Su un treno da Berlino a Palermo da http://blog.corriere.it/berlino-palermo

Gli voglio bene. Quest’uomo non sa più cosa inventare per movimentare il viaggio tra Berlino e Palermo. Scendiamo dal taxi – mancano venti minuti al treno da Milano per Napoli-Lamezia – e Mark annuncia, serafico, che ha perso l’iPhone nel taxi. Scatta la Solidarietà Italiana Personale (SIP), l’unica forma di protezione civile che non abbia mai generato scandali.


Ugo, nostra interprete e soccorritrice, chiama il telefono smarrito, sperando che qualcuno risponda. Gianni si precipita con la telecamera intuendo – correttamente – che succederà qualcosa di bizzarro, educativo e spettacolare. Chiamo il 4040, rintraccio la prenotazione e la giovane taxista che ci ha raccolti in via Foppa alle 9.10 e portati in Centrale. Risponde alla terza telefonata e si offre di riportare l’iPhone invertendo al rotta, per non farci perdere il treno; i nuovi clienti hanno capito la situazione, e non hanno nulla in contrario.

La taxista arriva, brandendo l’oggetto del teutonico desiderio. Mark Spörrle – giornalista, scrittore, viaggiatore – è commosso, ha riavuto il telefono e non perderà il treno. "L’Italia è wunderbar!" esclama, mentre Ugo si riprende dall’ennesima prova. Io penso: hai ragione, Mark. Dateci un’emergenza e siamo splendidi. E’ con l’ordinaria amministrazione che abbiamo qualche problema.

Come la stazione Centrale, del resto. I giorni della nube (islandese) hanno evidenziato l’imprevidenza (italiana). Folle dirottate verso i treni, amplificando i  problemi d’accoglienza: niente sale d’aspetto, solo un minuscolo bar, niente wi-fi, bagni a gettone, biglietterie automatiche fuori uso, scale mobili labirintiche, pensate per negozi che (ancora) non ci sono. Un peccato, perché gli Eurostar sono qualcosa di cui andare orgogliosi: c’è un’Italia, ogni giorno più larga, che viaggia e lavora a 250 km/h. E ha scoperto che l’improvvisazione è bella. Ma anche l’efficienza offre i suoi vantaggi.

Anche noi lavoriamo: quattro computer accesi, quattro telefoni caldi, quattro cuffie in testa e quattro teste chine. Gianni monta i suoi filmati, Ugo traduce. Mark, come me, scrive.  Scrive.  Scrive.  Scrive bene, come dimostra il blog (bilingue) sul sito del Goethe-Institut.  Ma scrive veramente tanto. Oggi, da Milano a Napoli, ha prodotto l’equivalente di un capitolo dei Buddenbrook. Ogni tanto si scuote, si guarda intorno ("Quel capotreno è troppo bella! Secondo me è una modella"). Poi torna a scrivere. Ugo, che dovrà  tradurre tutto, pensa al futuro, chiude gli occhi e s’addormenta. Forse sogna la prossima mossa di Mark. Una valigia dimenticata sulla Freccia del Sud? Banale. Un gara di scioglilingua tedeschi tra bambini calabresi? Già più interessante. Un tuffo dal traghetto per Messina? Ecco: questo sarebbe spettacolare.  Gianni è pronto:  già gli brillano gli occhi.

Questo è  un post  dal blog "Berlino-Palermo", viaggio proposto dal Goethe-Istitut in Italia, con Mark Spörrle, scrittore e giornalista di Die Zeit, Gianni Scimone (riprese per Corriere.it) e Soledad "Ugo" Ugolinelli (interprete e  traduttrice).  Video http://www.corriere.it/cronache/speciali/2010/berlino-palermo/

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