Archivio opinioni

Care lettrici, cari lettori, volete mettervi alla prova come recensori di Beppe Severgnini?

TOCCA A VOI! Beppe aspetta commenti e opinioni – buone o cattive, non importa – e se appena possibile vi risponderà.

    • 1 gennaio 2009 alle 14:57

      In perfetto stile convenzional-severgnin-jano – Mai deludente – praticamente perfetto – esente da arroganza . Miscelato con tante giuste dosi di Q.B. (quanto basta) = sobrietà – austerità (quella che ispira riflessione) – serietà (grave senza indurre al suicidio).
      Ed ancora: sdrammatizzante e convincente nell’ottimismo – persuadente nei ricordi, quelli della nostra gioventù (di noi oggi 50 enni ,anno + anno -). Avvolgentemente simpatico, coinvolgentemente ameno, ponderatamente ironico.
      Caro Beppe, sono una tua fan da molti anni ormai; ho comprato e letto quasi tutti i tuoi libri
      (mi manca ancora quello del corso d’Italiano semiserio). Ti ascolto nei tuoi interventi ad RMC.
      Mi permetto di inviarti i complimenti per i tuoi libri passati; brindare al successo di questo tuo
      “ Italians” il giro del mondo in 80 pizze(!); tifo per le tue prossime avventure letterarie.
      Auguri da una 57ina-italian-torinese-residente a Racconigi (Cuneo).
      P.s. anche mio marito “ti” legge considerandoti un molto simpatico ed veramente ottimo scrittore. Ma, dice, hai un solo piccolo difetto: tifare Inter. (Io riferisco e sono esente da ogni tifo). Con molta stima ed un sacco di simpatia. Silvia Grande Maffei.

    • 4 gennaio 2009 alle 02:46

      Spero che non ti offenderai se uso questo tono molto informale, ma ho solo tredici anni e sto leggendo questo notte il tuo libro ‘L’italiano’. Dato che non riesco mai a risolvere i tuoi MasoTest, vado sempre alla fine per le soluzioni, e ho visto il tuo sito… Quindi ho pensato di invitarti a una bella Pizzata a casa mia (mia madre fa la pizza più buona del mondo)! Se vuoi venire contattami questo è il mio indirizzo e-mail: stefanodebla@hotmail.it; già che ci sei dimmi anche quanti errori ortografici ho fatto, io non li trovo! Buon Anno.

      Risponde Beppe

      Nessun errore ortografico: bravo Stefano. In quanto al tuo invito: le facciamo solo all’estero, le Pizze Italians! Non dirmi che intendi emigrare con tutta la famiglia, adesso.

    • 12 gennaio 2009 alle 14:36

      Non scrivo per un’opinione, ma , se fosse possibile, vorrei ricevere il testo di un articolo scritto da Beppe, molti anni or sono, sulle richieste ‘singolari’ dei clienti di un grosso negozio di ferramenta a Milano.
      L’avevo conservato, ma non lo trovo più.
      Grazie e cordiali saluti.

      Risponde Beppe

      Ecco qui (il pezzo è uscito su Io Donna nel 2001)

      Ecco alcune richieste dei milanesi nel più rinomato ferramenta della città. A parte l’indubbio interesse psicoanalitico, diciamolo: bisogna pur rallegrare novembre.

      Le frasi sono state raccolte, nel corso degli anni, dai commessi di ‘Meazza’, negozio del centro. Il documento completo (nove pagine) è stupefacente. Ne ho ottenuto copia in primavera, mentre registravo il programma ‘Luoghi Comuni’ (puntata sulla casa). Quando sono di cattivo umore, leggo qualche riga. Oggi vi propongo una selezione. Tra parentesi, alcune possibili spiegazioni: ma la mente del ‘bricoleur’ è misteriosa, e chissà cosa nasconde.

      * Avete il pongo per incastonare una cucina? (stucco?)
      Avete i meccanismi per le finestre evariste? (Vasistas?)
      Sto cercando le maniglie per finestra con pisellino.
      Avete i chiodini autoadesivi?
      Avete i paraventi per gatti?
      Mia nuora mi ha chiesto un nastro adesivo con degli spilli che messo sulla ringhiera del balcone fa pungere le mani dei miei nipotini evitando di farli sporgere (bambini o piccioni?)
      Avete i portacravatte a pile?
      Avete i ganci per appendere un piatto vinto col ‘Sale di Sicilia’?
      Il commesso mostra al cliente una ruota da mobile, e dice: ‘Vede, rispetto alla sua è un pochino più bassa’. Cliente: ‘Ma crea problemi per la velocità?’
      Avete i carabinieri per le persiane?
      Avete i pompelmi per mobili? (pomelli?)
      Avete i chiodi magici?
      Non ha qualche maniglia un po’ movimentata?
      Avete profilattici di alluminio?
      Vorrei uno zoccolino in plastica con ascella.
      C’è qualcosa per avvitare una farfalla?
      Dove posso vedere le zampe da tavolo? (di solito di parla di ‘gambe’. Ma il cliente deve aver trovato affinità tra il tavolo e il cane di casa)
      Avete una calamita per il vetro?
      Queste ruote non le avete un po’ più quadrate?
      Scusi, vorrei un metro da cinque metri.
      Cercavo l’uomo morto per vestiti. (ometto?)
      Avete maniglie abbronzate?
      Mi serve una serratura per una maniglia che gira in folle.
      Avete l’assorbente per i caloriferi?
      Cerco un bastone per tende ramificato. (ramato?)
      Scusi: questa pattumiera va bene per il mio bagno?*

    • 13 gennaio 2009 alle 17:06

      Buonasera Severgnini,
      come sta?
      Ho letto e riletto il suo libro Italiano, che ha il pregio di essere efficace come sempre ed il difetto di farmi sentire in colpa.
      Sono d’accordo su molte delle sue allergie lessicali narrate, ma mi accorgo che su altre ci inciampo tutti i giorni.
      Mi piace utilizzare termini che mi datano a venti anni fa, come ganzo, e altri tipici della mia nonna, indolciti sta per sottaceti, ma è nostalgia ed anche se chi mi ascolta pensa che sono matta, i miei cugini mi sorridono sempre.
      Quanto al lessico delle lettere di lavoro è vero che è ridicolo, ma faccio l’avvocato, un mestiere vecchio come il cucco e nelle nostre lettere il burocratichese si spreca, ma può essere confortante: se un collega mi saluta con distinti saluti implicitamente mi dice che farà di tutto per vincere la causa e far pagare al mio cliente le spese, mentre se conclude con cordiali saluti mi lascia uno spiraglio per le trattative.
      L’italiano è una lingua affascinante e mi accorgo di non finire mai di impararlo, ma ero convinta del suo progressivo impoverimento, invece, a sorpresa, in una recente intervista Tullio De Mauro riferiva di uno stato di salute buono della nostra lingua, mai così diffusa a confronto dei dialetti locali e di un abuso del congiutivo a discapito dell’indicativo spesso più corretto.
      Concludo con una mia fissazione lessicale, col ‘fidanzato (forse ti sposo)’ abbiamo dovuto girare per agenzie immobiliari e ci siamo accorti che gli agenti non hanno case da far vedere, ma oggettini interessanti appena entrati o, purtroppo, usciti di recente. Non esistono case tagliate bene o male, ma immobili concepiti dall’architetto o sviluppate con taglio classico. Ora non abbiamo più bisogno delle agenzie, ma ci divertiamo a prendere i giornali degli annunci per farci due risate. Le copio uno degli annunci letti di recente: appartamento 5 vani. Stato di manutenzione: ottimo. Caratteristiche: doppio balcone, piccolo condominio, garage. Commento Gabetti: buoni spazi,grande luminosità. Boh?
      Serena Bulleri

    • 13 gennaio 2009 alle 19:44

      Gentile Beppe Severgnini,
      mi chiamo Anna e sono una studentessa di Padova, per quest’anno in prestito a Berkeley, California. Per i motivi più disparati, ieri mi sono ritrovata tra le mani il suo libro ‘Un italiano in America’, che ho cominciato al mattino e finito la sera. Non so dirle quanto mi abbia consolato e fatto forza. Per i primi sei mesi qui, non ho fatto altro che sentirti sbagliata, inadegiata, fuori posto. Perché non sono productive, non organizzo il mio tempo al secondo e se lo faccio non rispetto il piano, leggo libri quando dovrei lavorare ai miei paper etc. Sapere che il ‘male’ è comune mi permette di assaporare il mezzo gaudio.

      Forse il suo libro era scritto con intenti ironici, ma sappia che è stato molto più di un sorriso ciò che mi ha risollevato un morale da lungo tempo a terra.

      La ringrazio,
      Anna

      ps. l’unico punto su cui mi permetto di dissentire è il peanut butter. Quello comprato nei vasetti è disgustoso, è vero: olio solidificato aromatizzato alle arachidi. Non so però se abbia mai provato quello che vendono in alcuni supermercati biologici, in cui le noccioline (e nient’altro) vengono pressate al momento da una macchina apposita, e il risultato è una crema densa e croccante che sa davvero di arachidi!

      Risponde Beppe

      Grazie Anna. In questi anni – il libro è uscito in Italia nel 1995, ho aggiunto un post-scriptum nel 2001 – so che ‘Un italiano in America’ è stato di consolazione a molti. Uno legge, sorride e pensa: ‘Ci siamo passati tutti!’. Perciò, che dire? Sono contento di esserti stato utile (PS Goditi San Francisco e la Bay Area – di posti così, al mondo, non ce ne sono molti!).

    • 18 gennaio 2009 alle 23:25

      Buonasera Signor Severgnini, mi chiamo Giuseppe e vivo a Londra da 4 anni, e letto tempo fa il suo libro la testa degli italiani,i taliani con valigia, ecc.. Sono daccordo sul fatto che la nostra pizzata sia inimitabile, perché descrive un po il nostro modo di essere,l a nostra filosofia e racchiude molto di piu di una semplice serata fuori, senza ostentazioni ma con stile, discreto, ma che puo evolversi e sicuramente racchiude e sottintende molto di piu di quello che si vede, possiamo includerci un antipasto assortito, un dessert, una birra accompagnata, una bella abbuffata del nostro provincialismo inimitabile che e soprattutto ci ispira. La pizza e una occasione per lo sfoggio di noi stessi, della nostra cultura generale e perche no di esibizionismo. E un po come la cena delle scuole superiori in cui si sogna e si progetta per il futuro… Poi a proposito del fatto che in Italia non si cambia mai é vero.., comunque i suoi libri sono un nuovo genere, infatti li ho letti in un giorno o poco più, cosa abbastanza insolita per me che abbandono molto spesso i libri ai primi capitoli!!

    • 20 gennaio 2009 alle 19:19

      Un grande grazie a Beppe Severgnini, personaggio stuzzicante, sagace e divertente. Sono un ragazzo di 18 anni maturando al liceo classico e leggendo con un sorriso le sue battute ironiche e notando l’attenzione nei particolari della vita quotidiana (che, se osservata, diventa gustosa) non posso far altro che offrire il mio più grande grazie e i più sinceri complimenti, sperando siano apprezzati (anche se a farli è un 18enne)…

      Giuseppe Guastamacchia

      Ps so che Mr Severgnini non apprezza i gerundi e nemmeno i puntini, ma l’ho fatto solo per stuzzicarlo un po’..

    • 21 gennaio 2009 alle 09:18

      è un libro divertentissimo ed, al contempo, pieno di verità; emerge, infatti, chiarissima, la differenza di comportamento degli Italiani e degli Americani, a parità di situazioni.
      Complimenti!!
      Chicca

    • 28 gennaio 2009 alle 21:06

      Caro Beppe Severgnini,
      sono capitato tra queste pagine alla ricerca di un suo contatto mail… e mi sono fermato qui!
      Sto rileggendo per la seconda volta ‘Un italiano in America’: una volta sola non è sufficiente, data la simpatia e lo stile di scrittura che trovo molto scorrevole. Complimenti!
      Appena lo finisco volo in libreria a prendere Italians – il giro del mondo in 80 pizze: mi ispira parecchio, da quello che ho potuto leggere qua e là. Anche in quel libro racconta qualcosa degli Stati Uniti?
      A presto!

      Risponde Beppe

      Stati Uniti? Certo. E’ il Paese dove abbiamo fatto più pizze Italians!

    • 29 gennaio 2009 alle 00:24

      Ho leto il suo libro. E molto buono, molto divertente. Aspeto viagiare un giorno a l’Italia e guardare tuto quello que ho leto in il libro. Sarebe buono anche, per me trovare il libro al italiano. Grazie e sei molto buono.

      Risponde Beppe

      Grazie Consuelo. Eri a Gaudalajara? Come hai scoperto il libro? Sono curioso. Il libro in italiano (‘La testa degli italiani’) si trova facilmente, anche su internet. Se vieni in Italia, scrivimi ancora e magari riusciamo a salutarci.

    • 29 gennaio 2009 alle 12:01

      Caro Beppe, finalmente sono riusicta a vederti ‘dal vivo’, a Trieste. Complimenti per la simpatia e per la capacità di interessare e non annoiare il pubblico (Feltrinelli, 28 novembre 08) .
      Tempo fa dicevi di voler pubblicare un elenco dei libri da leggere assolutamente. Possiamo sperarci ancora? Seguendo i tuoi consigli ho letto ‘Il mio nome è Charlotte Simmons (Tom Wolfe) e ‘Le correzioni’ e posso dire che sono tra i libri migliori che io abbia mai letto. Aspetto fiduciosa altri consigli di lettura.
      Paola

      Risponde Beppe

      Altri tre americani. ‘I sogni di mio padre’ (Barack Obama): un ragazzo cerca se stesso, libro sensibile e onesto; sembra impossibile che l’abbia scritto un uomo politico. ‘Indignation’ (Philip Roth), non ancora uscito in Italia: ambiente universitario stile Charlotte Simmons, altra epoca, più tagliente. La saga di Henry Beck, di John Updike, che ci ha appena lasciato: sarà perché scrivo di mestiere, ma l’ho trovata sexy, acuta e brillante. Per oggi può bastare. Se interessa, Paola, la prossima volta passiamo a libri italiani. (PS Grazie e a tutti quelli che sono venuti a trovarmi a Trieste in quella serata di bora nera).

    • 30 gennaio 2009 alle 11:17

      Caro Beppe,
      giunto ormai quasi al termine di ‘Italians’ (di cui ti faccio i complimenti) mi sono reso conto che a fine libro sono state inserite ben 3 pagine fronte/retro completamente vuote. Devo dire che la cosa mi ha abbastanza stupito ed infastidito.
      Io che separo e riciclo anche il cartoncino delle bustine da tè e partecipo ai vari programmi di ripiantumazione che vengono organizzati, non riesco proprio a capire la necessità di inserire ben 3 pagine completamente vuote.
      A dire il vero la cosa che più mi ha stupito è che anche tu, sensibile alle tematiche ambientali, hai fatto questo tipo di scelta…
      Calcolando le migliaia di copie vendute ed il totale di pagine bianche inserite, esisterà sicuramente una buona ragione dietro a questa decisione…

      Ciao
      Francesco.

      Risponde Beppe

      Quelle tre pagine bianche alla fine del volume sono dovute, immagino, a un problema di rilegatura (forse tengono altre pagine, come nei quaderni?). Quando le trovo, nei libri, le uso per scrivere note: e non mi dispiacciono. Comunque chiederò spiegazioni, di sicuro ce ne sono: i primi che vogliono risparmiare sulla carta sono gli editori. Tre pagine, in un libro da ottantamila copie, fanno 240.000 pagine: costano, a parte tutto. Ho comunque una buona notizia per te, Francesco: d’accordo con il mio editore, Rizzoli, ho aderito al progetto ‘Scrittori amici delle foreste’ di Greenpeace (‘Questo è libro è stampato su carta riciclata, o su carta certificata FSC che unisce fibre riciclate post-consumo e fibre vergini provenienti da buone gestione forestale e da fonti controllate). Per fare questo libro non è stata distrutta nessuna foresta primaria’. Confesso: temevo che fosse una faccenduola politicamente corretta, e un po’ modaiola. Ho preso le mie informazioni: è un’iniziativa seria, e io ci sto. Non vendo così tanto da demolire una foresta, ma insomma…

    • 2 febbraio 2009 alle 19:39

      Salve Sig. Severgnini,
      Io sono Sevket, sono turco. Ho ventitre anni e mi sono laureato alla Facolta’ di Economia qui in Turchia. A Settembre, andro’ a Salerno per fare il master all’Universita’ di Salerno.
      Questo inverto ero a Salerno e ho fatto il corso d’italiano li.
      L’insegnante mia sempre dava i suoi articoli a voi e a noi piacevano li tanto! Sono ritornato in Turchia a Gennaio e prima di tornare ho comprato i tuoi libri.
      La voglio molto bene e la ringrazio di questi divertenti libri!
      Saluti.

      Sevket Arslan

      Risponde Beppe

      Bsev ringrazia Sevket! Hai letto il pezzo sul liceo di Instabul? L’ho messo anche nell’ultimo libro ‘Italians – Il giro del mondo in 80 pizze’…

    • 3 febbraio 2009 alle 23:39

      Ho letto questo libro molte volte perché è un libro che dice come noi Italiani ci comportiamo all’estero ed è vero perchè io che viaggio per passione mi ci sono ritrovata. E allora quando sono all’estero cerco di non fare e non assumere certi atteggiamenti tipici di noi Italiani. Perciò ringrazio tanto Severgnini che mi ha dato e che mi da sempre e mi fa provare tante emozioni leggendo i suoi libri. Sono una patita dei suoi libri ce l’ho tutti.
      Mi piacerebbe sapere le sue uscite in anteprima. Penso però che collegandomi al suo sito lo saprò.
      Grazie Annapaola

    • 4 febbraio 2009 alle 05:10

      Caro Beppe, vivo in Australia da diversi anni. Mi ha fatto molto piacere incontrarti alla pizzata di Melbourne. Anni fa ricordo di aver visto alcune puntate del tuo programma ‘Luoghi Comuni. Un viaggio in Italia’ (RaiTre). Mi farebbe piacere rivedere l’intera serie e soprattutto farla vedere a mia moglie, che e’ italoaustraliana (ti ha conosciuto alla pizzata). Esistono dei DVD del programma in commercio ? Grazie, un saluto accaldato dai nostri 44 °C.
      Gustavo

      Risponde Beppe

      Mi spiace, Gustavo, ma i dvd di quel programma non sono in commercio (ne ho una copia io, e immagino ne esista un’altra negli archivi Rai). Ti saluto dagli 0 gradi nevischiosi di Copenhagen.

    • 5 febbraio 2009 alle 16:07

      caro beppe,

      grazie per la bella conversazione all’IIC di copenhagen l’altra sera. mi è dispiaciuto (dolore gastronomico e intellettuale) non potercela fare per la pizzata e continuare a parlare di Italians e Human Rights, come avevi suggerito. e sparlare un po’ dei Danes, che non conosci come i Brits, ma sono altrettanto esilaranti.

      ripassa presto!
      cari saluti,

      francesca

      Risponde Beppe

      Alla prossima, allora! bsev

    • 10 febbraio 2009 alle 22:12

      Caro Beppe, ho appena finito di leggere il tuo libro Italians, complimenti! Proprio un bellissimo libro che credo mostri il vero errese italiani soprattutto nel mondo. Mia moglie ed io giriamo il mondo solo per turismo, ma ovunque siamo stati (dal Canada alla Nuova Zelanda) abbiamo incontrato italiani che per lavoro hanno lasciato il nostro amato Paese e si sono sempre fatti apprezzare ed amare nei nuovi luoghi dove sono andati ad abitare.
      L’idea di una pizza tutti insieme è ottima, ma hai mai pensato di proporre i ‘famosi’ tortelli Cremaschi? Sai che ogni anno, in occasione della sagra, arrivano turisti dalla Russia per assaporare i tortelli della citta’ di Crema? Penso che solo un italiano appassionato possa essere stato in grado di far apprezzare questa specialità anche agli stranieri! Per caso sei stato tu?
      Un caro saluto, Marco

      Risponde Beppe

      Trovare i tortelli cremaschi a Kabul, però, non sarebbe facile. E neppure portarli a Chicago.
      Meglio continuare con le pizzate: la tortellata la facciamo a Crema.

    • 12 febbraio 2009 alle 07:29

      Sono Irlandese, abito in Australia e studio Italiano qui. Il tuo libro ‘La testa degli Italiani’ mi fa molto piacere leggerlo ed anche per migliorare la lingua.
      Complimenti

    • 14 febbraio 2009 alle 08:56

      Gentilissimo Sig. Severgnini,
      sì dico gentilissimo perchè il mio parere su di Lei è proprio questo. Oltre ad essere un bravo scrittore (che non è cosa da poco) penso che sia proprio una persona cordiale. Ieri sera sono venuta a sentire l’incontro che si è tenuto da Feltrinelli a Milano con Lilli gruber e Gianna Nannini. Devo dirLe che ho passato proprio una piacevole ‘serata’ . Sono anche riuscita a farmi autografare il suo libro (lezioni d’italiano) con un simpaticissimo disegnetto che mi ha fatto. Ho provato su facebook a vedere se c’è un ‘angolo’ di posta dove poterLe scrivere, ma niente! comunque volevo rinnovarLe i complimenti, primo perchè (ovviamente come Le diranno in tanti) è un bravo scrittore, molto chiaro e diretto, secondo perchè è una persona molto carina e gentile. I suoi libri sono molto simpatici!
      Cristina

      Risponde Beppe

      Cara Cristina, grazie di esser venuta da Feltrinelli. Lilli è una vecchia amica, Gianna Nannini invece non la conoscevo di persona. Moderare un incontro con lei è come montare in un rodeo (interessante, quindi). Per scrivermi, ci sono due modi: questo spazio (se l’argomento riguarda libri/presentazioni/TV etc); oppure ‘Italians’ (www.corriere.it/severgnini), dove di discute di tutto, dal 1998 (!), e io sono solo il conduttore. In quanto a Facebook: c’è un bel gruppo di discussione su di me (grazie!) e su ‘Italians’, se ti interessa.

    • 18 febbraio 2009 alle 13:44

      Sei una persona meravigliosa e io ti sposerei domani!!!

      Risponde Beppe

      Vuoi parlarne con Ortensia? Bsev