Archivio opinioni

Care lettrici, cari lettori, volete mettervi alla prova come recensori di Beppe Severgnini?

TOCCA A VOI! Beppe aspetta commenti e opinioni – buone o cattive, non importa – e se appena possibile vi risponderà.

    • 21 ottobre 2008 alle 17:39

      Egregio dott. Severgnini,
      inizio con lo scusarmi per il mio precario modo di scrivere. L’idea di essere in procinto di inviare un’e-mail ad un illustre conoscitore della lingua italiana, me crea un pò di imbarazzo, ma ho deciso di farlo semplicemente per chiederLe un’informazione. Premetto che ho letto il suo Lezioni Semiserie ed anch’io sono giunta alla conclusione che un ripasso della lingua non è solo utile, ma utilissimo. Ma passiamo a quanto mi preme, a me capita molto spesso di dover stilare lettere e comunicazioni e spesso mi sorgono dei dubbi sulla grammatica italiana (ad esempio: dopo attinente o pertinente si usa l’articolo o la preposizione?). Secondo Lei esiste un sito o un modo per poter porre questa domanda ed ottenere risposta in tempo reale?
      Confidando in una sua collaborazone colgo l’occasione per salutarla cordialmente.

      Milano Vilma

    • 30 ottobre 2008 alle 21:20

      Certo iniziare un messaggio per Lei…Voi…te?!..non è facile…ma dopo aver cancellato un paio di volte (facciamo anche tre)…ho deciso che..come viene, viene.
      E’ sempre un piacere sapere dell’uscita di un suo (tuo?) libro! Ho spesso qualche problema in questo senso…sarà per questo che mi piace cosi tanto l’inglese?! Ma si, ti do del tu, perchè leggere i tuoi libri è come leggere degli appunti di viaggio o delle riflessioni di un amico. Anzi a volte, per quanto mi riguarda, è come se leggessi dei miei appunti di viaggio o delle mie riflessioni!! Certo, scritte molto meglio!
      Il merito di avermi introdotta alla tua scrittura va alla mia professoressa d’Inglese delle scuole superiori. Per quanto riguarda la grammatica inglese ha lasciato delle lacune, ma ci ha consigliato (anzi, se ricordo bene imposto) la lettura di ‘Inglesi’. Da li è stato amore! Ho divulgato il verbo prima in famiglia e poi tra gli amici. Mia madre adora le descrizioni degli sportivi ma soprattutto degli italiani in vacanza (e in particolare l’ingengere di Cremona con moglie a rimorchio che le ricorda molto mio papà con lei!). La mia amica mi manda sms a San Diego chiedendomi di riportarle il ‘porta coupon’, che dice di aver letto in un tuo libro!
      Io amo le descrizioni degli italiani all’estero, ogni volta che varco i confini nazionali ne trovo un prototipo…per quanto, anche le descrizioni della popolazione inglese…all’epoca poi io ero nel periodo delle vacanze-studio, meglio di cosi!
      Beh, non aggiungerei altro, se non un grazie!

      Risponde Beppe

      Grazie a te di avermi scritto, Cristiana. Hai poi trovato il porta-coupon?

    • 4 novembre 2008 alle 20:19

      Buonasera sig.Severgnini, sono Fabrizio, suo lettore di lungo corso.
      Mi sono imbattuto per la prima volta in un suo libro anni fa, su uno scaffale di un grande magazzino e tra la folla prenatalizia. Era ‘italiani con valigia’. Ne è passato di inchiostro sotto la sua penna, e di pagine sotto i miei occhi. Il suo modo di scrivere diretto, ironico, intelligente, spesso educativo, mai banale nè scontato mi piace molto e mi tiene spesso compagnia. Bravo! Continui cosi’! La saluto, tra poco scende in campo la nostra inter…
      Fabrizio

    • 6 novembre 2008 alle 22:47

      Esiste veramente?! Io non ricordo di averlo letto…

    • 12 novembre 2008 alle 21:48

      Caro Dott. Severgnini, mi ‘consenta’ l’approccio confidenziale e anche le virgolette, ho appena finito di leggere le sue amene lezioni di italiano e di torturarmi con i masotest. In particolare mi ha colpito lo stralcio di articolo di Michele Serra, dove lei individua un solo errore. Io direi che anche riferire un aggettivo femminile ad un soggetto maschile non sia corretto: ‘Il gruppo nearzzurro può dunque godersi la solida impopolarità di questi mesi, dopo lunghi anni in cui era simpatica a tutti….’. Se riesce a darmi una spiegazione convincente vengo a vederla il 20. Con simpatia, Rosanna.

      Risponde Beppe

      Spiegazione: Serra è un ottimo giornalista e scrittore, e averlo accomunato a me in UN errore era già abbastanza sfacciato. Ci vediamo il 20 alla Fnac, egizia Rosanna?

    • 14 novembre 2008 alle 10:48

      Dott. Severgnini
      sto leggendo con molto interesse il Suo libro L’italiano lezioni semiserie è sono d’accordo sull’uso improprio che si fa spesso della lingua italiana, a tal proposito c’è un’ulteriore e diffuso uso e abuso di un termine a sproposito che usano i giornalisti sportivi tutti per raccontare le partite di calcio e cioè la tal squadra ha rischiato di vincere. Al limite si potrà dire che ha rischiato di perdere in quanto il rischio sta proprio ad indicare una situazione di pericolo o una posizione di svantaggio sarebbe più corretto dire ha cercato di vincere e in fondo non ci è riuscita. Lei che ne pensa? Grazie

    • 14 novembre 2008 alle 23:47

      Non l’ ho ancora letto, ma ho visto la trasmissione ‘Le interviste barbariche’.
      Sono anch’io un giramondo e condivido le opinioni di Severgnini.
      Gli italiani, sempre più stretti nella loro ‘giacchettina’ di provincialismo, primi nella lista i nostri politici.
      Credo che una parte della poca apertura verso l’ esterno sia anche dovuta alla mancanza dimestichezza con le lingue, quindi…. reazione di presunzione e, spesso, di arroganza.
      Quelli che sono riusciti a superare, tal volta per necessità, questa barriera sono la migliore espressione del nostro paese.

      Risponde Beppe

      Grazie GNP. Adesso però devi leggere il libro!

    • 16 novembre 2008 alle 10:32

      Io leggevo tanto tempo fa i suoi articoli sul corriere della sera ( 1999/2001) mi aveva subito colpito il suo modo diretto di arrivare al punto, al nocciolo della questione, e in particolare mi è rimasto impresso un suo saggio sul ‘ coraggio ‘ semplicemente splendido. Ultimamente l’ho ritrovata su RMC, la mia radio preferita dove la seguo quotidianamente. Tutto quà ci tenevo a farle sapere che il suo stile di ‘ essere ‘ il suo modo di analizzare e ‘ criticare schiettamente ‘ mi ha incuriosito a tal punto di comprare il suo ultimo libro per vedere attraverso i suoi occhi gli italiani nel mondo. Per me è il suo primo libro (sono un divoratore di libri) ho visto che ne ha scritti molti nel frattempo, comunque vada la lettura, tralascerò quelli sull’Inter, sa per uno juventino come me…. Buon lavoro, stia bene e che Dio la benedica.

    • 24 novembre 2008 alle 17:22

      Buonasera carissimo Dott.Severgnini,

      sono una sua grandissima lettrice..le dico la verità: ammetto di aver iniziato solo un anno fa..ma ho recuperato in fretta e divorato moltissimi dei suoi libri…
      Sto leggendo Italians in questi giorni e mi sono venute in mente tante cose.

      Colei che le scrive è una italiana (con origini americane) e speriamo anche una soon to be Italian.
      La mia non è la prospettiva di una italiana che vive all’estero..e nemmeno di chi vive stabilmente in Italia. Ho la fortuna di fare da ben due anni un meraviglioso lavoro che mi fa girare il mondo.

      I suoi libri viaggiano sempre con me nella tasca anteriore del sedile in aereo… mi fanno tanta compagnia nelle mie lunghissime trasferte e mi fanno spesso ridere da sola..con grande scompiglio dei miei vicini di posto..

      Sto leggendo Italians e guardo con ammirazione alle storie dei tantissimi italiani sparsi per il mondo.
      Da tempo io e il mio ragazzo coltiviamo il sogno di diventare Italians e di andare all’estero. Un po’ per le prospettive grigiotte che abbiamo di fronte, un po’ perché amiamo viaggiare, l’idea di vivere in posti nuovi e diversi, e conoscere persone al di là dello stivale.
      Un grazie e forse il merito, però va anche alle tante opportunità che abbiamo avuto di mettere il naso fuori casa e di vedere quante cose belle ci sono fuori..e perché no, alle tante persone che come lei ci hanno fatto scoprire tante culture e paesi nuovi. Magari ci vedremo in occasione di una delle prossime pizze Italians, chi può dirlo. Nel frattempo sarò in prima fila alla Fondazione Corriere il 3 dicembre.

      Un saluto
      Eugenia

      Risponde Beppe

      Ricevuto, letto, apprezzato. Porti sempre i miei libri in giro per il mondo!

    • 25 novembre 2008 alle 17:11

      Salve. Sono una traduttrice e giornalista italiana residente a Londra. Insieme a un collega italiano, Saverio Paffumi, abbiamo scritto un libro su Cecil Court, una bellissima via di Londra con un alta concentrazione di librerie e negozi specializzati in libri rari, prime edizioni, mappe antiche ecc. Se la notizia le interessa in qualche modo, la prego di non esitare a contattarmi allo 0044 7974 648139. Il libro verra’ presentato alla stampa e al pubblico il 27/11 all’Italian Bookshop, alle 19.00.
      Cordialmente,

      Maria Grazia Marino

      P.S. Sono una sua ammiratrice e ho letto diversi suoi libri. La trovo davvero simpatico.

      Risponde Beppe

      Grazie. Cosa ho combinato per risultare simpatico?

    • 26 novembre 2008 alle 20:15

      Buona sera signor Severgnini, ho 23 anni ma posso dire di essere un suo grande fan già da molto tempo, la passione per i suoi libri è nata in me in età adolescenziale. adesso ho comprato molto volentieri il suo libro nuovo che tra un libro di storia e l’altro, tra un esame e l’altro leggerò. non mancherò di farle sapere il mio giudizio.
      A proposito, tra 20 giorni me ne vado a Valencia, non ha mica da consigliarmi qualche pizzeria?
      Ciao Marco.

    • 30 novembre 2008 alle 19:29

      un saluto da trieste!
      😀

      l’incontro di venerdì sera alla feltrinelli è stato piacevolissimo

    • 6 dicembre 2008 alle 17:36

      Gentile Signor Severgnini, lei mi piace un sacco! L’ ho scoperta da poco e penso di non darle tregua.
      Italians con le sue pizze è un idea geniale, mi rendo conto che sono una tardona in tutti i sensi per età e per arrivo nella sua vagonata di fans ma meglio tardi che mai non crede?
      Ho intenzione di leggere tutti i suoi libri, almeno quelli che riuscirò a trovare, Inglese. lezioni semiserie è fuori catalogo e sarà dura ma il resto…
      Alla mia bella età ancora studio inglese e mi sarebbe piaciuto avere le sue ripetizioni spero di trovare la seconda parte Le nuove Lezioni semiserie.
      Mi spiace non essere potuta venire a sentirla a Verona la settimana scorsa ma sa il lavoro…
      La prossima volta che le scrivo posso darle del tu sa mi verrebe spontaneo!
      Mi scusi per gli errori sono poco tecnologica e per il caos la saluto caramente
      Martel Francesca

      Risponde Beppe

      Grazie Hammer Girl. Errore, però: ‘ Inglese – lezioni semiserie’ è regolarmente disponibile in BUR, e ha appena guadagnato una nuova, bella copertina.

    • 9 dicembre 2008 alle 22:33

      Mia docente nel mio corso d’Italiano al Dante Alighieri a l’Haya Olanda mi ha detto che un dialetto in Italia e una lingua con una propria grammatica.
      Secondo me un dialetto e una linguaggio e non una lingua independente e separata.
      Che cosa lei trova? Che cosa e secondo lei la definizione della parola Dialetto.
      Nella linqua Olandese dialetto ha un connotazione negativo. In Italiano e differente?

      Risponde Beppe

      I dialetti italiani sono trasformazioni del latino. Un dialetto ha avuto più successo degli altri, per motivi storici e letterari: quello della Toscana. Oggi lo parliamo tutti, più o meno bene. In ‘L’italiano – Lezioni Semiserie’ http://vintage.beppesevergnini.com/scheda.php?id=26 provo a spiegare tutto questo. Grazie Gerard, buona Olanda. A proposito: nel mio dialetto (Crema, prov. di Cremona, anima bergamasca) si usava l’espressione ‘Ma va’ a girà l’Ulanda!’, per dire ‘Ma vai a quel paese!’ (in inglese: ‘Get lost!’). Interessante, no?

    • 19 dicembre 2008 alle 14:03

      C’è poco da dire, caro Beppe. Ho letto il suo ‘Italiano – Lezioni semiserie’: ne sono rimasto entusiasto. Dovrebbe diventare un vademecum per chi, come me, è ai primi passi nel giornalismo.
      Un saluto, nonostante il tuo interismo congenito. Ho imparato da te (evito il lei, grazie alla colleganza): sono stato breve.

      Ciao e complimenti (non scrivo sinceri, è pleonastico)

    • 21 dicembre 2008 alle 19:00

      Caro Severgnini,
      da poco ho scoperto i blog e come resistere…?! Lei mi e’ molto simpatico, così a pelle, ma soprattutto di lei mi piace lo stile di parola, sempre e comunque.
      Vorrei ringraziarla per due cose: la prima è il libro del titolo che mi ha risollevato il morale dopo un paio d’anni di batoste provenienti dalla cognata (britannica doc) che l’unica cosa che apprezza dell’Italia è il marito; la seconda è la battuta che trovo deliziosa e che mi ha risollevato il morale dopo la batosta proveniente dalle ultime elezioni (italiane doc).
      Solo l’ironia ci salverà.
      Saluti.

      Risponde Beppe

      Sono d’accordo. Ma ce ne vuole molta.

    • 23 dicembre 2008 alle 21:13

      La conoscevo molto poco, ma nella sua intervista sono stato veramente colpito dalla sua simpatia e dalla leggera profondità del suo parlare. Acquisterò un suo libro per approfondire la conoscenza. Siccome ho ritrovato il mio modo di pensare nel suo ho deciso di iscrivermi in questo suo forum e mi auguro di trovarvi in futuro qualche spunto di riflessione. Cordiali saluti.

      Dr Luciano Amato
      Salerno

      Risponde Beppe

      Per ‘Italians’ vada tranquillo: garantisco. Per Bsev, che dire? Spero di non deluderla, Luciano. Buon anno, intanto.

    • 24 dicembre 2008 alle 13:37

      Caro Beppe, potrei esserti grato, dammi solo il tempo di finire il tuo libro mancano una cinquantina di pagine.
      Ieri annoiato da uno stop in autogrill, sono passato con ferma convinzione di non acquistare nulla nel reparto dei libri. Sapendo della mia ben nota allergia verso qualsiasi tipo di testo che superi le 25 pagine (al massimo leggo via web molto spesso o i giornali molto poco), ero fermamente convinto di superare anche questa volta l’ostacolo della lettura, sai ho 26 anni, ma di libri in vita mia, come puoi ben capire dalla mia pessima scrittura ne ho letti veramente pochi ed alla fatidica domanda che in molti ti pongono (almeno nelle interviste in tv): ‘Il libro che ti ha segnato nella vita? Avrei imbarazzo a rispondere, non perchè ho una vasta conoscenza letteraria, ma bensì perchè ne ho purtroppo per me ben poca.
      Dicevamo, che fermamente convinto di oltrepassare indenne l’ostacolo dell’acquisto, una forza per me inspiegabile mi fa poggiare gli occhi sopra la copertina di Italians.
      Ho pensato tra me, non è possibile un libro che chiama me ed io che rispondo presente, (non avevo la febbre)?
      Dico la verità, quando devo leggere qualcosa di cartaceo, spesso la pigrizia ha sempre la meglio sulla curiosità intellettuale. Spero vivemente che da oggi in poi, avrò uno stimolo in più per leggere qualsiasi cosa che mi capiterà tra le meni.
      Poi se fre 30 anni, vincerò il Premio Nobel per la letteratura, sappi che ti riterrò primo ed unico responsabile.

      Da un lettore in tutti i sensi ritrovato (speriamo bene)

    • 25 dicembre 2008 alle 12:26

      Simpaticissimo Beppe.
      Mi presento: il mio nome è Alessandro Ferrante e vivo in un paese dell’entroterra vesuviano.
      Una domenica sera di metà dicembre ero al centro commerciale Vulcano Buono. Non so se ne hai sentito parlare: dista un paio di chilometri da Nola. Feci un giro nel settore dei libri, quando osservai un tascabile nascosto tra altri più voluminosi. Se qualcuno mi avesse suggerito di comprare uno di questi ultimi, perché in offerta speciale, invece di quel misero libricino schiacciato in mezzo a tanti altri, gli avrei dato ascolto. Che cosa ho fatto?
      Ho iniziato a sfogliare il piccolo volume, a caso, come fanno in tanti. Uno sguardo al titolo, all’indice e poi alla copertina posteriore. Uno al prezzo, niente male in tempo di crisi; un altro alla biografia ed in ultimo, alla pagina dedicata ai “che”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso: l’ho comprato senza pensarci due volte. E ho fatto bene.
      L’ho anche riletto, suggerendo ad altre persone di comprarlo. Lo definirei un piccolo grande libro. Quasi mi ha aperto la mente, facendomi sentire più importante. Io, che non ho frequentato il liceo classico, mi rendo conto di quanto sia importante conoscere un poco di latino e greco. Eppure, riesco ad esprimermi meglio di alcuni che hanno studiato Seneca, Cicerone e altri autori latini. Non sono un presuntuoso.
      Se dall’anno nuovo scriverò meglio, è anche grazie a te. Altro che semiserie, sono lezioni d’italiano vere e proprie. La lettura del tuo libro mi ha quasi procurato una nevrosi: prendo da uno scaffale un libro di uno scrittore famoso; lo apro a caso, e osservo con attenzione se i pron. relativi sono aggrovigliati tra sostantivi ed aggettivi.

      Alessandro Ferrante
      Un interista, avvocato duepuntista.
      Ah, dimenticavo. Leggo che sei nato il giorno di S. Stefano: colgo l’occasione per augurarti un buon compleanno, oltre un felice anno nuovo.
      FORZA INTER

    • 26 dicembre 2008 alle 15:14

      Maximo Severgnini,
      ‘Rem tene,verba sequentur’ è sicuramente citazione icastica, ma di ascendenza catoniana (Cicerone è già abbastanza irritante senza citarlo a sproposito). Comunque, bel libro!

      Risponde Beppe

      Copio e incollo da Wikipedia: ‘La locuzione latina ‘Rem tene, verba sequentur’, tradotta letteralmente, significa ‘se padroneggi l’argomento, le parole seguiranno’. L’attribuzione del motto è controversa: viene fatta in maggiore misura risalire a Cicerone, anche se molto probabilmente è da attribuire a Catone il Censore, che l’avrebbe a sua volta ricavata da una citazione dall’Ars rethorica (fr. 15) di Giulio Vittore’. Lasciamo così, che dice? Sono contento che il libro (‘L’italiano. Lezioni semiserie’) sia piaciuto. Buon anno!