Intervista a www.acidopolitico.com

  1. Dott. Severgnini, lei cura da quasi dieci anni la rubrica “Italians” sul sito del “Corriere della Sera”. Molti lettori le scrivono, si lamentano, criticano, discutono. Lei che idea s’è fatto di questo Paese?
Intelligente (troppo), intuitivo (al punto da trascurare programmi e progetti), inciuciesco (galleggia sui conflitti d’interesse), immobile, ideologico, individualistico. Però generoso, geniale, gentile, gustoso, grintoso. 
  1. E cosa pensano gli stranieri dell’Italia?
Stessa roba.
  1. Come giudica il fenomeno del “grillismo”?
Quello delle scalate bancarie o il capo-popolo ligure? Scherzi a parte: Beppe Grillo esprime un disagio, ma non può offrire soluzioni.
  1. Se la sente di dare un voto a questi due anni del governo Prodi?
Direi 5/6. Il 6 è per aver fatto pagare le tasse a chi non l’aveva mai fatto. Il 5 per essersi intestarditi a chiamare “alleanza” quell’armata brancaleone. 
  1. Si sbilanci: tra Berlusconi e Veltroni chi preferisce al governo? Per quale motivo?
Niente “endorsement”: l’Italia è una nazione partigiana e non li capisce.
  1. Poche settimane fa, lei ha scritto: “Il dramma della politica italiana è questo: si concentra sul processo, non sui risultati”. Può spiegarne il senso?
MI sembra ovvio: il processo politico (partiti, colazioni, cariche, discussioni, scissioni, litigi, annunci, etc) assorbe tutte le energie. Aggiunga due Camere a specchio, ovvero: impotenza alla seconda potenza. 
  1. Lei andrà a votare o si asterrà?
Voterò, ovvio. Mi turerò il naso, gli occhi (non per vedere certe facce), le orecchie (per non ascoltare promesse vane e bugie), la bocca (per non imprecare). Ma voterò il meno peggio. L’astesione è uno sfogo: ma non serve a NIENTE (lo prova la storia democratica, non solo italiana)
  1. La carta stampata sta svolgendo in modo sufficiente il suo ruolo in questa campagna elettorale
Mi sembra di sì, cos’altro dobbiamo fare? Certo, sarebbe bello se i candidati prendessero i giornali e ne facessero cappellini da muratore, ma non hanno abbastanza fantasia.
  1. Cosa pensa dell’endorsement politico dei quotidiani? Dovrebbero farlo anche in Italia?
Vedi risposta 5.
  1. La Chiesa interviene troppo negli affari politici dell’Italia?
La Chiesa – dal Papa ai parroci – dica quel che vuole, quando vuole, come vuole e dove vuole. Ne ha il diritto e, probabilmente, il dovere. Libera Chiesa in libero Stato, no? I cattolici prenderanno atto, poi decideranno liberamente (lo faceva anche De Gasperi, non possiamo farlo noi?). Tutto questo, devo dire, non mi preoccupa. Mi preoccupano di più i   “guelfurbi” (guelfi+furbi) sempre pronti ad appiattirsi come zerbini, per convenienze e interessi propri (non sempre confessabili). Applaudono la guerra, e difendono la vita. Hanno donne e donnine, e fanno i paladini della famiglia. Rubano, e sventolano i comandamenti. Questi personaggi sono in aumento, e la cosa si sta facendo irritante.
  1. Favorevole o contrario all’eutanasia?
E’ una risposta che non si può dare in un questionario (ed è una domanda che non si dovrebbe fare così).
  1. E sull’aborto, qual è la sua posizione?
Vedi sopra.
  1. La sicurezza è di destra o di sinistra?
Domanda non degna di un intervistatore fin qui brillante. La risposta è tanto ovvia che mi rifiuto di darla.
  1. Esiste un problema immigrazione in Italia? Se sì, quali soluzioni propone?
Certo che esiste. Ma l’immigrazione, se gestita bene, resta una risorsa, non un problema. Certo: bisogna spiegare a chi arriva che ai diritti corrispondono i doverI; ed essere severi, quando occorre (becco uno spacciatore fuori da una scuola, e lo caccio immediatamente dal Paese). Ma gli xenofobi fanno ridere: hanno la badante filippina, mangiano cibo cinese, camminano su strade pulite da africani e magari hanno anche la ragazza ucraina. Siamo seri, per favore.
  1. Darebbe il diritto di voto agli immigrati per le amministrative?
Certo, dopo qualche tempo di residenza e buona condotta. Tremonti non è d’accordo; ma lo fa solo per tenersi buoni gli alleati della Lega.
  1. L’Italia è un paese dove vincono i furbi?
Faccio finta di non aver sentito la domanda.
  1. E lei, ha restituito poi la penna rubata in Australia – ne ha parlato in un articolo – o la tiene per sé?
Non era rubata davvero: era di quelle che regalano negli albergo (suvvia!).
  1. Barack, Hillary o McCain: quale sceglierebbe come prossimo presidente degli Stati Uniti?
Obama. Hillary è troppo tenera e McCain troppo inesperto (di economia e modernità in genere). Solo un Paese spaventato potrebbe affidargli la presidenza.
  1. Lei si è speso molto, dalle pagine del quotidiano di via Solferino, per risolvere le stragi dei week-end nelle strade italiane. Ritiene sia cambiato qualcosa?
Più controlli, ma non ancora abbastanza. Comunque non è merito mio.
  1. Molti parlano della “lobby dell’Alcool” che finisce per incidere nelle politiche governative del nostro paese. Lei crede a questa denuncia?
Diciamo che i gestori dei locali non sono filantropi. E i produttori di alcolici sono miopi: non capiscono che, così facendo, si tireranno addosso misure di tipo nord-europeo (sta già accadendo).
  1. Come descriverebbe la generazione che andrà a prendere le redini nel futuro prossimo?
Coraggiosa. Non sarà una corsa al trotto, ma un rodeo.
 
  1. Se dovesse profilare un futuro per questo paese, in lei c’è ottimismo o pessimismo?
Ottimismo moderato e immotivato.
  1. Cosa devono fare le giovani generazioni per guardare positivamente al futuro?
Smettere di lamentarsi, anche se ne hanno motivo.
  1. Per chiudere: l’Inter viene accusata di avere avuto molti vantaggi arbitrali in questo campionato. Lei – da tifoso interista – concorda con quest’affermazione?
L’Inter nel 2008 è stata addirittura danneggiata (un paio di espulsioni frettolose, il gol della Juve a San Siro in netto fuorigioco). Ma nel 2007 – è vero – è stata un po’ favorita. Di certo, non ha fatto nulla perché ciò accadesse. A differenza di un paio d’altre squadre, per diversi anni.
I VOSTRI COMMENTI
    • giuseppe | 11 giugno 2012 alle 16:04

      mi sembra una intervista a un qualsiasi democristiano . non rispondere. non avere idee personali. essere senza colore. Servegnini sembri il cugino bruttto di Casini

Lascia il tuo commento