Lezioni Americane 2.0

(dal Corriere della Sera)

Dagli USA impariamo molte cose, e spesso sono le cose sbagliate. Esistono tuttavia alcune lezioni sottintese, e sono le più utili. Speriamo che Matteo Renzi, nel suo viaggio californiano, le abbia colte. Non ha molta esperienza dei luoghi, ma è curioso ed è stato ben guidato: dovrebbe bastare.

SEMPLICITA’ Ogni parola, norma, richiesta e condizione superflua non è soltanto inutile: è dannosa. So che gl’italiani d’esportazione l’hanno spiegato al Presidente del Consiglio, tra un selfie e una pacca sulla spalla. C’è gioia nell’avere un’idea, costruire un progetto, realizzarlo in tempi ragionevolmente brevi.

VELOCITA’ C’è frustrazione se quel progetto viene bloccato o rallentato. Gli ostacolisti italiani hanno investito nella ripetizione stanca e nelle consuetudini inefficienti. La velocità è la loro grande nemica: toglie pretesti e rendite di posizione.  Ieri ho visitato Talent Garden a Brescia: California prealpina, allarga il cuore.

ENTUSIASMO Un fallimento, in America, non è una catasfrofe. Anzi: vuol dire che, almeno, uno ci ha provato. In Italia non lo abbiamo capito: per il codice civile e per l’opinione pubblica, chi ha fallito (una volta) è un fallito (per sempre).

GENEROSITA’ “La generosità è una forma di potere” confida Kevin Spacey/Frank Underwood in “House of Cards”. I colossi del web, assai egoisti quando si tratta di imposte e profitti, hanno capito che coinvolgere nuove generazioni significa avvalersi di nuove idee. Un venticinquenne non pensa come un cinquantenne. Non pensa meglio e non pensa peggio. Pensa diverso e nuovo.

LEARNING Lo scriviamo in inglese, perché occorre impararlo. Molte cose si possono intuire e improvvisare. Una lingua, no.

INVESTIMENTO Noi abbiamo scoperto l’America (1492), ma da allora l’America ha scoperto molte altre cose. E non ha mai rinunciato a investire. Le grandi università sono la prua della nazione. Stanford ha preso la rotta delle computer sciences, MIT quella dell’energia e dei nuovi materiali, Harvard è all’avanguardia nelle biotecnologie. A Trieste, Genova, Milano, Roma, Pisa, Padova, Pavia (e non solo) potremmo fare lo stesso. Le teste ci sono. Ma occorrono risorse, fantasia imprenditoriale, onestà, serenità.

AVVENIRE!  L’America tutta, e la costa ovest in particolare, pensa che il futuro abbia un buon profumo. Spesso noi giriamo naso, occhi e cuori all’indietro.

Lezioni Americane 2.0. L’acronimo – ve ne siete accorti? – è S.V.E.G.L.I.A.! Quella di cui l’Italia ha bisogno, come dimostra la grottesca discussione sul lavoro. Il timore, infatti, è che molti di noi abbiamo scelto: meglio un sonno dolce e un declino languido. La risalita, com’è noto, costa fatica.

 

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