Archivio opinioni

Care lettrici, cari lettori, volete mettervi alla prova come recensori di Beppe Severgnini?

TOCCA A VOI! Beppe aspetta commenti e opinioni – buone o cattive, non importa – e se appena possibile vi risponderà.

    • 25 novembre 2009 alle 20:46

      Caro Beppe,
      sono una tua fedele lettrice ed adoro la tua rubrica sul Corriere Magazine.
      Vorrei porti una domanda che quasi mi imbarazza,
      ma visto che c’è di mezzo una scommessa ho
      bisogno di una conferma: la parola ‘biblioteca’
      può venir scritta anche con la doppia ‘b’, ovvero
      ‘bibblioteca’? Io ho fermamente detto di no, mia
      mamma il contrario.
      Secondo me è sbagliato perché ‘biblio’ deriva da
      una parola greca che non ha due ‘b’! O forse mi
      sbaglio, daltronde ho studiato solo il
      latino…bah… Per me mia mamma ha confuso con
      ‘ob(b)iettivo’! sui dizionari non c’è ombra di
      questa variante, in Internet neppure.
      Tu sai rispondermi?
      Grazie anticipatamente,
      Marianna

      Risponde Beppe

      A Roma, parlando, c’è la mania di raddoppiare quando non si deve (‘Bibblioteca’, ‘oribbile’ etc). Ma non c’è dubbio, Marianna: ‘biblioteca’ ha una ‘b’ sola, anche se contiene molti bbbbbboks.

    • 28 dicembre 2009 alle 08:32

      Caro Beppe buongiorno,
      finalmente con il tuo articolo di oggi (28/12/09 ‘Conciati per le feste’)
      sul Corriere hai ben espresso quello che sentono
      la maggior parte degli utenti terevisivi italiani
      sportivi e non, tuttavia, mi domando anche tu
      dove eri finito perchè ultimamente a leggere i
      tuoi articoli ci si annoiva un po’….senza
      offesa ehh!! Sono comunque un tuo fedele lettore.

      Risponde Beppe

      Be’, l’importante è migliorare! Grazie Pippo, buon 2010.

    • 8 gennaio 2010 alle 15:59

      Nei miei ricordi di bambina c’è questa immagine: un grande e devoto Jair che prega seguendo la processione a San Pellegrino Terme ed io, in braccio al mio papà, gli chiedo l’autografo. Da allora sono Interista, nel bene e nel male, anche se all’acqua di rose.

      L’essere Interista mi ha subito avvicinato a “Interismi” che ho trovato a dir poco splendido per la grande maestria con cui è stato scritto: non avrei mai pensato che con il calcio si potessero citare Plauto, Seneca, Cervantes, Ovidio. Inorridisco quando mi capita di ascoltare in televisione dei dibattiti senza alcun senso su questo sport, ma sono fermamente convinta che i lettori di “Interismi” (anche tifosi di altre squadre) troveranno un nuovo amore per il calcio e per gli avversari.

      Ed ecco nuove letture per me: “Italiani con Valigia”, quindi “L’italiano – Lezioni semiserie” ed ora “Manuale del Perfetto Turista”. Tutti libri speciali!

      Con il primo e l’ultimo mi sono sorpresa spesso piegata in due dalle risate (la tetra casalinga, i piccoli furti negli hotel, …); ho apprezzato tutti i Quarantacinque motivi buoni per…; il P.S. di Antonio; il viaggio in Transiberiana. Ed ho anche potuto arricchire il mio piccolo bagaglio culturale viaggiando con la mente, grazie ad una scrittura chiara, comprensibile a tutti, perché Lei spiega e traduce: non si può sapere tutto e tanto meno conoscere ogni lingua straniera.

      Questo perché Lei è un laureato, abituato ad insegnare? Non credo sia solo ciò. Secondo me è la sua passione (che oggi molti stanno perdendo) per la lingua italiana e per gli Italiani, oltre ad una buona dose di umiltà che la rende davvero super ed oserei dire quasi unico! Una persona culturalmente eccezionale, che ha visto di tutto e di più nel mondo, ma con i piedi ancorati alla Lombardia, a Crema.

      Ho anche letto “L’italiano – Lezioni semiserie” che mi sarà sempre di grande aiuto.
      A proposito spero di non aver commesso errori in queste righe! Amo la lingua italiana, ma ho solo un diploma professionale di segretaria commerciale! Tempo fa un mio giovane collega (con diploma di ragioniere) mi ha rimproverata perché io vecchia signora non sapevo il significato di “fleggare”: povero ragazzo! Gli ho consigliato di leggere il suo libro.

      Mi manca tanto su RMC il suo breve, ma efficace e simpatico intervento delle 8.00 circa. Qualche mese fa la ascoltavo mentre mi recavo in ufficio: Lei era ad Amsterdam (il mio sogno), io ero nel traffico della mia città, ma contemporaneamente sotto il cielo olandese. Stupendo!

      Le scrivo da Cologno Monzese dove sono nata nel maggio del 1957: sono una sua coetanea.
      Sarà anche per questo che adoro i suoi libri?

      Cordialmente.

      Risponde Beppe

      Lettera che mi mette di buonumore. Elogi immeritati, ma stavolta passi 😉

    • 14 gennaio 2010 alle 23:14

      Caro Severgnini,
      ho 22 anni e scrivo sul giornalino della mia parrocchia. Vorrei ispirarmi al suo libro ‘L’italiano. Lezioni semiserie’ per tenere un piccolo corso di scrittura in oratorio: posso? O c’è qualche vincolo editoriale?
      L’idea sarebbe di abituare i ragazzi più giovani a scrivere sul giornalino: molti di loro ne hanno un sacro terrore…
      Grazie, a presto!

      Marco
      (parrocchia Salesiana di San Benedetto – Ferrara)

      Risponde Beppe

      Ma certo che può! Anzi, sono onorato. Bsev

    • 4 febbraio 2010 alle 16:36

      Caro Beppe,
      citando la bravissima attrice nel film ‘Misery’, mi dichiaro la tua ammiratrice numero 1!(Ma ora non allarmarti!)

      Ciononostante , ho letto ‘Inglesi’ solo pochi mesi fa, forse perchè vivo a Londra da 3 anni, e tutte le piacevolezze da te descritte le ho già provate sulla mia pelle…

      Come gli altri tuoi libri che ho avuto occasione di leggere, l’ho trovato fresco, divertente, e sarcastico al punto giusto.
      Per molte cose mi ha ricordato ‘Notes from a small island’ di Bryson, ma è molto più leggero, e piacevole da leggere.
      Sarò ad applaudirti stasera alla Lse.

      Saluti da una barbaricina trapiantata a Londra (come tanti altri!)

    • 4 febbraio 2010 alle 16:51

      Sto rileggendo il suo libro e vorrei farle un solo appunto:
      è praticamente eccezionale. Quando si dice: ‘soldi ben spesi’ e ‘tanta fortuna all’autore’.
      Un caro saluto.
      domenico

    • 6 febbraio 2010 alle 16:14

      Ho letto con piacere un tuo libro ‘ Italiani si diventa ‘ e mi sono divertita molto perchè io sono la figlia dei proprietari dei bagni a Forte dei marmi, mi ricordo quei periodi e di tutti i ragazzi citati. grazie per avermi fatto rivivere un periodo bellissimo

      Risponde Beppe

      La figlia dei proprietari dei Bagni Paola? Davvero?

    • 16 febbraio 2010 alle 11:52

      Ciao Beppe
      grazie per i tuoi interventi sempre azzeccati e giusti.
      Devo dire che ti ammiro tantissimo e con ansia attendo quei 5 minuti in radio al mattino, che mi preparano con un pò più di entusiasmo alla vita di tutti i giorni, sapendo che c’è qualcuno che la pensa come me!
      Grazie grazie
      Marina

      Risponde Beppe

      Grazie Marina. Quello spazio del mattino su RMC ha finito per diventare ‘RadioItalians’: non mi dispiace, ti dirò. Se vuoi risentire gli ultimi interventi, li trovi qui http://www.radiomontecarlo.net/it/in_radio/programmi/caffelatte_news

    • 16 febbraio 2010 alle 23:43

      Grazie Beppe perchè spesso mi strappi un sorriso!

    • 4 marzo 2010 alle 12:27

      Caro Beppe, che ne pensi di questo intercalare continuo di ‘piuttosto che’ che va tanto di moda da qualche anno?
      Io la trovo un’espressione orribile ed inutile, viene infilata in tutti i discorsi rendendoli pesantissimi!
      Quando ero bambina mi dicevano -Parla come mangi- non andare a cercare cose troppo complicate, forse sarebbe un consiglio da dare a tanti.
      Ogni mattina aspetto con ansia i tuoi interventi su RMC perchè fanno iniziare bene la giornata: con un sorriso.
      Grazie Betty – Livorno

    • 5 marzo 2010 alle 17:31

      eg./carissimo (veda Lei) Severgnini, torno dal passato perché sento l’obbligo morale di complimentarmi con Lei.15 anni fa non ci avrei scommesso un copèco ma è riuscito veramente, come aveva promesso,a mantenere l’ironia e a non diventare un ‘AMARGADO’. Non importa se sono nel Suo oblio, La ringrazio per avermi palesemente smentita e resto una Sua attenta ed affezionata lettrice

      Risponde Beppe

      Copeco?

    • 9 marzo 2010 alle 14:13

      Sono una Italiana in America.
      Domenica pomeriggio una amica mi ha prestato il suo ‘un Italiano in America’, ne ho per ora letto solo alcune pagine, ma mi sembra già di appartenere ad un mondo diverso di italiani in America.
      Lei ha vissuto a Georgetown, lo stesso quartiere in cui ha vissuto John Kennedy, oggi zona ‘in’ di Washington D.C.
      Io vivo in North Carolina, non in una citttà ma in un paesino.
      Lei si è trasferito in America con 6 casse contenenti quadri, tappeti, argenteria!
      Io sono venuta con due figli, il marito e alcune valige di vestiti.
      Di portarmi quadri e argenteria non ci ho neppure lontanamente pensato!
      Per ora penso che lei sia un pò snob, fra qualche pagina le riscriverò, forse avrò cambiato opinione e trovato qualcosa in comune tra le nostre Americhe.

      Risponde Beppe

      Aspetto notizie, Elisabetta!

    • 9 marzo 2010 alle 14:36

      Ciao Beppe,
      ti ascolto ogni mattina con Massimo e Luisella perché mi sembra di stare in famiglia. Quando suggerisci il titolo di un libro o un film, prendo appunti al volo, di solito in auto cercando di evitare le sbandate: Studio illegale, Perle ai Porci, Up in the Air, e così via . Ho letto per caso un libro ben scritto, ironico, piacevole e tutt’altro che triste, anche se racconta il dramma famigliare di una bambina autistica; il titolo è Pulce non c’è di Gaia Rayneri. Mi permetto di suggerirlo per per due motivi: merita certamente di essere letto, allo stesso modo dovrebbe essere affrontata la vita.
      Spero in una tua buona lettura, mi saprai dire. Grazie, ah! meno male che hai buttato via il cuoci uovo.
      A presto, Maura

      Risponde Beppe

      Grazie Maura. Sono contento che le mie opinioni/recensioni vengano prese sul serio. Sono disinteressate, quindi libere.

    • 12 marzo 2010 alle 22:05

      It is a great book. I read it with a great pleasure.
      But! It is in many ways superficial and in many ways silly.
      It has lots of gaps.
      First: You refer to the life in America, and you sound as a novice, you don’t really know the American life well enough.
      Go to the backwoods of Tennessee, North Carolina, West Virginia, Alabama and Missisippi. There you learn, including the shopping malls.
      I suggest you quit referring to an American life, but keep your comparisons to the British, whose life you seem to know quite well.
      NB: I met an Italian girl on the dorsteps of the St.Mary’s Church in London, and she yelled: Damn British, down with their schedules.
      I have much more to say, but well……

      Risponde Beppe

      Either ‘Ciao America!’ is ‘a great book’ or it is ‘superficial and in many ways silly’. Just make up your mind, my friend. Anyway, thanks for reading it.

    • 15 marzo 2010 alle 13:13

      Caro Beppe, ho 14 anni e sono interista da quando ne avevo 7.
      Ho letto per ben tre volte il Suo ‘Manuale del perfetto interista’, e devo dire che è davvero un bellissimo libro: le riflessioni non sono lunghe, confuse e barbose, e in ogni rigo si può constatare l’autoironia di noi nerazzurri.
      Spero un giorno di diventare un giornalista come Lei, e far ciò che mi piace di più: scrivere; so che è difficile, ma ci proverò.

      Sam

      Risponde Beppe

      E mi sa che ci riuscirai. Di sicuro sei chiaro e conciso, Sam (e molto gentile, aggiungo!)

    • 16 marzo 2010 alle 10:49

      Caro Beppe,
      sono una ragazza del sud Italia, che ha avuto il piacere di conoscerti parecchio tempo fa. Era il lontano 1999 quando sei arrivato nella mia scuola (liceo scientifico di Gravina in Puglia) per la presentazione del tuo magnifico libro ‘ITALIANI SI DIVENTA’; hai subito notato la mia ‘diffidenza’ iniziale, ma, nel giro di pochi minuti, sei riuscito a mettermi a mio agio e a trasformare quella diffidenza in vero e proprio entusiasmo , tanto da spingermi a scrivere una recensione del tuo libro che tu hai molto apprezzato, premiandola. Quella per me è stata una grande vittoria e ancora ora mi chiedo come mai, tra tante recensioni, anche di insegnanti e professionisti, tu, brillante giornalista e scrittore, hai premiato proprio quella di una piccola studentessa.

      Di anni sono passati, ho percorso la mia strada lunga e difficile, e con tanta fatica ma sempre ‘entusiasta’ sono riuscita a realizzare il mio grande sogno: essere medico.
      Continuo a leggere i tuoi libri e non smetterò mai di considerarti il miglior scrittore. Con la speranza di poterti rincontrare, continuo a leggere i tuoi libri con passione e con il cuore.
      P.S. ‘Solo le montagne non si incontrano’.

      Rossella

      Risponde Beppe

      La tua lettera mi ha steso, Rossella. Hai ragione: solo le montagne non si incontrano. Mi ricordo di te, della recensione, della scuola, di Gravina. Dieci anni dopo, la ragazzina pugliese è diventata una donna e un medico. Non sono certamente, come tu scrivi, ‘il miglior scrittore’. Sono però un uomo fortunato, anche perché ho lettori che scrivono lettere così.

    • 13 maggio 2010 alle 10:52

      la mia, ma la necessità di scriverti. Ovviamente non mi conosci ma sei un mio grande amico da diverso tempo. Amo come te l’italiano e cerco di trasmettere questo amore ai miei ‘alunni’ (sono consulente aziendale nel settore alberghiero e mi occupo di comunicazione scritta). Quando ho comprato ‘Italiano, lezioni semiserie’ ho avuto una sorpresa inaspettata: non ero più sola nella mia battaglia contro la vision e la mission e il mio alleato eri proprio tu, non un tipo qualunque! Da quel momento divulgo il tuo verbo in ogni incontro formativo, consiglio l’acquisto del tuo libro (hai notato un aumento incredibile delle vendite?) e mostro il tuo video sulle regole del PORCO. Dato che al mattino ti ascolto a Radiomontecarlo (mi hai ispirato un articolo quando hai parlato di oltranzisti e biloquaci) oggi per me sei stato una meraviglia. Hai proposto un club contro il Times new roman e quando hai annunciato il tuo carattere preferito dentro di me dicevo ‘American Typewriter’ e…l’hai detto! Sei fantastico.

    • 31 maggio 2010 alle 16:30

      Complimenti per ogni cosa! Ti ammiro molto e ti seguo anche su twitter!
      Cari saluti Stefano Vona

    • 3 giugno 2010 alle 19:20

      Ciao Beppe!
      Sono una studentessa di 15 anni che frequenta il liceo linguistico e quest’estate, o meglio, tra due settimane parto è starò via un mese per una vacanza studio a San Diego. Così mio fratello, che ti segue sempre, mi ha consigliato di leggere ‘Un italiano in America’ devo dirti che l’ho divorato nel vero senso della parola.. Tutte le risposte che cercavo le ho trovate, ho scoperto tante cose nuove su quel paese tanto lontano, tanto grosso e tanto affascinante! Grazie per questa tua interessante descrizione degli U.S.A. :) Spero presto di poterne farne una tutta mia!
      Buona giornata!

      Chiara

      Risponde Beppe

      Come t’invidio! San Diego è magnifica, buon divertimento Chiara. Va a vedere La Jolla, un posto dove potrei vivere..!

    • 5 giugno 2010 alle 20:30

      Carissimo Beppe,
      non ho più la forza di tenere questi segreti per me: devo confessarti di essere colpevole della maggior parte dei difetti che descrivi nei tuoi libri. Di seguito, te ne confido alcuni.
      1) Come noterai, non so usare il punto e virgola.
      2 )Firmo sui timbri.
      3) Come le ragazze inglesi, per buona parte dell’inverno non porto le calze e, se lo faccio, devono essere calze di cotone e non di inutile nylon.
      4) Quando torno da una vacanza, non solo non appoggio la valigia sul letto, ma la lavo prima di riporla.
      5) Durante una visita ai parenti negli Stati Uniti, ho dato il meglio di me:
      -Al ristorante Maggiano di Durham, non ho resistito alla tentazione di ordinare le “Fettuccine Alfredo”, evento immortalato in un video dedicato proprio a te. Peccato non ci fossero i “Linguini Primavera”.
      – Abbiamo dovuto comprare altre valige per portare in Italia il frutto del nostro shopping sfrenato.
      – Sotto gli occhi allibiti della nostra cuginetta Gabrielle (che continuava a chiederci e a chiedersi il perché) abbiamo fotografato e ripreso qualunque cosa: tombini, poliziotti (si prestavano a tutto), scoiattoli, bagni, cassette della posta e idranti compresi (su richiesta, posso fornire le prove).
      – Il mio inglese non mi ha permesso di ordinare una bottiglietta di acqua gasata, ma ho disquisito di Brachetto con il proprietario di un’enoteca.
      Infine, una curiosità legata a questo viaggio negli States e mai soddisfatta, perché, sul luogo, non abbiamo osato chiedere spiegazioni:
      In ogni bagno che abbiamo frequentato (case private e motel) ci attendeva una inquietante (se c’è una cosa in un bagno di cui pensi di poter fare a meno, ti chiedi dove stai sbagliando) confezione cubica di salviettine, rivestita da un copriconfezionecubicadisalviettine. Abbiamo pensato che la sua funzione fosse legata in qualche modo all’assenza del bidet, ma non siamo giunti a nessuna conclusione soddisfacente. Tu sai ridonarmi la serenità spiegandomi il motivo di questa presenza costante?
      Sono sicura che, col tempo, sarò costretta a confidarti altri terribili segreti della mia vita. Spero che sarai sempre disposto a perdonarmi.