17 motivi per cui Ibra può andare (dal Corriere della Sera)

Diciassette motivi – tanti quanti gli scudetti dell’Inter – per cui Zlatan Ibrahimovic può andarsene a Barcellona (Eto’o permettendo):


1  Perché vuole andarci.

2  Perché "vuole provare qualcosa di nuovo" (anche noi: per esempio, vincere la Champions).
 
3  Perchè c’è chi si cura il mal di pancia coi fermenti lattici, e chi deve fare una passeggiata sulle "ramblas"

4  Perché adesso vediamo cosa sa fare Mourinho (vincere lo scudetto con Ibra? Ci riusciamo anche voi, io e Zaccheroni).

5  Perché Zlatan, finché è rimasto, è rimasto per passione e per soldi. Mica perché "gliel’aveva ordinato Dio".

6  Perché non potevamo lasciare al Milan l’esclusiva della partenze drammatiche e lacrimose.

7  Perché l’Inter non è un carcere. Le strisce bianconere verticali le indossa qualcun altro.
 
8  Perché una squadra di calcio è un "reality", e Zlatan s’è fatto la "nomination" da solo.
 
9  Perché, comunque, aveva esaurito lo spazio per il tatuaggio del prossimo scudetto.

10  Perché  noi piccoli tifosi  abbiamo il dovere di essere riconoscenti, e i  grandi calciatori hanno il diritto di mostrarsi  irriconoscenti.
 
11  Perché, partiti Ibra e Maxwell, per un po’ non sentiremo parlare dell’agente Raiola.

12  Perché Zlatan, per punizione, dovrà imparare il nome del direttore tecnico del Barcellona: Aitor Txiki Begiristain. Marco Branca era più facile.

13  Perché adesso Balotelli, per litigare con un giocatore dell’Inter, deve procurarsi uno specchio.

14  Perché il centravanti appena acquistato dal Genoa non rischia di diventare il Milito Ignoto.

15  Perché diamo qualche possibilità ai rivali: vincere facile non ci dà più gusto.

16  Perché Moratti, da oggi, è un miliardario meno povero.

17  Perché va bene così.

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