Archivio opinioni

Care lettrici, cari lettori, volete mettervi alla prova come recensori di Beppe Severgnini?

TOCCA A VOI! Beppe aspetta commenti e opinioni – buone o cattive, non importa – e se appena possibile vi risponderà.

    • 6 giugno 2010 alle 11:54

      Carissimo Beppe,
      ho per le mani Eurointerismi e già mi viene da sorridere. Se tu fossi un bimbo ti farei una carezza. Mi spiego meglio. Nel 2003, dopo Altri Interismi, ti incalzai a ‘continuare’, in qualche maniera, la tua saga nerazzurra. Mi rispondesti ‘Caro Alessandro, sono stufo di fare da parafulmine per l’Inter’. Dopo Tripli Interismi, ti scrissi qualcosa di analogo e tu, un pò come annotasti sul libro, mi dicesti che ‘L’Inter non è un prodotto in serie’. Ora, su Eurointerismi, leggo che ‘il libro chiude la saga’, eccetera. Dai, Beppe. Non barare con te stesso. Tu ami l’Inter e ami scrivere, ed i tuoi libri sono il naturale sposalizio di questi due amori. Ma questa volta voglio venirti dietro : ok, d’accordo non ci saranno altri libri sull’Inter. E, ancora, mi viene da sorridere. Perché, in fondo ma proprio in fondo, lo sai anche tu, Beppe. Non è finita. L’Inter, nel bene o nel male, non è finita. Tu sei colui che la decanta, che la celebra e ce la fa vivere come specchio dei nostri tempi e non solo come una passione.
      Al prossimo libro, Beppe :-)
      Con affetto, Alessandro.

    • 10 giugno 2010 alle 09:06

      Caro Beppe,
      ascoltando qs mattima il tuo intervento radiofonico a RMC, ho saputo che è uscito ‘EUROINTERISMI’.

      Avevo già letto INTERISMI, scritto cosi’ bene e con il cuore (neroazzuro è sottointeso), che mi ha dato emozioni tali da non riuscire ad arrivare a leggere le ultime pagine.

      Quest’ ultimo, che sarà la cronaca di un trionfo, sono sicuro che me lo godrò fino in fondo.

      Abitando a Lodi e venendo spesso a Crema, porterò con me i 2 libri nella speranza di incontrarti, per una dedica personalizzata.

      Ciao
      Daniele

      Risponde Beppe

      Be’, a Crema faccio parte del paesaggio: non è difficile trovarmi. Grazie della lettera, Daniele.

    • 10 giugno 2010 alle 09:58

      Ciao Beppe,

      Sono Rossana della Leva, ormai ci conosciamo (ci siamo incontrati anche a Madrid!).

      Ho comprato subito Eurointerismi. L’ho quasi terminato, lo sto centellinando.
      Anch’io avevo suggerito di scrivere un libro se avessimo vinto la Champions (ho sentito in radio la storia), ma non ci voleva molto a pensarlo.

      Ciao ciao
      A presto e sempre forza Inter.
      Rossana

    • 28 giugno 2010 alle 17:33

      Piacere signor Severgnini,

      I miei parenti no erano di origine italiani. Devo scrivere in inglese Americano. Non parlo UK inglese.

      My wife is of Italian heritage. We recently returned from a tour of Rome and the Amalfi Coast conducted by Tauck World Discovery. It was my first time in your beautiful country, and we enjoyed it very much. My wife was in Rome about 2 decades ago.

      I am currently reading and enjoying La Bella Figura. I wish that I had knowledge of the book’s existence before we visited Italy. Altho my wife and I have been married for 50 years, I am just beginning to understand her eccentricities because of your treatise on the Italian people.

      We have grandchildren who have 3 grandparents of Italian heritage, and then there is me. I was born in Austria. A funny thing happened to me upon taking informal courses in basic Italian. We joined an Italian social club, and in less than a year of membership, I became an elected board member.

      Our eldest grandson took an eight session course during the summer between his 3rd and 4th years in high school. Having an Italian last name, his teacher asked him from where is ancestors came. Our daughter, his mother, told him to ask me (not my wife). I told him that his paternal great great grandparents came from Potenza, in the province of Potenza, in the region of Basilicata. His maternal great great grandparents came from Petilia Policastro, in the province of Crotone (prior to 1996 it was Catanzaro), Calabria. My father-in-law made sure that I knew the family history.

      Thank you for the wonderful pleasure of your book.

      S’invio cordialissimi saluti,

      Art (I translated my email name into Italian)

      Risponde Beppe

      Sono contento d’essere stato utile!

    • 4 luglio 2010 alle 14:27

      Caro Beppe,

      Siamo ormai a quota 104 pizze, e devo dire con dispiacere che quando sei stato a Dublino per la pizzata Italians io non ero ancora arrivata… peccato!

      Comunque, visto che nel tuo libro ‘Italians, il giro del mondo in 80 pizze’ si ferma appunto ad 80, a quando il prossimo libro sulle pizze successive?

      Sono proprio curiosa di sentirti, o meglio, ‘leggerti’, mentre descrivi l’atmosfera dei mondiali!

      A presto!

      Risponde Beppe

      Non credo ci sarà un prossimo libro sulle pizze Italians, Loredana. Ma, se vuoi leggere le mie impressioni dal Sudafrica, qualcosa trovi qui http://vintage.beppesevergnini.com/articoli.php?mese=2010-06-17_it

    • 18 luglio 2010 alle 09:22

      I have enjoyed immensely reading this book.
      Lovely sense of humour in the description of your adventures.

      Now I would like my brother to read it.
      Unfortunately he only speaks Spanish. It would be
      an ideal book for him, as he is in hospital,
      suffering from bone cancer and needs anything
      that will raise his spirit and make him laugh.

      Has this book been translated into Spanish? If so, where can I order it from?

      Tante grazzie, Beppe!

      Cari saluti

      Meneca

      Risponde Beppe

      ‘Italiani si diventa’ – my favourite, I have to say – has not been translated into any language. But if your brother speaks Spanish, I’m sure he can understand most of it. All the best, and God bless you both

    • 6 agosto 2010 alle 13:57

      Caro Beppe, mi chiamo Antonio, ho 21 anni e vivo in provincia di Napoli. Immagino che questo non sia il posto più adatto per esprimere certi pensieri che forse ti sembreranno una solenne sviolinata, ma volevo dirti ‘grazie’, perchè persone che riescono ad ispirarmi come te in Italia ce ne sono poche. Studio Giurisprudenza (più per volere familiare che per mia effettiva volontà), ma so da sempre che l’unica cosa che vorrei fare da ‘grande’ è scrivere. Tra i miei modelli, i miei totem in prosa ci sono Stefano Benni, Luciano De Crescenzo, Kurt Vonnegut, Vasquez Montalban e soprattutto tu, che pur non essendo un romanziere, hai dato un contributo pari a quello degli altri. Ho letto i tuoi libri quando ero al liceo, e continuo a leggerli tuttora, ed ho assorbito – invidiandolo – il tuo modo di usare l’ironia con assoluta serietà, cosa che riesce a pochi e che, a volte, fa più male di qualsiasi ‘j’accuse’. Ti ringrazio di essermi continuamente d’ispirazione. Con affetto, Anto.

      Risponde Beppe

      Sei troppo gentile, Antonio, e non merito una lettera così. Diciamo che se non ho fatto danni è già qualcosa. Anzi è molto, per chi sceglie un mestiere pubblico in Italia.

    • 10 agosto 2010 alle 13:57

      Ho letto quasi per caso il suo ‘Manuale
      dell’imperfetto viaggiatore’ e da allora ho letto
      tutte le sue pubblicazioni, ad eccezione della
      serie sugli ‘Interismi’ e ‘Italians – Il giro del mondo in
      80 pizze’, che conto di leggere prossimamente. Ho
      trovato tutti i suoi libri veramente belli e non
      solo divertenti. La genialità con cui spiega
      l’Inglese e l’Italiano sono uniche.
      Personalmente ho consigliato a molti miei
      colleghi di lavoro e non la lettura di questi 2
      libri. Non so quanto possa essere importante il
      mio giudizio, sono solo un Perito Chimico nato a
      metà degli anni sessanta che si occupa da quasi
      vent’anni di rifiuti, però mi sento di
      esprimerlo: Sei un grande!
      Mi sono permesso di darti del tu, sono Gianni
      anch’io ho viaggiato per il mondo un pò come te,
      molto meno però. Mi piacerebbe molto fare quattro
      chiacchere con te su i viaggi e gli italiani
      incontrati all’estero.
      Gianni

      Risponde Beppe

      Grazie Gianni! Ti dirò: visto che ti occupi di riifuti, sai certamente riconoscere l’ìmmondizia, quando la vedi. Posso essere orgoglioso, quindi, che i miei libri siano stati giudicati così bene… A presto, spero di incontrarti. Prossimi miei impegni pubblici: a Castelsardo (Sassari) il 4 settembre, premio Navicella; a Udine l’8 settembre (festival Bianco e Nero); a Milano il 16 settembre (convegno sulla multimedialità), a Roma il 23 settembre (presentiamo il lungometraggio Berlino-Palermo al Goethe Institut), a Berlino il 5 ottobre (Berlino-Palermo all’Istituto Italiano di Cultura) e a Francoforte il 7 ottobre, in occasione della Buchmesse.

    • 16 settembre 2010 alle 19:02

      Gentile Beppe Severgnini,

      sono una giovane impiegata di agenzia viaggi e grazie ai suoi (o potrei dire tuoi??? dandole del tu??) libri ho riscoperto il piacere della lettura!

      Il mio primo libro è stato il ‘manuale del imperfetto viaggiatore’ e l’ho trovato semplicemente meraviglioso. Non mi sono mai tanto divertita a leggere un libro così: ho impiegato circa 2 giorni.

      Proprio oggi ho terminato di leggere un ‘italiano in america’ e in tutti i capitoli ho ritrovato le stesse emozioni, ho rivissuto le stesse esperienze che mi hanno portato a lavorare in Canada a Toronto circa due anni fa. E’ vero che nel libro si parla di americani e non canadesi ma abitudini, consumi e quella voglia di esagerazione (dai piatti all’abbigliamento XXL) l’ho trovato anche laggiù.

      Ora mi appresto a leggere Manuale del perfetto turista, a meno di 3 settimane dalla mia ‘abituale vacanza negli States’: ammetto sono anch’io un’appassionata di questo paese e ci sono stata per vacanza almeno 7-8 volte la maggior parte dei quali ad ovest in Arizona lungo il percorso dei parchi americani.

      Volevo complimentarmi con lei per quanto siano interessanti, divertenti i suoi libri a tal punto da spingermi a volerli leggere tutti e a consigliarli a tutti i miei amici.

      Il libro un ‘italiano in america’ l’ho regalato ad una mia cara amica che alla fine si è decisa a partire per gli States per la prima volta!

      Bravo continui così e scriva ancora!!!

      Silvia

      Risponde Beppe

      Lo farò: ma adesso si cambia argomento, Silvia.

    • 29 settembre 2010 alle 11:03

      Certo che dopo aver letto il tuo ‘Lezioni semiserie’ uno ci pensa più d’una volta a cimentarsi anche solo nello scrivere una (tanto citata) semplice e-mail. Se questa poi è indirizzata a te, la timidezza aumenta in maniera esponenziale. Prima scrivevo di getto o all’impronta o in maniera estemporanea. Ora, nella continua ricerca della perfezione linguistica, grammaticale, morfologica mi sento praticamente una nullità.
      Detto per inciso non ho mai abusato dei segni di interpunzione, non più di quanto non stia facendo ora, ma, credimi, alla luce di quanto esposto nel tuo manuale, mi sembra di aver bisogno di un corso di studi apposito per mettere giù poche righe di elogio della tua opera: per cui non lo farò; attenderò bensì la tua risposta a questa mia solo per sapere cosa pensi di me e di come scrivo. Un grazie infinito se avrai la bontà e la pazienza di rispondermi.
      A presto
      Maurizio da Cala Gonone, uno dei posti più belli al mondo.

      Risponde Beppe

      Ma il mio libro non intende intimidire; rassicurare e semplificare, invece. In ogni modo tu scrivi bene. La prova? Si capisce senza rileggere. Salutami Cala Gonone, Maurizio: oggi è un bel posto, ma trent’anni fa – credimi – era magnifico!

    • 10 ottobre 2010 alle 22:41

      Grande beppe, sono un Suo grande ammiratore. Ho tutti i Suoi libri, adesso ho finito di leggere Inglesi.
      Un libro bellissimo, e interessante.
      Posso sperare da grande viaggiatore quale è di leggere un Suo libro dedicato alla citta di Liverpool, già menzionata in Inglesi? La saluto e attendo con ansia una Sua risposta.
      Cordialmente,

      Michele Marcato da Pavia

      Risponde Beppe

      Solo su Liverpool? Dovrei viverci, Michele, e al momento non è in programma. Anche se Scouseland mi piace, come avrai capito leggendo ‘Inglesi’. Quindi, chissà.

    • 19 ottobre 2010 alle 15:16

      Gentile Beppe,

      io ho letto con particolare attenzione i suoi libri dedicati alla lingua, a differenza del mio collega che oggi ha inviato un’e-mail con questo testo:
      ‘Il corso previsto per le 14:30 di oggi è rimandato a martedi prossimo.
      (Il training schedulato nell’after lunch è shiftato alla settimana prossima stesso timing)’.

      Volevo condividere questo interessante connubio tra italiano, inglese, prestiti e calchi.

      Saluti,

      Silvia

      Risponde Beppe

      Perché deve turbarmi così, Silvia?

    • 27 ottobre 2010 alle 18:20

      Quanti italiani si sono trovati d’accordo con le
      sue parole contenute nell’editoriale pubblicato
      su Il Corriere in data 27 ottobre 2010? Io
      concordo quasi su tutto; in particolare mi hanno
      colpita la frase ‘ci somiglia, è uno di noi’ e
      il punto 8) fattore Medici (non di Medicina
      Generale), mi hanno fatto giungere alla
      conclusione che, visto che T.I.N.A. è
      attualissimo, forse forse…vado a vivere a
      Lewes!!
      Complimenti per l’articolo, forse comprerò il
      libro, di certo comprerò quelli riguardanti i
      viaggi e soprattutto quelli sull’Inghilterra, e
      in ultimo le confesserò la speranza che almeno
      qualcuno, tra gli italiani di mia conoscenza, si
      senta bonariamente ‘offeso’ dalle sue parole!
      Cordialissimi saluti
      Gabriella

      Risponde Beppe

      Grazie, la sua lettera mi ha fatto piacere. Ho infatti la sensazione che ne sentirò di tutti i colori, nei prossimi giorni!

    • 30 ottobre 2010 alle 11:10

      Caro signor Severgnini,
      con qualche annetto di ritardo, per puro caso e
      con l’indolenza delle persone cultrici della
      nullafacenza, ho letto il suo ‘Inglesi’.
      Rimanendone folgorata, in un certo senso. Sono
      un’anglofila più per istinto che per conoscenza.
      Come amo l’America: un amore cieco ma ignorante.
      Ed ecco qua, paf, un libro che mi dice come
      stanno le cose, che illumina la mia testolina
      osservando che la cronaca sia una stufa e non un
      frigorifero, pertanto brucia e non conserva. Che
      parla degli inglesi che in occasione della morte
      di Diana per la prima volta si sono europeizzati.
      Che mi fa sorridere sulle usanze british: Should
      came around for a drink somentimes eccetera.
      Chiuso il libro (qualche giorno fa) l’ho riletto.
      E ho deciso che l’amo, l’abramo, la sbramo. Con
      enfasi innocua per tutti. Sono una giornalista
      racchia e zitella che ha scritto un libro e che
      pensa, ragionevolmente, che lei sia grandissimo.
      Io ho già un lavoro, ma se mai dovesse avere
      bisogno di una segretaria imbranata, sono pronta
      alavorare per lei. Nell’attesa comprerò gli altri
      suoi libri.Complimenti ancora
      Angela

      Risponde Beppe

      Altro che imbranata; lei è gentile, Angela (molto). ‘Inglesi’ ha ormai vent’anni (è uscito nel 1990), e come età libresca non è male. C’è poi un post-scriptum 1990-2005 (nell’edizione BUR, quella attualmente in commercio). Insomma: il libro non è nuovo, ma racconta ancora l’anima di un Paese, e io sono contento.

    • 13 novembre 2010 alle 10:14

      Buongiorno Dott. Beppe,

      le scrivo per un motivo un po’ insolito, mi permetto di farlo perché lei è tra i giornalisti-scrittori che stimo di più per opinioni, stile e ironia.
      Mi sposo l’anno prossimo e ho deciso che la bomboniera che offrirò ai miei ospiti sarà un libro. Un romanzo breve e che tratti il tema dell’amore.
      Le sarei grata se potessi consigliarmi qualche titolo.

      Cordialmente
      Marcella Compagnoni

      Risponde Beppe

      Se regala i miei, glieli dedico! Ma non scrivo d’amore. Di italiani, semmai. A pensarci bene: non è amore (complicato) anche questo?

    • 25 novembre 2010 alle 21:18

      Gentilissimo Beppe
      da anni mi avvalgo della sua eccelsa regola del P.O.R.C.O. per insegnare a comporre i temi.
      La vicepreside e la preside della scuola media presso cui lavoro quest’anno mi hanno redarguito in seguito al reclamo di un genitore la cui sensibilità letteraria è stata ferita dalla parola ‘porco’.
      Il fatto si commenta da sè.
      Fabio Rosana
      Cuneo

      Risponde Beppe

      Tenete il PORCO, caro Fabio, e suggerite ai dirigenti scolastici la regola del PANDA (Presidi Attenzione: Non Dovete Allargarvi!).

    • 3 dicembre 2010 alle 19:54

      Stimato Beppe,
      la ringrazio infinitamente.
      Le presidi sono state avvisate proprio ieri. Ho provveduto a riferire di persona perché snobbano i forum.

      Fabio Rosana

    • 3 dicembre 2010 alle 23:36

      Caro Beppe, mi permetto di darti del tu, perché credo che il rispetto non si esprima solo con la forma di cortesia, ma anche con la stima e la sincerità.
      Seguo te e i tuoi libri da quando avevo 13 anni e non mi hai mai deluso! Ne ho letti molti e tutti, ognuno a suo modo, mi sono piaciuti molto.
      Ora aspetto con ansia il giorno in cui andrò a fare incetta di libri, e sicuramente comprerò anche il tuo (perchè anche io purtroppo o per fortuna, faccio parte dei posteri!).
      Grazie per l’impegno e la dedizione che metti in quello che fai, e complimenti per tutto :-)
      Hai tutta la mia stima!

      Con tanto affetto
      Silvia

      Risponde Beppe

      ‘Le confessioni di una lettrice diciasettenne’ – titolo tuo – valgono triplo! Unico appunto: sei troppo gentile, Silvia, ma ti perdono.

    • 9 dicembre 2010 alle 11:52

      Carissimo Beppe, ti scrivo non tanto per commentare un tuo libro (che non ho letto) quanto per complimentarmi per i tuoi cinque minuti mattutini a radio montecarlo; apprezzo la semplicità con la quale affronti e chiarifichi le tematiche d’attualità. Credo sia utile anche ai ‘non-5 000 000’.. poiché la conoscenza può partire anche da qui. Grazie anche per i cinque minuti dedicati alle pensioni dei giovani d’oggi.
      Silvia

      Risponde Beppe

      Sei gentile, Silvia: ma voi appassionati del mio radioItalians su RMC (grazie!) appartenete certamente al Five Million Club…

    • 12 dicembre 2010 alle 01:13

      Caro Beppe,
      fatalità mi piace sempre scriverti quando sono stazionato qualche giorno a Georgetown per lavoro in quanto grazie al tuo ‘Un Italiano in America’ ho cominciato ad apprezzare la tua letteratura. Anche io vivo in America ma mi piace continuare a leggere testi italiani e mantenere viva la nostra bellissima lingua. Ho appena finito di leggere il tuo nuovo libro, ‘La Pancia degli Italiani’. Beh che dire; come al solito perfetamente raccontato anche se è triste vedere delle situazioni, che tutti noi già ben conosciamo, messe in fila indiana e realizzare dove queste ci han portato. Purtroppo queste sono le cose che, per gente come me, quando guarda ad un rientro in Italia fanno stare sull’attenti e guardarsi bene dalla situazione politica in cui siamo. Non so se augurarmi o meno che tu lo traduca in altre lingue: da un lato aiuterebbe a spiegare il perché di tanti come me non si sentono sicuri nella situazione italiana, dall’altra avrei paura di passare davvero per la terra dei buffoni in quanto il tuo libro ben spiega come queste non siano barzellette raccontate dalla stampa. Non importa noi andiamo avanti e comunque andrà sarà un successo. Complimenti ancora!

      Risponde Beppe

      Un triste grazie. Bsev