Nuovi interismi” l’ho preso da meno di un mese ed abbiamo già cominciato a vincere, per la gioia di tutti noi, ma sopratutto per la mia bimba di 11 anni che condivide la mia passione, ma che deve difendersi da padre e fratello milanisti. L’ho vista asciugarsi le lacrime con la maglia di Ronaldo quando ci stavamo organizzando per sfilare e poi abbiamo perso,ma continueremo sempre a tifare INTER, anche perchè siamo i tifosi più simpatici del campionato. Noi abitiamo a Porto Azzurro (Isola d’Elba) e in un paese di 2000 anime è ancora più duro tifare controcorrente, ma con i suoi libri risulta certamente più gradevole. Naturalmente ho avuto modo di leggere anche altri suoi libri e rinnovandole la mia stima saluto anche a nome di mia figlia BRIGITTA .

    • FRANCO SCOTTI | 5 dicembre 2003 alle 00:00

      Caro Beppe,Da quanto tempo il popolo Neroazzurro non era cosí felice?Mi viene in mente il bellissimo Film Marrakesh Express,quanto un “estasiato”Abatantuono chiede all´amico:”da quanto tempo non ci si divertiva tanto?”.Una vittoria sulla Juve a Torino con un perentorio 3-0(poi soavizzato a 3-1)vale quasi un campionato,come dimostra la festa a centro campo dei ragazzi che sembrava avessero vinto la coppa dei campioni…Il calcio é veramente imprevedibile:Chi si sarebbe aspettata una difesa cosí tosta con Gamarra-Adani-Cordoba?Chi avrebbe scommesso su una dopietta di Cruz?Ci sono grandi goleador che segnano poco alle grandi(Vieri ne é un esempio,ma anche il vecchio Bonimba se non erro era cosí,io non ricordo un suo gol alla Juve quando a marcarlo era F.Morini)ed altri,come Julio ma anche Martins,che sembrano segnare principalmente alle grandi.Chi sostiene che il cambio di allenatore é un paliativo é stato sonoramente smentito,il calcio rimane un gioco di assemblaggio dove il collettivo supera le individualitá.Chi sosteneva che la difesa a 3 scopriva troppo aveva torto(1 goal subito in campionato in 5 gare con Zac),chi sosteneva che la Juve era imbattibile ha dovuto ricredersi,chi sosteneva che Mancini é un grande allenatore ha dovuto rifletterci…Ho comprato il Corriere a San Paolo e me lo sono riletto quattro volte,non avendo il coraggio di buttarlo via…É stato veramente godimento puro vedere la faccia di Lippi mangiando i sigari,l´impotenza di Del Piero,Trezeguet,le pattinate di Montero e Le Grottaglie che sembravano Gresko e Galante,l´annaspare di Tacchinardi e Appiah che sulla palla non arrivavano mai primi…Nell´Inter un solo neo:Pasquale,debole a difendere,nullo nell´appoggio..ma un in giono cosí va bene anche lui!!!

    • ? | 5 dicembre 2003 alle 00:00

      Caro Beppe,credo che in due punti del suo ultimo libro riguardante lo Sport Filosofico non è stato perfetto. Penso che questo sia stato necessario per il fatto che lei vuole sempre esser sincero con i suoi lettori e visto il titolo. Mi riferisco al ruolo del Libero. I concetti espressi sono chiari, giusti, precisi. Però un qualche esempio poteva metterlo e un certo Baresi Franco ci stava molto bene. Capisco che per un Interista aver preso il Baresi meno calcisticamente dotato è dura. Comunque tralasciando la parte del tifoso, Franco Baresi nella sua carriera ha fatto le azioni da lei descritte.L’altro punto riguarda Rivera (mi ha capito sono milanista9, io penso che lui sia stato veramente un leader e voleva esserlo. Era un personaggio sodisfatto con idee e principi. Anche adesso che fà il presentatore. Rivera certo che faceva correre Lodetti, ma gli faceva percepire anche i premi delle vittorie. Anche in questo caso gli esempi da lei fatti sulla vita quotidiana, li trovo azzeccati.Per il resto

    • vigilessa | 5 dicembre 2003 alle 00:00

      Caro Beppe, sono una vigilessa di milano (polizia municipale) si insomma una ghisa. Vengo al punto. La maleducazine del cittadino. Quando si fermano le auto e mi chiedono un’informazione lo fanno senza dire Buongiorno, nè grazie e nè prego. La scena è la seguente. La macchina accosta al ghisa e d’estate l’automobilista non si degna neanche di aprire il finestrino per non rovinare in fresco refrigerio interno in compenso noi ci becchiamo il caldo proveniente dal cofano, inoltre gli stessi pretendono che da parte nostra ci sia la comprensione della richiesta informativa in labbiale. Il tutto si conclude con una strombazzata di quello di dietro che non gli importa se quello davanti ha bisogno di aiuto gli importa solo di andare……..Ma il mio cuore si riapre quando mi passa accanto qualche gentile ottantenne che mi dice buongiorno!!! ed io quasi stupita ed incredula mi domando se il tipo è veramente a posto mentalmente. Insomma si arriva a dubitare dell’integrità mentale di chi conosce le buone maniere. Perchè a Londra è tutto così meravigliosamente diverso. La saluto, la ringrazio e le chiedo scusa per il disturbo. p.s. la prego di non pubblicare nè il mio nome nè la mia mail grazie

    • AGATA calcagno | 5 dicembre 2003 alle 00:00

      La LILA CEDIUS offre magliette dei calciatori della partita dell’inter contro la reggina domani 4 dicembre,all’asta.Diamo una mano ai malati di AIDS BEPPE sei bello assai

    • Giorgio Pisetta | 5 dicembre 2003 alle 00:00

      Carissimo Severgnini, leggo abbastanza spesso sulla interessantissima rubrica ITALIANS di persone, laureate e spesso insegnanti, che si lamentano del loro stipendio e citano SEMPRE come esempio l’ormai classico “piastrellista” che quadagna lo stipendio mensile di un insegnante che ha studiato 12 anni per la laurea in poco più di 4 o 5 giornate di lavoro. Conosco l’argomento avendo frequentato l’ambiente come geometra e vorrei farne una panoramica per chi non conosce il problema. Il piastrellista opera in edifici in costruzione dove non c’è ancora il riscaldamento né l’aria condizionata; opera tra polvere ed i miasmi degli stucchi usati per fissare le piastrelle; deve portarsi sul posto di lavoro con l’attrezzatura che serve percorrendo traballanti ponteggi, che non raramente tradiscono chi non ha il passo felpato precipitandolo sul selciato del piano terra. Non c’è acqua per risciacquarsi le mani e se uno si fa un piccolo taglio lavorando con le piastrelle di solito si avvolge con un pò di nastro adesvo in attesa del ritorno a casa per bendarsi: naturalmente l’infortunio se non è tanto grave da mettere fuori combattimento un orso non viene considerato. Lavorare magari al quinto piano dopo aver percorso un giroscale ancora in fase di armatura e getto non è certo cosa facile. Quando serve materiale o qualche attrezzo non sempre la gru è a disposizione e quindi, visto che l’incasso scaturisce dalla quantità di lavoro svolto, si fa più presto scendere a piedi e risalire carichi come muli (anche se le regole antinfortunistiche proibiscono di caricarsi di più di 26 Kg). Il lavoro viene svolto alla luce di improbabili lampade collegate a linee elettriche estemporanee e fonte di accidenti vari. La schiena piegata per molte ore al giorno nella posizione meno gradevole e l’uso costante delle ginocchia (pur se priotette da ginocchiere come i giocatori di pallavolo) per operare fanno della giornata del piastrellista una fatica ed un sacrificio che il “professore laureato che ha studiato 12 anni” dovrebbe, almeno per curiosità, voler provare una volta nella vita (quantomeno per imparare a non parlare a sproposito) per avere esperienza diretta. Alla fine del lavoro può esserci la scoperta che il committente trove scuse per pagare meno o si concede (magari è un professore che non riesce a far fronte alle spese di ristrutturazione della casa per colpa dello stipendio troppo basso) dilazioni impoortanti. In quanto al lavoro nero non è per nulla diverso da quello che svolgono professori miei conoscenti nel dare ripetizioni ad alunni somari segnalati da colleghi compiacenti: almeno il piastrellista possiede “partita iva” e qialche rischio dal punto di vista fiscale lo corre sul serio!

    • claudio brigati | 5 dicembre 2003 alle 00:00

      Caro Beppe, ho letto un tuo divertente articolo sulla triste fine che ha fatto il congiuntivo in Italia…Pensavo, perchè non fare una serie di rilevamenti su giornali, radio, TV e costruire una satira sulle prodezze (con nomi e cognomi) dei “giornalisti”, quelli con giacca e cravatta che vanno in giro a firmare autografi e poi definiscono “prudentemente” un AGGETTIVO (!)?Perchè non metterli alla berlina in modo che la possano pagare una volta per tutte?Con affetto

    • Sara | 9 dicembre 2003 alle 00:00

      Caro Beppe,ho letto interismi e altri interismi oltre a tutti gli altri libri perchè da sempre juventina mi sorride l’idea che Lei da interista convinto prenda in giro la sua inter oltre a noi juventini e altri.Dopo il risultato finale del 29.11.2003 spero che scriva un libro che riguardi questa partita cosi prenderà per una volta in giro la vecchia signora del calcio e Lei come il mio fidanzato interista da sempre la finirete di parlare del famosissimo 05.05!!!!!!! Adesso la ringrazio perchè con il suo modo di scrivere mi ha fatto riscoprire la lettura.

    • Una sognatrice | 9 dicembre 2003 alle 00:00

      Mica m’illudo,non andra’ avanti per molto,presto finira’tutto,le rivoluzioni non vanno di moda,meglio non credere ai miracoli,e’diventato difficile decapitare le regine e alle madonnine che piangono sangue non credo,ma finche’ dura come godo nel veder perdere la Juve e posso sognare di tutto:la disperazione di Mughini,che annaspi,che affondi,che sparisca,che finisca in serie B.Non ridete,sono felice,e’chiaro il concetto?

    • maddalena carini | 9 dicembre 2003 alle 00:00

      caro amico, mi è spiaciuto scoprire che non potrò più ascoltare i tuoi diari di viaggio. Ormai era diventato un appuntamento imperdibile ritrovare alcune mie abitudini nei tuoi racconti, scoprire quanto siamo tutti uguali noi italiani quando decidiamo di partire per le vacanze e non solo….. spero comunque di ritrovarti in qualche modo, in fondo fai anche tante altre cose, però la tua rubrica del TCI, non so perchè, devo ammettere che la sento mia, un racconto tra due amici che si trovano dopo qualche tempo e si raccontano ciò che è successo nel frattempo… pazienza… spero ci ritroveremo ancora, magari per caso, così, come se non ci fossimo mai persi di vista, potrai continuare a raccontarmi cosa ti successo. grazie e a presto

    • diego comi | 9 dicembre 2003 alle 00:00

      Ciao!!! mi diletto a scrivere poesie sull’inter, me le hanno anche pubblicate su qualche giornale e sul sito di telelombardia… possono interessarti??? magari le metti sul tuo prossimo libro…

      Risponde Beppe

      Be’, mandale ai sito (un paio, non tutte!).