Archivio opinioni

Care lettrici, cari lettori, volete mettervi alla prova come recensori di Beppe Severgnini?

TOCCA A VOI! Beppe aspetta commenti e opinioni – buone o cattive, non importa – e se appena possibile vi risponderà.

    • 18 febbraio 2009 alle 14:35

      Caro Beppe,
      sono Alice, vivo a Lecco, studio a Bergamo e attualmente mi trovo in Germania (Meppen, un piccolissimo e sperduto paese a 30 Km dal confine olandese). È molto tempo che desidero scriverti, ancora di piú da quando ho letto il tuo articolo sul Corriere della Sera ‘da Montecristo a Marcopolo’ (http://vintage.beppesevergnini.com/articoli.php?mese=2009-02-12_it). L´articolo mi ha commosso perché rispecchia molto una parte della mia personalitá e tanti, forse troppi pensieri che mi frullano per la mente. Ho fatto l´Erasmus a Göttingen e ogni mese, trolley alla mano, faccio la ‘pendolare’ tra Orio al Serio e Bremen per venire a trovare il mio ragazzo tedesco consciuto durante il bellissimo e intenso anno Ersamus, periodo di studi ma sicuramente anche di spensieratezza e apertura verso nuove culture. Ecco perché mi sento un po´come l´Ulisse di cui parlavi oltre che una giovane ‘Montecristo’ che fugge dalle pratiche talvolta ai limiti del paradossale e dalla realtá spesso imbarazzante dell ´Italia. Il mio sogno é trasferirmi e trovare lavoro in Germania non appena finita la laurea specialistica.

      Noto che, quando sono all´estero, il sentimento di appartenza all’Italia é come se si risvegliasse, come se 1000 Km di distanza mi facessero vedere il mio paese con altri occhi. Ecco allora che provo piacere nel trovare connazionali per strada oppure andare a mangaire una pizza in un ristorante italiano e conoscere un ragazzo siciliano che subito ti fa sedere al ‘tavolo degli amici’, trattandoti come ‘una persona di casa’(esperienza che mi é successa poco tempo fa a Monaco durante i 4 giorni di lavoro in fiera). All´estero é come se la mia disillusione e amarezza nei confronti di certi aspetti che in Italia non sopporto, fossero mitigati dalla lontananza e io iniziassi ad apprezzare questa terra che mi fa spesso arrabbiare ma che il minuto dopo é capace di farmi cambiare idea.

      Durante il viaggio per Meppen ho letto il tuo libro ‘La testa degli Italiani’, davvero bello e ricco di spunti ironici, divertente ma anche molto vero. Ho deciso di regalarlo anche al mio ragazzo che da quando ci siamo conosciuti è assolutamente un fan dell´Italia, della nostra lingua e del nostro paese nel quale ha già fatto esperienza diverse volte delle sue attraenti contraddizioni.
      Tanti saluti
      Alice

      Risponde Beppe

      Grazie Alice, bella lettera (molto lusinghiera, anche!). Ulisse-Montecristo? Ci sta. Magari ci incrociamo a Orioland, prima o poi. Il libro c’è anche in tedesco, come forse sai http://vintage.beppesevergnini.com/scheda.php?id=32. ciao, bsev

    • 1 marzo 2009 alle 00:38

      Da tempo desideravo farLe un saluto, come Sua affezionata lettrice.

      Infatti, ho letto tutti i Suoi libri almeno due volte, anche perché dimentico spesso quello che leggo (e questo mi secca molto), salvo Italians che ho appena terminato, ma che presto riprenderò.

      Non è mia intenzione dissertare di politica, economia e quant’altro, né sparare opinioni sui problemi del Pianeta, ci pensano già in tanti, e poi condivido già abbastanza le Sue. Mi piacerebbe solo scriverLe, se non Le spiace, per raccontarLe …qualcosa. Mi sembrerà di scrivere a un amico, i cui libri mi hanno anche fatto molto bene in momenti difficili.

      Ci tengo solo ad aggiungere che, anche se vivo a Torino da tutta la vita (ho solo qualche anno più di Lei), sono una Sua vicinissima conterranea: infatti, tutta la mia grande famiglia è originaria di Orzinuovi e ora (a parte me e, grazie al Cielo, anche mia madre) vive sparsa tra le province di Brescia, Cremona e Mantova.

      Amo comunque anche Torino (sono Torinista con il Brescia nel cuore, come mio padre), una bellissima città che mi ha dato molto, soprattutto un compagno (Torinista) con il quale condivido tutto da più di 30 anni.

      Detto ciò, spero in un Suo anche breve cenno di risposta, perché io possa scriverLe ancora (prometto che non la seccherò più di tanto!).

      Lei è una dolce e amabile persona e, lo confesso, mi piacerebbe molto conoscerLa di persona. Ma, come si dice, questa è un’altra storia.

      Grazie dell’attenzione e molte cordialità.

      Till

      Risponde Beppe

      Cara Matilde, sono lusingato! TUTTI i miei libri DUE volte? Non li ho letti nemmeno io 😉
      saluti a Torino, e W Orzinuovi (ben due amori, da ragazzo…)

      bsev

    • 1 marzo 2009 alle 11:01

      Caro Beppe,
      ho appena finito di leggere L’inglese – nuove lezioni semiserie e desidero contribuire all’elenco (strepitoso) degli strafalcioni in italiese.
      Un contratto di fornitura tra un’azienda italiana ed una cinese all’articolo 16 ‘FORO COMPETENTE’ recitava così:
      Art. 16 COMPETENT HOLE
      The governing law will be Italian. For any legal controversy make reference to the competent hole.
      L’imbarazzante ‘buco competente’ è il risultato della leggerezza nella scelta di tradurre un contratto con un traduttore automatico? O forse un gentile modo per mandare a quel paese il cliente in caso di lamentela?

      Risponde Beppe

      Strepitoso, anche se preoccupante. Grazie Anna.

    • 4 marzo 2009 alle 23:59

      Caro Beppe,

      dopo averlo iniziato, lasciato, ancora ripreso e lasciato più volte, sono riuscito a finire il tuo ‘giro del mondo in 80 pizze’. Ho un’ attenuante, però.
      Nel frattempo ho terminato di scrivere anch’io un libro dal titolo ‘Il Tordo Ingordo’, e dopo averlo pubblicato a novembre 2008 sul sito http://www.ilmiolibro.it, ho impiegato molto tempo nel cercare un editore disponibile alla sua pubblicazione per il circuito delle librerie.

      Il tuo libro mi è piaciuto, non solo per la scorrevolezza dello stile, ma anche per i messaggi che, quasi senza enfasi, sono disseminati nel libro, tra cui uno in particolare:
      quello riferito ai ‘nomadi’, ai nuovi emigranti italiani all’estero, che sono quasi tutti professionalizzati, e che, a causa degli spazi completamente occupati dalle raccomandazioni e cIientele di casa nostra, sono dovuti andare all’estero per farsi riconoscere il merito!

      Fra l’altro, ho due esempi in famiglia, che lo confermano:
      mia nipote da 3 anni fa la ricercatrice alla Cornell University di New York; mia figlia è da 2 anni assistente universitaria in Belgio.
      Ebbene, credo che questo problema, che io definisco nel mio libro come la ‘generazione senza futuro’, assieme al dimezzamento del potere d’acquisto dei redditi ‘fissi’ (lavoratori e pensionati), iniziati entrambi dal 2002-2003 (il primo con la legge 30, il secondo con il raddoppio indiscriminato dei prezzi senza nessun controllo), rappresentino il macigno, senza la cui rimozione, è impensabile ipotizzare qualsiasi risalita, al termine della BI-recessione (perché quella in arrivo derivante dalla crisi finanziaria mondiale, si sommerà a quella già in atto da tempo in Italia).

      Con i migliori saluti.

      Flavio Pellis

    • 10 marzo 2009 alle 16:09

      Caro Beppe, sono Giulia e ho appena finito di leggere ‘ Italiano – Lezioni semiserie’. Istruttivo e divertentissimo. Mi chiedo perchè non lo leggano anche gli scrittori dei libri che studio per gli esami, frequento la facoltà di psicologia a Cesena, e per capire un periodo devo rileggerlo almeno tre volte, mi nascondono la principale! E non parlo di qualcuno, lo fanno tutti! Mi aiuti a scrivere una gentile lettera minatoria? Grazie.

      Risponde Beppe

      Secondo me, Giulia, te la cavi benissimo da sola!

    • 10 marzo 2009 alle 23:47

      Querido Beppe,
      ya conozco Italians, y me encantó leer ‘L’italiano – Lezione semiseri’. En una respuesta del forum comprendi que Argentina está en agenda para el mes de Abril. ¿Es asi?.
      Si dices si, tendrás que autografiar mi libro. Si dices no, tendrás que buzcar un premio consuelo.
      En todo caso, gracias de corazón por el buen humor que se ve en todo lo que haces. Algún dia hablare bien italiano. Prometido.

    • 12 marzo 2009 alle 21:30

      Caro Beppe ho letto il tuo ultimo bellissimo libro. Ho provato orgoglio e allo stesso tempo rabbia (l’ho già sentito da qualche parte!?); l’orgoglio di essere nato in Italia e di sentirmi italiano, di riconoscermi in alcuni degli “Italians” da te raccontati. La rabbia che si prova solo quando qualcuno ti fa notare i tuoi difetti, che con fatica avevi cercato di non vedere e di non considerare. Ti saluto e ti chiedo un grande piacere, continua a rendermi orgoglioso e a farmi arrabbiare della nostra Italia.

    • 17 marzo 2009 alle 22:37

      Mi chiamo Andrea ho 35 anni, vivo a Rozzano insieme alla mia compagna Luana e mia figlia Giada di 8 mesi.
      Oggi ho terminato di leggere Italians e come per gli altri tuoi libri, ti faccio i complimenti perché mi è piaciuto un sacco.
      Il tuo libro è delizioso e gustoso, quasi quanto mangiare un ottima vaschetta di gelato, tieni presente che sono molto goloso.
      Un’altra sensazione che mi ha trasmesso Italians è di malinconia.
      Questo perché riflettendo, pensavo alle persone che hai incontrato e che probabilmente non rivedrai più, così mi domandavo se ciò non ti fa sentire un poco malinconico.
      Scusa ma ho delle domande veloci per te:
      città italiana preferite 1, 2, 3
      città mondiale preferite 1, 2, 3
      quartiere di milano preferito
      il tuo colore preferito
      un aggettivo per Buenos Aires, Belfast e Uppsala

      grazie 1000
      Andrea e cambia pure squadra (non colore quello puoi tenerlo, vedi Atalanta)

      Risponde Beppe

      città italiana preferite 1,2,3 – Trieste, Milano, Genova
      città mondiale preferite 1,2,3 – Washington, Berlino, Oslo
      quartiere di milano preferito – zona Solferino
      il tuo colore preferito – blu
      un aggettivo per Buenos Aires, Belfast e Uppsala – Struggente, seducente, serena

    • 19 marzo 2009 alle 15:19

      Piacevolissimo!! Sei un vero cosmopolita ma…
      Solo Mumbai per il subcontinente indiano?
      E l’Africa, l’Asia?
      Ho conosciuto più Italians in India che a Londra. Italiani diversi, non interessati solo al nutrimento del portafoglio ma alla mente a allo spirito.
      Quando una pizza a Bangalore o a Mamallapuram?
      Ciao
      Raffaella

      Risponde Beppe

      Bangalore non è dietro l’angolo, Raffaella. Ma chissà, prima o poi.

    • 3 aprile 2009 alle 22:17

      Ciao Beppe,
      questo pomeriggio a Lugano mi hai autografato ‘La bella figura’ , libro che immancabilmente sfrutto ogni anno come regalo di compleanno o di Natale per gli amici americani, soprattutto quelli che hanno radici italiane ma sono magari già arrivati alla terza generazione. Perché loro hanno una visione idealizzata dell’Italia e non sono neppure ben informati su quello che è diventato il paese dei loro sogni. Quindi il tuo libro è utilissimo.

      L’altro tuo libro ‘Un italiano in America’ rappresenta invece per me un tesoro inestimabile, perché racconta di molte cose che ho vissuto personalmente durante la mia esperienza nella zona suburbana di Boston, quando, piuttosto giovane, ebbi l’occasione di frequentare pure la High School. L’America è diventata la mia seconda terra e la mia famiglia americana la mia seconda famiglia. Il tuo libro sta ora nella mia biblioteca tra ‘America’ di Alistair Cooke e ‘America’ di Enzo Biagi (evidentemente non in ordine alfabetico…).

      Penso che il frutto del tuo lavoro, che tra l’altro mi sembra fatto con piacere e entusiasmo, aiuti molta gente a capire e capirsi, da un paese all’altro. è anche il frutto di esperienze uniche, vissute personalmente. Ecco perché al ragazzo – futuro giornalista – che ti poneva la domanda oggi pomeriggio risponderei : di Severgnini ce n’è uno solo :) … Grazie Beppe e scusa se ti ho dato del tu oggi, ma è colpa di italians…

      Risponde Beppe

      Hai fatto benissimo a darmi del tu. Sono contento di sentirmi utile. Nelle università succede, i ragazzi restituiscono con l’entusiasmo l’esperienza che ricevono. Grazie super-lettrice PCT, e alla prossima. Dell’America, ti dirò, medito di scrivere ancora.

    • 15 aprile 2009 alle 09:40

      Caro Severgnini,
      sul sito internet della scuola in cui insegno (www.einaudicorreggio.it), ‘sub’ scuola – programmi – geometri – ‘Diritto ed economia politica’ – premessa, potrà trovare un’indicazione che riguarda le sue ‘Lezioni semiserie’.
      Cordialmente, Suo Enrico Messori

      Risponde Beppe

      Guarderò! Intanto grazie.

    • 24 aprile 2009 alle 14:03

      Caro signor Beppe, dopo aver letto gli utilissimi consigli de ‘L’italiano. Lezioni semiserie’, mi permetto di correggere una sua imprecisione: ‘Un’alternativa è la scelta tra due soluzioni o possibilità (non fra tre o quattro). […]’.

      Il mio fedele Zingarelli, invece, alla voce ‘alternativa’, significato 3, recita: ‘Possibilità di scelta fra due o più elementi’.
      Chi, dunque, si è sentito in colpa ritenendo di aver utilizzato impropriamente la parola ‘alternativa’, si metta l’anima in pace. Dico bene, signor Beppe?

    • 28 aprile 2009 alle 01:43

      Caro Severgnini, ho letto con vero piacere le sue osservazioni riguardo all’uso invalso nel gergo medico di termini presi di forza dall’americano, come ‘follow-up’, per significare esami di controllo o peggio nell’uso di acronimi per cui la Sindrome da Immuno Deficienza Acquisita diventa AIDS. Sarebbe forse troppo provinciale chiamarla SIDA come si fa in Francia? Ma il colmo credo lo sia raggiunto con il termine MORBIDITA’. Lei mi obietterà che in italiano al massimo esiste la morbidezza allorquando ci si riferisce a guanciali, cuscini o ai famosi sette piani di carta
      igienica. Sappia allora che questo orrendo neologismo viene adoperato per esprimere l’italianissima morbilità (in inglese morbidity). Basta mettere un’a accentata e ti senti un uomo di mondo senza aver fatto i tre anni di militare a Cuneo ………

    • 15 maggio 2009 alle 22:44

      Giorni fa ti ho scritto per sapere se potevi darmi alcuni consigli pratici per imparare a memorizzare l’inglese. Sto leggendo il tuo bel libro ‘L’inglese’ e lo trovo molto interessante; sto cercando di memorizzare frasi fatte, parole ma alla fine mi accorgo che quando devo dire qualcosa… la mia cpu va in tilt perchè le frasi fatte e le parole vanno bene solo fra me e me.
      Ti prego dammi qualche buon consiglio visto che sei il guru italiano per questa apparentemente facile lingua.

      ciao

      Roberto

    • 18 maggio 2009 alle 16:41

      Ciao Beppe,

      Vorrei chiedere un tuo parere riguardo la poesia. Premesso la mia ignoranza in materia vista la conoscenza limitata, e per questo infatti chiedo a te, si può definire ‘poesia’ un componimento del quale il lettore capisce poco o niente? O meglio, è davvero una poesia solo perché viene pubblicata e perché è in versi? Lo è anche se richiede la spiegazione di chi l’ha scritta?

      Io, nella mia ripeto ignoranza, credevo che il fine principe di una poesia fosse quello di arrivare dritto all’animo di un lettore, proprio perché manca la struttura della prosa. Ma leggendo alcune delle opere presentate all’ultimo salone del libro di Torino forse dovrò ricredermi.

      Visto che uno dei tuoi consigli a potenziali scrittori è quello di rendersi conto che si scrive per altri e non per se stessi e quindi di essere chiari, ti domando: questo vale anche per eventuali ‘poeti’? E se si, perché viene pubblicata una sequela di parole che si susseguono senza senso almeno apparente?

      Forse mi sbaglio, ma se apro a caso la Divina Commedia non c’è bisogno di chiedere a Dante per sapere cosa voleva dirci.

      Grazie. Ciao

      Angelica

      Risponde Beppe

      Cara Angelica, i consigli di ‘L’Italiano. Lezioni semiserie’ si rivolgono a saggisti, giornalisti, accademici, studenti, a chi deve scrivere una buona email. Non sono destinati a poeti e narratori: quelli fanno ciò che vogliono, e vanno valutati sul risultato. Se vuoi sapere come giudico – e quanto pratico – la poesia, vieni a Parma sabato 20 giugno. Ne parlerò con Neri Marcorè e Gianrico Carofiglio.

    • 1 giugno 2009 alle 11:40

      salve signor severgnini finalmente posso scriverle e dirle che apprezzo molto il suo modo di scrivere libri.
      sto tentando di trovarli tutti per farne una collezione, anche supportato da mio padre che adorava indro montanelli e dice che lei ne è un degno erede.
      tonando al libro, con tutte le pizze che si fa in giro,non potrebbe organizzare una magari anche a bergamo?? magari in val seriana.
      continui a scrivere così perchè trasmette la voglia di leggere anche a chi di voglia non ne ha molta!!

      Risponde Beppe

      La Val Seriana mi piace molto, e la frequento da sempre. Ma le Pizze Italians in Italia non si fanno! Saremmo troppi. In quanto a Montanelli: non aveva, e non voleva, eredi. Era un articolo unico. Dillo al babbo.

    • 4 giugno 2009 alle 11:19

      Caro Beppe, premetto che ti seguo ormai da tantissimi anni, da quando mi è capitato in mano uno dei tuoi libri nei primi anni novanta, e ti ho seguito via via sulla carta stampata, in televisione, su italians e adesso anche su twitter…i complimenti sono scontati, già in questo speaker’s corner ce ne sono una valanga, però certo non mi posso sottrarre, mi piace molto anche il tuo stile di conduzione in tv, le tue interviste sono inconsuete e ironiche, sai far fronte a tutti gli imprevisti, mi ricordo ad esempio una volta intervistavi ad Italians su rai tre Alberto Tomba e lui doveva dire una serie di aggettivi per descrivere l’Italia e non c’era verso di fargliene dire uno buono, certo immagino che avrei avuto frangenti più difficoltosi, ma anche avere a che fare con tomba non è facile, con tutto il rispetto per il grande campione e la persona simpatica che è..
      Bene ieri esausta dopo una giornata di lavoro, ero su internet e nei miei giri su wikipedia (adoro gironzolarci in tutte le lingue) capito sulla voce beppe severgnini e vedo tutto quello che hai fatto e stai facendo, anche cose che non sapevo e mi sono chiesta ma beppe è bionico? Io la sera ascolto la radio sfinita sul letto e lui gira il mondo, comunica instancabilmente, è sempre up-to-date (si dice così? correggimi!)..ma come fa? Dimmi Beppe che qualche settimana all’anno almeno sei colto da una irrefrenabile voglia di ciondolare sul divano, mangiando la nutella o sgranocchiando qualche popcorn?
      Con profonda stima
      Alessandra

      Risponde Beppe

      Non sono bionico, Ale. Mi piace il mio lavoro e non mi costa fatica.

    • 12 giugno 2009 alle 21:47

      ottimo!
      Il miglior testo da adottare anche per le scuole.
      Ho imparato (nei miei limiti) più inglese con questo testo che con manuali pseudo ufficiali di lingua.
      Gianpaolo Pini

    • 17 giugno 2009 alle 19:04

      Gent.mo Dr. Severgnini,

      la sua capacità di interpretare le consuetudini
      ed attitudini umane è unica ed associata a una
      capacità di scrittura magistrale. Credo che sugli
      italiani ci sia ancora molto da scrivere e
      condividere: pensiamo alla nostra figura politica
      più importante che sembra il contiano ‘italiano
      in gita’, esuberante, ospitale, che canta melodie
      napoletane e da vigorose pacche sulle spallle (ed
      è per questo apprezzato all’estero da chi vi
      riconosce l’Italiano presentato dalla stampa).

      Ha mai pensato di scrivere sulla salute degli
      italiani? mammoni, terrorizzati, eroici, in lotta
      con burocrazia e pronti alle furbate. Il mio
      osservatorio di medico di famiglia è fortemente
      privilegiato e colgo l’occasione per offrire la
      più ampia collaborazione. Ho un’ esperienza
      universitaria (un ottimo impact factor) e sono
      coinvolto in divulgazione su riviste
      professionali e congressi.
      L’editore apprezzerebbe anche la possibilità di
      distribuire il libro ai 50000 medici di famiglia
      quale gadget da industria farmaceutica (in piena
      etica).

      Cesare

      Risponde Beppe

      Non ci ho mai pensato: potrebbe essere un’idea, caro Cesare. Ma ora ho altri progetti. Il primo: non pubblicare un nuovo libro nel 2009 (il ‘Manuale del Perfetto Turista’, di cui sono molto soddisfatto, è una raccolta dei miei volumi di viaggio, con qualche inedito 2000-2009).

    • 17 giugno 2009 alle 20:36

      Caro Beppe,
      ho discusso con un tuo collega giornalista sull’esistenza del termine ‘apparte’ che non è presente nei dizionari di lingua italiana in mio possesso e neppure in quelli consultabili on line.
      Considerando la sua insistenza nell’affermare che esiste, ho pensato di chiederti delucidazioni su questo vocabolo utilizzato da molti ma non presente sui dizionari.

      Grazie per l’attenzione
      saluti,
      Eugenio

      Risponde Beppe

      Sperano dicano ‘a parte’ (staccato)!