Cinquanta sfumature di noia

“Trattengo il fiato. Sono Eva nel paradiso terrestre, lui è il serpente, e io non so resistere”. Questa frase, da sola, autorizza a lanciare il libro oltre la finestra, stando attenti a non colpire un passante.

Eppure chi passa in libreria è rimasto assai colpito – metaforicamente – da “Cinquanta sfumature di grigio”. Molti sono entrati apposta. Il romanzo dell’inglese E L James (Erika Leonard), londinese, moglie e madre di due figli, è diventato un clamoroso bestseller. Nessuno, neppure J. K. Rowling con Harry Potter, aveva venduto così tanto in così poco tempo. In Italia, le variazioni cromatiche della serie (grigio, nero, rosso) occupano le prime tre posizioni nella classifica dei più venduti.

Bisogna capire perché questo accade. Cosa non facile: per provarci, infatti, occorre leggere almeno uno dei tre libri. E un romanzo dove la “vocina interiore” (sic) della protagonista viene indicata con virgolette diverse è impegnativo. Se poi lui si chiama Christian Grey e veste di grigio; se lei vuol sembrare tosta e si chiama Anastasia Steele (acciaio); se lui suona il pianoforte, pilota l’elicottero e danza come un ballerino; se loro si scambiano mail indicando nell’oggetto “impaziente” e “prepotente!” – be’, la faccenda si fa dura.

Non solo: le 548 pagine di “Cinquanta sfumature di grigio” grondano considerazioni romantiche e descrizioni sessuali. Non ci crederete: le prime turbano di più. E il genere, nel complesso, obbliga a chiedersi cosa stia accadendo alle femmine e ai maschi occidentali.

Primo sospetto: il pornoharmony ha sdoganato la pornografia. Chiunque, senza imbarazzo, può acquistare in centro o sul lungomare un prodotto che, fino ad ieri, era confinato sul retro delle edicole o arrivava a casa in busta anonima. La pornografia può non piacere, e spesso riesce ad essere disgustosa; un consumo massiccio è sintomo di disturbi seri. Ma in dose omeopatiche è una delle molte astuzie dell’evoluzione della specie. La violenza insensata che riempie i nostri schermi, diciamolo, non è meglio.

“Cinquanta sfumature di grigio” si presenta come un romanzo d’amore. Una lettrice, Laura R., mi scrive paragonandolo a “Jane Eyre” di Charlotte Brontë (“Fanciulla innocente si innamora di un uomo ricco e potente che nasconde un tremendo segreto”). In effetti, ripeto, è parapornografia letteraria. Eccessi inguinali e sintattici in rapida successione. C’è più erotismo in una virgola di Henry MIller che in cinquecento pagine di Ms Leonard/James. E quando l’autrice decide di concedersi una pausa narrativa, paradossalmente, è peggio. Il contratto con cui Il Dominatore (Grey) vuole vincolare la Sottomessa (Steele) è talmente ridicolo da diventare patetico. Quando, dalle clausole, i due passano alle fascette stringicavo, non parliamone. Ferramenta dell’amore. Se vi piace il genere, compratevi due Barbie e il Meccano.

Lui ha ventisette anni, lei ventuno. Non si tratta dell’uomo maturo che irretisce la ragazzina, com’è stato scritto (e come sogna l’imprenditore  nostrano infatuato della stagista). Lui è un übercapitalista di Seattle, lei una studentessa ingenua di Portland: due parodie. Lui firma le mail più intime con “Christian Grey, Amministratore delegato, Grey Enterprises Holdings Inc.”. Lei, invece di farsi una risata, commenta: “E’ così schiacciante, un vero maschio alfa”. Lui, al culmine dell’impegno amoroso, mormora: “Sei. Così. Dolce. Ti. Voglio. Da. Morire”. Una donna può apprezzare lo sforzo atletico, ma non accetta questa punteggiatura.

Secondo sospetto: il sesso virtuale ormai sostituisce il sesso reale. Se ne parla spesso, se ne vede molto e ora se ne legge un sacco; ma se ne pratica poco. Siamo una società ipereccitata e ansiosa, regredita all’adolescenza. Le italiane che, sulle spiagge, divorano le “Cinquanta sfumature”, diano un’occhiata alla sdraio di fianco. Vedranno un italiano che, appena scorge un gluteo o il gancio di un reggiseno, spia, legge, lavora di telecomando e di mouse. Guai a chi nega: la classifica dei “più letti” su tutti i siti è lì a dimostrarlo.

P.S. Gli amanti del genere “mummy porn” sappiano che la signora Leonard sta facendo proseliti. A Londra spopola “Bared To You” (Spogliata per te) di Sylvia Day, primo volume di una trilogia. Il libro ha venduto 50mila copie nella prima settimana; e già 500mila negli USA. L’autrice sta trattando i diritti cinematrografici e dice di sognare Scarlett Johansson nella parte della protagonista. Non farlo, Scarlett! La ragazza con l’orecchino di perla non può diventare la signora con i moschettoni d’acciaio.

I VOSTRI COMMENTI
    • Maria Concetta Ghionna | 18 settembre 2012 alle 22:49

      Purche’ se ne parli, nel bene o nel male. E noi ne stiamo parlando….. Ma mentre noi parliamo, c’è chi agisce, al di fuori della Letteratura; e’ notizia della scorsa settimana: una donna ha firmato un contratto con suo marito, nel quale ha dichiarato di concedersi come sua schiava, di sottostare ad ogni desiderio ( di tipo sessuale) del coniuge; inclusi l’essere legata, incatenata, annessi e connessi…….. Finalmente stanca, ha sporto denuncia. 50 sfumature di squallore, di amarezza, di tristezza. Infinite sfumature di umiliazione…..

    • mirko belviso | 14 febbraio 2013 alle 19:13

      Salve a tutti, il libro non l’ho letto, mi interessano altri generi, ma da ciò che si deduce dall’articolo suddetto: è che viene rappresentata un modello di vita che è sempre esistito. La vita è fatta di tante sfumature che piacciano o meno, poi noi uomini mettiamo limiti, li giudichiamo, li amiamo. Se una donna o un uomo accettano in maniera volontaria di fare una cosa che si vuole, sarà pure sbagliata, ma il Signore vuole che avvenga, nulla si può mettere contro, infatti il libro è stato scritto e poteva suscitare interesse a anonimato, na questa è un altro capitolo della vita umana.

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