I notai non sono simpatici a tutti

(dal Corriere della Sera)

Annuncia il governo: per le transazioni relative a beni immobili a uso non abitativo fino a 100mila euro, e la costituzione di alcune società (srl semplificate e società semplici), non ci sarà più bisogno del notaio. Potremo rivolgerci agli avvocati, anche riuniti in società di professionisti, magari con una banca come socio di capitale. Avvocati, banche, notai. C’è chi è contento, e chi no. Indovinate.

I notai non sono simpatici a tutti. Guadagnano molto (meno di un tempo), spendono parecchio, dialogano poco. Il vecchio notaro col mantello al ruota era un punto di riferimento sociale; il nuovo notaio va in barca con altri notai. Centinaia di sedi sono scoperte. I concorsi sono selettivi ma caotici: prima d’annunciare i risultati delle prove scritte, è stato indetto un nuovo concorso. Questo ha indotto i candidati a ripresentarsi, intasando il sistema.

I notai sono deboli nelle pubbliche relazioni. Chi guadagna molto non deve giustificarsi; ma deve spiegarsi. I notai l’hanno fatto poco. I costi elevati sono dovuti, in gran parte, alle tasse che riscuotono per conto dello Stato. I notai pensavano d’essere garantiti dalla competenza e dai referenti politici. La prima non sempre è riconosciuta, i secondi vanno e vengono. Stavolta sono andati.

Ma i notai servono. Sono pubblici ufficiali, quindi figure terze.  Sono professionisti preparati. Il sigillo, nel Paese del Pressapoco, è una garanzia. Compravendite, donazioni e successioni – i passaggi più delicati della nostra vita patrimoniale – sono in mani sicure. I Paesi dove il notariato non esiste – Regno Unito, ad esempio – hanno un’amministrazione efficiente e tribunali spicci. Infilare le controversie immobiliari nell’imbuto giudiziario italiano? Auguri.

Non solo. Aggirando il notaio aumenta il rischio di frodi identitarie (è  già accaduto dopo l’esclusione delle volture delle autovetture) e di confusione ipotecaria: una concausa della crisi dei mutui americani, e sappiamo quanto ci è costata. Rischieremo truffe per vendite di beni non di proprietà del venditore, e riciclaggio di denaro attraverso la costituzione di società con capitale inferiore a €20.000. Chi può, perciò, ricorrererà ancora al notaio; chi non può, andrà altrove. Due Italie anche qui: come se non ce ne fossero abbastanza.

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I VOSTRI COMMENTI
    • carla atella | 11 marzo 2015 alle 14:23

      IL processo di rottamazione, che tanto piace al primo ministro italiano e che non ha lasciato indenni neppure le Sacre Sfere – penso a Papa Benedetto XVI -, sta procedendo in maniera avventata… chi saranno i SOMMERSI questa volta?

    • Loris intordonato | 28 aprile 2015 alle 11:21

      finalmente una signora seria che non partecipa alla messa in scena generale che tanto sta scialacquando i cervelli degli italiani. Un commento DOC SALUTI CARLA ATELLA

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