Quand’è tempo di lasciare la Ritmo in garage (dal Corriere della Sera)

Ho pensato che toglierci la patente a 80 anni fosse una buona idea. Fin qui, tutto bene. Solo che l’ho detto e scritto. Lettere, proteste, obiezioni: ho capito che la questione è delicata come i nonni e i ricordi. Coinvolge ragione ed emozione, autostima e indipendenza, illusioni e finzioni. Roba da maneggiare con cura.


Non ho cambiato idea, però. A 85 anni ritmi e riflessi non sono quelli di una volta, occhi e orecchi nemmeno. L’immagine di una persona anziana che procede lentissima al centro della carreggiata, s’immette alla moviola nel traffico, affronta svincoli tra selve di segnali,  non è solo malinconica: è preoccupante.

Dico subito che mio padre – gennaio 1917, polemico e in forma –  dieci anni fa s’è presentato a noi figli annunciando: "Ecco le chiavi dell’auto. Vado troppo piano e gli altri vanno troppo forte. E poi mi distraggo". Sorpresa, sollievo e ammirazione: perché non tutti gli anziani, e ben pochi padri, accettano il tempo che passa.

Siamo stati fortunati. Potrei raccontare però di genitori di amici che non mollano l’auto a 90 anni, seminando panico in famiglia e sulle strade. Di nonni che s’offendono, se qualcuno mette in dubbio la loro guida e la Fiat Ritmo, e sventolano l’assicurazione e la tessera ACI. Di conoscenti che ormai evitano ogni situazione di difficoltà – la notte, la pioggia, la nebbia – e vogliono convincerci a fare altrettando, spiegando che il problema è il mondo di fuori: non la data sulla loro carta d’identità.

Obiezione di alcuni lettori: i giovani fanno più incidenti! E noi anziani non siamo tutti uguali! "Rifiutare la patente a un ultraottantenne dichiarato idoneo alla guida significa togliergli l’autonomia e accorciargli la vita", scrive Armando Cristini a Sergio Romano.  I giovani: certo. Bere e guidare sono una vergogna che diventa tragedia: il "Corriere" lo scrive da anni. E solo la pelosa pigrizia parlamentare ha impedito di porre limitazioni per i neo-patentati. Ma per i giovani è una questione di comportamenti, stavo per dire di software; per  gli anziani un problema di hardware.

E qui arriviamo al punto dolente: un ottantacinquenne dichiarato ideoneo alla guida quasi mai è idoneo alla guida. In Italia tutto s’aggiusta, molto si concorda, qualcosa si compra. Le prove d’idoneità sono spesso una formalità: ci vede, ci sente? Riflessi ok? Bene, ecco la patente per altri tre anni. E chi ci vede poco e ci sente male, che fa? Va dal vecchio amico medico, perché sai, non può dirmi di no.

Togliere la patente a 80 anni è un’ammissione d’impotenza. Lo Stato italiano sa di non poter valutare caso per caso, con coscienza ed efficienza (sarebbe la soluzione migliore). Propone perciò una barriera. Fermerà qualche anziano davvero idoneo, e dispiace. Ma bloccherà molti  guidatori ormai pericolosi per sé e per gli altri, troppo orgogliosi per ammetterlo. I figli tireranno un sospiro di sollievo. Gli automobilisti che non li incontreranno più in mezzo agli incroci, pure.

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