Espressioni impressionanti

ASSOLUTAMENTE Sì Assolutamente no. Basta sì (sei volte più corto).

IN TEMPO REALE Esiste un tempo irreale? In tempo reale vuol dire subito o contemporaneamente. Usiamo queste espressioni, sono meno artificiali.

MISSION e VISION La prima lasciatela ai missionari, l’altra agli ottici. Spiegate invece cosa volete fare, che è meglio.

PRECIPITAZIONI ATMOSFERICHE Pioggia televisiva: evitatela.

STRAORDINARIO È l’aggettivo più ordinario in circolazione. Notevole, insolito, sorprendente, inatteso, eccellente, speciale, strepitoso, formidabile, sbalorditivo, fantastico, fenomenale, mozzafiato: guardate quante possibilità offre la lingua italiana.

I VOSTRI COMMENTI
    • Giovanni Rufi | 19 giugno 2012 alle 23:05

      Assolutamente straordinario! Non posso esimermi dal commentare in tempo reale!
      A parte gli scherzi, io tradurrei questi consigli nel vecchio “parla come magni”, e non c’è niente di più semplice e saporito del buon vecchio pane e salame.

    • Antonella | 19 settembre 2012 alle 13:54

      Non penso di sbagliarmi, ricordando che i primi ad utilizzare (o abusare?) in TV del termine “assolutamente” (molte volte non specificando nè il successivo sì nè il no)furono i ragazzi del Grand Fratello … ecco: non c’è bisogno che continui. E’ già tutto chiaro!!! (Scusate l’abuso di punti esclamativi, ma non ne posso fare a meno).

    • armando damiani | 21 gennaio 2013 alle 18:36

      E vogliamo tacere l’uso sciagurato dell’avverbio “piuttosto” usato, come moda comanda, a mo’ di disgiuntivo al posto di “o”, “ovvero” e via disgiungendo? Poi c’è il linguaggio “contaminato” da un politichese “identitario”, ma quella è un’altra triste vicenda.

    • Mario Signorelli | 20 ottobre 2013 alle 10:27

      Concordo su tutto, tranne che su “in tempo reale”: si dice per distinguere, in campo informatico, un dato aggiornato immediatamente da uno che verrà aggiornato successivamente, per cui dire per es. “il mio estratto conto è aggiornato subito” a mio parere non rende l’idea.
      Cordialmente, Mario Signorelli. Pavia, 20 ottobre 2013

    • Mario Cei | 24 settembre 2014 alle 16:34

      Concordo su tutto. Del resto, uno dei libri che cito ad esempio in qualche mio seminario di comunicazione è: “L’italiano, lezioni semiserie”. Mi piacerebbe parlarne con l’autore e prenderlo come spunto per uno spettacolo teatrale.
      Se devo fare una scelta, nello stupidario dell’oggi, trovo che una delle piaghe maggiori sia il “piuttosto che” usato a sproposito. Quando poi lo sento dire in TV, vado su tutte le furie!
      Maio Cei. Milano 24 settembre 2014

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