Archivio opinioni

Care lettrici, cari lettori, volete mettervi alla prova come recensori di Beppe Severgnini?

TOCCA A VOI! Beppe aspetta commenti e opinioni – buone o cattive, non importa – e se appena possibile vi risponderà.

    • simona pau | 30 novembre -0001 alle 00:00

      appena finito di sbranare inglesi!quasi rasenta la perfezione…ero sicura di trovare qualche appunto di viaggio “about”:
      1.le vomitate improvvise sui buses o nei pubs di cui spesso ho corso il rishio di essere vittima!
      2.l’arcano delle application forms in cui mi si chiede di compilare sia la data di nascita sia l’eta’!?probabilmente gli employers inlgesi non hanno tempo di contare!
      3.tutti qui a londra hanno la stessa grafia!noi italiani saremo stereotipati nella moda ma agli inglesi la perizia galligrafica fa un baffo! grazie beppe !simona pau da londra

      Risponde Beppe

      Prego. “Inglesi” è del 1990. Spero tu abbia letto
      la versione aggiornata (BUR) del 2005! bsev

    • SARO | 30 novembre -0001 alle 00:00

      Dott. Severgnini, ho avuto il piacere di incontrarLa qualche mese fa a Taormina… Le volevo solo comunicare che ho inserito mel mio sito web (www.sarolagana.com) la foto che la mia ragazza (originaria di Londra) ha scattato a me insieme a Lei. GRazie di tutto. (http://www.sarolagana.com/FOTO%20GALLERY/foto%20storiche%20gruppo%202/foto%20grandi/
      saro%20e%20beppe%20severgnini.jpg)
      SARO LAGANA’ (TAORMINA)

    • Rosanna Messina | 30 novembre -0001 alle 00:00

      Sono la direttrice della biblioteca comunale di Paternò (CT) e la seguo spesso sia in televisione che nelle sue rubriche giornalistiche.la nostra biblioteca mensilmente organizza degli incontri con gli autoriper presentare i loro libri. Abbiamo avuto il piacere di ospitare Isabella bossi fedrigotti, sveva casati modignani, maria rosa cutrufelli, a ottobre avremo simonetta agnello hornby e dacia maraini.Ci è stata richiesta dai nostri lettori la sua presenza, pertanto qualora Lei decidesse di farci l’onore di essere con noi può scegliere un periodo che più le aggrada. E’ Chiaro che tutte le spese di ospitalità saranno a nostro carico. La ringrazio e aspetto sue notizie.Cordiali saluti

      Risponde Beppe

      Cara Signora Rosanna, ho parlato in pubblico a Marsala il 28 agosto, a Palermo il 4 settembre e sarò a Siracusa il 13 ottobre. Di più non posso fare… Perché non scendete a sud e ci conosciamo lì? Saluti, e grazie della stima.

    • andrea rampoldi | 30 novembre -0001 alle 00:00

      beh… buon compleanno, non sapevo dove farle gli auguri, spero che da qui li possa ricevere.
      Devo anche aggiungere che spesso leggo le sue rubriche e le trovo molto interessanti, ma credo anche di non essere molto originale nel farle i miei complimenti.
      A proposito, non passa più dalla Pineta Mare ?? ebbi modo di leggere i suoi racconti dei ricordi di gioventù, mi hanno fatto sentire molto vicino per le emozioni che mi hanno ricordato.
      Poi caso vuole che ho sposato mia moglie che tiene casa proprio lì dietro e ogni volta che ci passo mi ricordo dei suoi scritti.
      Ora taglio, non volendo annoiarla.
      Ancora complimenti per il suo lavoro.

      Risponde Beppe

      Auguri ricevuti. Grazie per avermi ricordato la mitica “Pineta al Mare”, descritta in “Italiani si diventa”, il libro cui sono più affezionato. Certo che voglio bene anche a “Un italiano in America”, che mi ha dato tante soddisfazioni… E a “L’inglese”, forse il più originale. E a “Inglesi”, che proprio in questi giorni (gennaio 2005) compie quindici anni. E a “Italiani con Valigia”, frutto dei miei anni di viaggi matti e divertentissimi. E i “Manuali”…

    • Francesca Federici | 6 novembre 2003 alle 00:00

      Ciao Beppe, tutto bene? Sono un’Italian di Verona…Ieri notte per addormentarmi ascoltavo la radio e ad un notiziario ho sentito che sarai a Legnago. In verità ero nella prima fase REM e mi sono svegliata quando ho sentito “Beppe Severgnini”: troppo tardi per sentire luogo, giorno e ora… Could you help me? Grazie di cuore, a presto.

      Risponde Beppe

      Rispondo pubblicamente, perché potrebbe interessare altri. Sarò a Legnano stasera a presentare il “Manuale dell’imperfetto sportivo” che esce proprio oggi per Rizzoli (teatro Salieri, ore 21). Informazioni su vintage.beppesevergnini.com, che è stato molto rinnovato, con nuove sezioni e un forum sui miei libri (così evitiamo di invadere “Italians”). Nella sezione “appuntamenti” ci sono sempre le indicazioni dei miei spostamenti.

    • adriana | 6 novembre 2003 alle 00:00

      Gent.mo Dott. Severgnini,Le scrive una neolaureata in Lingua e Letteratura Inglese presso la facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Istituto Orientale di Napoli.Mi sono permessa di mandarLe questa email perché sono una sua grande fan, condividendo io stessa i vari giudizi espressi da Lei nei suoi testi sull’alquanto insolita popolazione anglosassone (il dubbio sull’utilità effettiva di un lavandino con due rubinetti separati o la mania di arredare l’appartamento con ALMENO un caminetto finto sono stati oggetto di stupore anche dei miei soggiorni britannici).Tuttavia, ho deciso di contattarLa per invitarLa a prestare un anche fugace sguardo alla mia Tesi di Laurea nella disciplina ‘Storia della Cultura Inglese’.Ricevere un Suo pregiatissimo commento sul lavoro svolto costituirebbe per me un meraviglioso quanto degno regalo di laurea.PregandoLa di visitare il sito della mia tesi (da me stessa creato per l’occasione) recante il titolo ‘Anatomia di una Ribellione Giovanile alle soglie della Società di Massa Britannica’ e con la speranza di avere un suo riscontro positivo, Le porgo i miei più distinti saluti e La ringrazio per il tempo dedicatomi.AdrianaL’indirizzo del sito in questione è il seguente:http://ribelliamoci.altervista.org

    • demelzia | 6 novembre 2003 alle 00:00

      non posso non farle i complimenti per i suoi libri un misto tra comicità e psicologia …..mi diverto un mondo a leggerli!

    • Alessandro | 7 novembre 2003 alle 00:00

      Caro Beppe in una mia precedente email in cui ti chiedevo se era vero che stavi lavorando ad un nuovo libro e per quando ne prevedevi l’uscita mi informavi via email datata 09/04/2003 che era tutto vero e che l’uscita si prevedeva per fine 2004.Il libro in questione era il Manuale dell’imperfetto sportivo? (Di cui mi farò regalare una copia a Natale da mia moglie).Spero che la tua risposta sia negativa perché questo significherebbe un altro fantastico regalo per tutti noi bsev dipendenti per 2004….sono troppo esigente? Cambio argomento, visto che la rai afferma che sta cercando di puntare su programmi di qualità perché non gli proponi qualcosa come hai già fatto in passato?Magari per noi tutti accettano….ciao e grazie per tutto.

      Risponde Beppe

      Innanzitutto, grazie per la stima. Libro: il “Manuale dell’imperfetto sportivo”, come tutti i miei “Manuali”, è una raccolta di pezzi (sui quali ho lavorato molto, ovviamente): in questo caso, raccoglie la mia produzione sportiva, che deriva da “Sportweek/Gazzetta dello Sport”. Il libro di cui ti avevo parlato è un altro, che sto scrivendo ex-novo: dovrebbe uscire in Italia alla fine del 2004 e negli USA all’inizio del 2005. TV: non ancora. Forse l’anno venturo (proposte ne ho ho: poi vediamo se mi vogliono davvero).

    • DAVID | 10 novembre 2003 alle 00:00

      Salve sig. Severgnini. In uno studio di parrucchiere ho trovato un prodotto che si chiama BED HEAD (testa letto?).Se facesse ridere, mi auguro che venga pubblicato in un’eventuale nuova edizione di “INGLESI”. Saluti

    • Betty | 10 novembre 2003 alle 00:00

      Sono d’accordo con lei sulla maleducazione dell’uomo dall’occhio vagabondo. Ho notato questo malcostume da un pò di tempo ed è una cosa che personalmente mi dà molto fastidio e che mi fa desistere dal parlare con qualcuno, “mi smonta” per dirla in gergo. Ma perchè vogliamo essere visibile a tutti i costi e non perderci nulla di ciò che ci accade intorno? Mi piacerebbe approfondire questo argomento.

    • Antonio Rocco | 10 novembre 2003 alle 00:00

      Caro Beppe,stavo sfogliando qualche minuto fa l’ultimo numero dell’ “Espresso” e, non tanto involontariamente, ho dato un’occhiata al costo di alcuni libri citati nella rivista e prossimamente in circolazione: Biagi, Lettera d’amore a una ragazza di una volta, Rizzoli, 160 pagine, 14.50 euro (0.906 euro pari a 1754.2 delle vecchie lirette a pagina), Swift, La luce del giorno, Feltrinelli, 262 pagine, 16.50 euro (0.629 euro pari a 1217.9 di prima), Gillian, La nascita del piacere, Einaudi, 220 pagine, 14 euro (0.636 euro pari a 1231.4 come sopra). Credo che hai capito dove vado a parare. Insomma, secondo te, questi costi sono giustificati? (Fai lo scrittore e un po’dovresti intendertene). O dovrei parlare di ricavi? Al di là dell’evento culturale non ti sembra che il concetto mille lire=1 euro sia stato adottato anche per circostanze in cui sarebbe stato preferibile avere un po’ meno i piedi di piombo? Oggi come oggi non esiste un libro che sia pubblicato con un costo inferiore alle 25.000 delle pregresse e beneamate lire quando andando a rivedere i costi di prima dell’euro era facilissimo trovare un libro di 400-500 pagine intorno alle 15-18.000 lire. Capisco che Biagi ha timore che Berlusconi non gli paghi più la pensione, ma insomma che ci dirà mai in una paginetta perchè debba accettare di pagare quella cifra di cui sopra? E non suggerirmi di ricorrere alle edizioni economiche perchè sarebbe come vedere un film che tratta dell’oggi in TV fra qualche anno. Lo so che il discorso potrebbe essere ampliato a 360 gradi ma io vorrei un tuo parere su questo specifico argomento. Sono sempre stato convinto che la cultura deve essere di tutti e non di chi può permettersi di spendere per essa. Ciò che può arricchire dentro dovrebbe essere alla portata di tutte le borse. Sbaglio a prendermela così tanto?

      Risponde Beppe

      Secondo me sbagli, Antonio, e ti dirò perché (so che verrò accusato di egoismo corporativo e quant’altro: amen). Proviamo a ragionare. Il mio “Manuale dell’imperfetto sportivo”, uscito il 6 novembre scorso, costa 15,50 euro. Il mio “L’inglese. Lezioni semiserie” uscito nel febbraio 1992 – quasi dodici anni fa! – costava 30.000 lire: stesso identico prezzo. Rilegatura e carta sono simili, e il numero di pagine non è molto diverso: 243 contro 273. Aggiungo: negli Usa i libri rilegati costano anche di più. Il mio “Ciao, America!” (Doubleday) costa 21,95 dollari; in edizione economica, 11,95 dollari.Aggiungo: solo le novità in Italia costano così. Basta aspettare un anno – talvolta meno – e lo stesso titolo si trova in economica o supereconomica, a prezzi spesso irrisori. Infine, pensa a questo, Antonio. Molti di noi spendono 15 euro per un antipasto, per due aperitivi, per un ingresso in discoteca: ma un libro, spesso, vale (diverte, appassiona, stimola) di più. Un libro rilegato può servire anche come regalo: e dimmi quanti regali si possono comprare oggi con 15 euro.Tutto questo se il libro è un buon libro, naturalmente. Se l’argomento interessa. Se l’autore piace. Ma questo dovete deciderlo voi che le leggete. Noi che scriviamo possiamo solo incrociare le dita…

    • Matteo Orlandi | 10 novembre 2003 alle 00:00

      Caro Sig.Severgnini,ieri pomeriggio mi sono recato in un supermercato,e giunto al reparto libri ho trovato”Altri Interismi”,e dato che il precedente mi aveva entusiasmato e tirato un po’ su di morale(dato che l’ho letto dopo la semifinale di Champions League dell’anno scorso),l’ho comprato e ho “perso”tutto il pomeriggio a leggerlo.A questo punto mi sono sentito in dovere di scriverle questa mail e di raccontarle la mia storia che le assicuro essere molto particolare…INTRODUZIONESono nato in una famiglia particolare dal punto di vista calcistico:padre piemontese tifoso bianconero,che,anche se non sfegato,è ben conscio della sua superiorità che mette in mostra ogni volta che io torno “bastonato”da S.Siro,o peggio da qualche trasferta,scuotendo il suo testone e con un ghigno malefico aggiunge a bassa voce:”Ma chi te lo fa fare!?”…Mia madre non si interessa di calcio,ma ultimamente la mattina qundo mi sveglio assonnato,magari per essere tornato tardi dopo aver seguito la squadra in capo al mondo,mi chiede quasi impietosita:”Com’è andata ieri sera?”…come se le facessi veramente pena per quell’inutile sforzo senza la minima speranza di essere ripagato!La domanda allora è di chi è la colpa di tutto questo.Ebbene la colpa è del fratello più piccolo di mamma,mio zio insomma:interista sfegatato da tempo immemorabile,abbonato da vent’anni a S.Siro,presidente dell’Inter Club della mia città(Vigevano),divenuto coordinatore dei club della provincia di Pavia e infine addetto alle trasferte per il centro Coordinamento Inter Club.I PRIMORDII miei primi ricordi calcistici risalgono all’età di sei anni quando il già citato zio mi portò per la prima volta allo stadio(Inter-Avellino).Da allora ci tornai altre due o tre volte…Ricordo l’ultimo scudetto come un breve flash che mi passa ogni tanto davanti agli occhi e una voce alla tv che dice:”INTER CAMPIONE D’ITALIA!”(AVEVO 9 ANNI).Poi l’interesse per il calcio ha cominciato a scemare piano piano,fino a che,probabilmente in un giorno”buio e tempestoso”sono stato vittima di un terribile incantesimo:avete presente Frodo,quello del Signore degli anelli,che,pur sapendo che l’anello rappresenta il male in senso assoluto,deve assolutamente infilarselo perchè l’uomo è comunque attratto dal male,e comunque deve provare sulla propria pelle per capire quanto una cosa sia sbagliata???Ebbene sì,allo stesso modo io mi feci catturare dal potere malefico bianconero e per qualche anno,pur continuando a mantenere un certo distacco dal calcio,alla domanda che i bambini si rivolgono spesso:”Che squadra tieni?”,il potere del male,quello strano incantesimo che avevo subito,mi faceva rispondere:”La Juve…”LA LUCEMa è arrivato il momento di raccontare di come è stato vinto “l’incantesimo del male”!Era l’anno dell’esonero di Lippi dopo la prima giornata di campionato a Reggio Calabria…La terza giornata l’Inter,passata a Tardelli,giocava in casa con la Roma che aveva già dimostrato in quelle poche partite di inizio anno di poter combattere per lo scudetto.Io allora chiesi al famoso zio di portarmi a S.Siro con lui perchè mi sarebbe piaciuto vedere quel ragazzo prodigio romano che si chiama Totti…ma,appena entrato allo stadio,l’atmosfera,i colori,il profumo di “CASA”fecero il miracolo:il”nenico”,che per lungo tempo si era annidato nel mio cuore,stava per essere sconfitto e fu definitivamente debellato all’entrata in campo di quella maglia a strisce nerazzurre che magicamente avevano riacceso un calore che da tempo non provavo:da quel momento fu amore a prima vista!!!!Da allora sono passati quttro anni in cui niente e nessuna sconfitta mi ha mai fatto dimenticare quale sia il mio più grande amore..certi giorni di grande sconforto arrivo addirittura a pensare che giornate come il 5 Maggio o le semifinali di Champions con il Milan,per citare le più dolorose,siano arrivate per scalfire il mio amore o per metterlo alla prova quanto meno:bhè non l’hanno ne scalfito ne mai fatto traballare,ma rinforzato più che mai!!EPILOGOSono 3 anni che seguo la squadra in casa(e attualmente come servizio stadio)e in trasferta(l’anno scorso ho saltato solo 3 partite).Mi auguro di non averle fatto perdere troppo tempo,e che la mia storia non sia troppo banale!!!Distinti saluti

    • Lucia | 10 novembre 2003 alle 00:00

      Come si comincia con qualcuno che non si conosce ma scrive come se fosse tuo fratello: cioe’ qualcuno che riesce a mettere le parole in un modo talmente espressivo che ti ci ritrovi e ti dici:” ma pensa e’ proprio cosi’, e’ successo anche a me!!”.Bene comincero’ con un piu’ che appropriato carissimo amico, finalmente mi sono decisa a farti i complimenti per quella intelligentissima trasmissione (e con tante bruttisime repliche che trasmetto mi meraviglio che una cosa tanto bella non si possa rivedere….(?), Luoghi comuni.Mi colpi’ molto quella sui cimiteri: non avevo mai fatto caso tutti quei fiori che si vedono in alcune curve pericolose o in alcuni incroci… Tantissime strade sono cosparse di questi piccoli ceppi commemorativi. E mi ha fatto ripensare che anche io ho avuto un amico che e’ rimasto sulla strada.Ancora adesso quando vedo i fiori in questi luoghi mi viene in mente la sua delicatissima (nel caso di questo argomento) trasmissione.Le chiedo: avra’ mai un seguito con altri luoghi comuni analizzati con tanta cura e senza ovvieta’.Cordialmente la saluto

    • Silvia | 11 novembre 2003 alle 00:00

      Ognuno sopravvive come può.I seriali: ho avuto un amante, un amico, un collega ed un fidanzato della medesima specie. Sono uomini in carriera, apparentemente brillanti, sicuri di sé, interessanti, ma senza una donna accanto sono nulla, nessuno, incapaci di una qualsiasi forma di vita. Sono in grado di saltare da una storia all’altra come un’ape sui fiori… con destrezza, leggerezza, abilità, energie e non distinguono… i loro corteggiamenti sono pressoché identici in termini di modalità, strategie, parole e così il corso della storia. Ho scoperto, a distanza di tempo, che il mio seriale aveva regalato i medesimi libri alle fidanzate precedenti, ma questo è niente. I seriali cercano conferme ed esaurite in poco tempo quelle ricevute dalla malcapitata di turno balzano in cerca di una o più amanti, virtuali e non, l’importante è che siano donne e che li credano intelligenti, interessanti e “fedeli in crisi” in cerca dell’amore della propria vita. E noi, pur sempre donne, pur sempre con l’anima delle crocerossine, pur sempre pronte a coccolare, accogliere, capire, ingenue fino al midollo, ci crediamo. I seriali trovano la loro donna sul posto di lavoro, perché per quanto siano ai vertici, per quanto la loro scalata sembri inarrestabile, per quanto manifestino il loro amore per il proprio lavoro, la vita in ufficio sarebbe insopportabile senza l’incontro fugace alla macchinetta del caffè, senza gli scambi infuocati di e-mail, senza il sesso nel parcheggio accanto all’auto dell’amministratore delegato. “Il mio ex seriale” è alla sesta donna-collega… o forse ho perso il conto. Ognuno sopravvive come può.

    • Alessandra Fravolini | 11 novembre 2003 alle 00:00

      Caro Beppe,Tramite il link ad Amazon.com posto sul vostro sito ho ordinato alla fine di settembre tre dei tuoi libri: Il manuale dell’imperfetto viaggiatore, Italiani si diventa, Italiani con valigia. Ho aspettato in trepida attesa ma invanamente l’arrivo di questi libri per piu’ di un mese. Finalmente lo scorso venerdi’ ho ricevuto un e-mail da uno dei dipendenti del signor Amazon dicendo che ci sono dei problemi con l’ordine di uno o piu’ libri che stanno rallentando la loro consegna. Insomma, che deve fare una povera ricercatrice sconfinata in Arizona per poter avere celere accesso alla lettura dei tuoi divertenti libri? Dovrei chiedere al mio caro Babbo di comprarli in Italia e portarmeli quando verra’ a trovarmi per Natale? O posso ancora sperare sull’efficienza dello shopping su internet ….tanto agoniato da chi vive in queste terre poco accessibili al consumo di cultura internazionale?Accetto sportivamente qualsiasi risposta purche’ sia illuminante.

      Risponde Beppe

      Cara Alessandra, ho girato l’email a un amico italiano che lavora dentro Amazon, e ci tiene che il servizio funzioni. In attesa di soluzione, puoi rivolgerti a http://www.internetbookshop.it – hanno tutti i miei libri e li spediscono anche negli Usa.

    • ? | 13 novembre 2003 alle 00:00

      Gentilissimo Beppe,sono al terzo suo libro. Ho già divorato Il Manuale dell’Uomo Domestico, il Manuale dell’Imperfetto Viaggiatore e per ultimo iI Manuale dell’Imperfetto Sportivo; sto covando l’intenzione di leggere Inglesi, Un Italiano in America, Un Italiano in Britain e già che ci siamo anche Interismi e altri Interismi.Mi posso definire una sua lettrice affezionata? Senza superbia e senza modestia dico di sì.Intervallo letture più complesse, letterature straniere e orientali alla levità dei suoi manuali.Sogghigno e rido di gusto alle sue definizioni, all’amore per gli acronimi e per gli animali e per il genere umano (credo in ordine inverso).Sono quasi sicura che la prossima bolletta della Telecom mostrerà a chiare cifre una telefonata col fidanzato lontano, in cui leggevo intere parti tratte dall’Imperfetto Sportivo. Per uno di Chiavari, tifoso da sempre della Samp, e con genitori Juventini (questa non l’ho mai capita!), sentire Beppe Severgnini da Crema, che snocciola date e nomi cari al suo immaginario calcistico è una bella sorpresa.

    • M. Novella Loppel Paternolli | 14 novembre 2003 alle 00:00

      Egregio Severgnini,ho appena acquistato il suo ultimo libro “Manuale dell’imperfetto sportivo”. L’ho letto in parte e mi è piaciuto molto, non solo per il contenuto ma anche per la bella e simpatica veste tipografica, che è importante; un buon libro è come una bella donna: per quanto bella sia viene apprezzata di più se indossa un bel vestito. Tornando al contenuto posso dirle in sintesi che mi mette allegria, oltre che essere un testo bello e piacevole. Complimenti e auguri di buon proseguimento.

    • CRISTINA MANENTI | 17 novembre 2003 alle 00:00

      Gentile Sig. Severgnini,sono una sua affezionata lettrice di 25 anni che è alle prese con la tesi in sociologia del turismo.Ieri sono stata a colloquio con la docente che mi seguirà nella tesi e le ho proposto come titolo “l’abbiagliamento dei turisti”.Riesce ad indovinare chi mi ha suggerito il titolo?!? Proprio Lei con il suo “Manuale dell’imperfetto viaggiatore”!Naturalmente è un argomento molto vasto e devo circoscriverlo ai soli turisti inglesi e ad un determinato periodo di tempo che ancora non ho deciso.Ora il problema:incontro non poche difficoltà a reperire il materiale sufficiente perchè questa tesi sia realizzabile; data la sua grande esperienza non mi saprebbe indirizzare sulla strada giusta?La ringrazio di cuore e spero di riuscire “nell’impresa”, così nella prossima edizione del “Manuale dell’imperfetto viaggiatore” dovrà correggere la frase in cui dice che probabilmente nessuno si è occupato di una tesi sull’abbigliamento dei turisti!

      Risponde Beppe

      Salve Cristina. Avrei bisogno di saperne di più (quale università, quale professore?). Nell’attesa, butto lì qualche suggerimento. Non limitarti ai turisti inglesi: occupati del turista occidentale in genere. Cerca di dare alla tesi una prospettiva storica (com’è cambiato l’abbigliamento del viaggiatore dai tempi Grand Tour a quelli dell’Inclusive Tour?); e poi spiega qual è il retroterra culturale dell’abbigliamento del turista moderno (in sostanza: perché cavolo si veste così?). Procurati i volumi americani che cito in “Italiani con valigia” (per esempio,  Thorstein Veblen, “The Theory of the Leisure Class”). Ma leggi anche autori umoristici moderni  come P.J. O’ Rourke (“Holidays in Hell”), Bill Bryson (“Neither Here nor There”) o Dave Berry. In sostanza, cerca di unire l’analisi accademica all’intuizione giornalistica. Magari scoprirai alcuni dei misteri che ancora circondano l’argomento. Per esempio: perché gli italiani, unici al mondo, vanno in giro col “golfino” sulle spalle?

    • Michèle Brown | 17 novembre 2003 alle 00:00

      Io sono da anni una fan di Beppe Severgnini. Ho letto tutti i suoi libri con immenso piacere. Mi piace il suo buon senso e la sua ironia. Vado subito a comprare l’ultimo!…

    • carmen | 17 novembre 2003 alle 00:00

      Caro Beppe,sono una “giovane”lettrice. Ho 23 anni.Sono al suo quarto libro. Ho letto “Inglesi”, “l’inglese”, “Manuale dell’imperfetto viaggiatore” ed ora sto leggendo “Un italiano in America”. Tutto questo nel giro di un mese.Mi considero una lettrice pigra. Sto dei mesi per leggere un libro e poi quando trovo un autore che mi piace sono capace di passare le notti sveglia.Sono così se uno scrittore mi piace e non sto bene finchè non ho letto tutti i suoi libri.Sul comodino ho già “Italiani con valigia”.e nel pomeriggio andrò a prendere gli altri, tranne quelli sull’Inter. Per una di fede bianconera sarebbe troppo. Che dice?Quest’email solo per farle i complimenti. Scrive in modo semplice e con ironia. mi piace molto il suo stile. Nonostante abbia fatto l’itc e non abbia una cultura letteraria molto vasta, talvolta mi piace abbinare i classici, a qualcosa di più rilassante come i suoi libri.Dopo una giornata di lavoro Lei è l’ideale per evadere un po’.Complimenti. Spero che continui a scrivere per molto tempo. Forza juve!!!!!Cordialmente,