Tornando in un Paese psichedelico (dal Corriere della Sera)

Torno dagli Stati Uniti e volevo raccontarvi di case invendute sotto il sole d’aprile, della crisi dell’auto, degli amici americani che hanno smesso di fare gli spiritosi quando parlano della nostra Fiat. Descrivere la Forgotten Coast, la "costa dimenticata" a nord-ovest della Florida, dove i rednecks della Georgia e dell’Alabama scendono al mare. Parli di "influenza suina" e ti guardano storto: hot dogs con la febbre?

Volevo raccontarvi di queste cose, ma lo farò la prossima volta. Mi sembra, rientrando in Italia,  che le urgenze siano altre. Ad esempio: perché quella signorina lo chiama "papi"?

Siamo ormai un Paese psichedelico, guidato da un leader escatologico, con tratti bulimici. I fini ultimo del nostro primo ministro sono misteriosi, ma le sue trovate sono tali e tante da sconfiggere la presunta perfidia dalla stampa estera. "Divertimento dell’imperatore"? Signora Veronica, questa è pop art! Se un corrispondente straniero scrivesse che l’organizzatore del G8 cambia l’agenda per volare a Napoli e partecipare alla festa di una diciottenne in discoteca, in redazione non gli crederebbero.

Neanch’io volevo crederci, mentre scendevo sopra il Piemonte allagato, arrivando dalla notte atlantica. Confesso che non potevo immaginare la nomina di Mara Carfagna, ma poi è successo. Ero incredulo alla notizia che le gemelle De Vivo, fugaci apparizioni all’ Isola dei Famosi, fossero ricevute per un’ora a Palazzo Grazioli (prima di un ricevimento a Villa Taverna dall’ambasciatore americano): ma è accaduto. Fatico ad ammettere che letteronze e troniste vengano candidate al Parlamento europeo: ma avverrà (e io non voto).

"Ciarpame senza pudore"? E perché, signora Veronica? Suo marito è l’autobiografia onirica della nazione: fa le cose che tanti sognano. Le proteste a sinistra sono sospette perché preconcette: da quelle parti contestano Berlusconi anche se si gratta il naso. Altre reazioni non ci sono. Nel Dna civile di noi italiani è iscritta la Signoria, come in quello dei russi c’è lo zar: il capo non si critica, al massimo s’invidia.  "Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie": la psicologia del potere non è cambiata dai tempi dell’Ariosto.  In poche ore si passa dal ricevimento per Lukashenko, l’ultimo dittatore d’Europa, al ciondolo d’oro con diamanti per la ragazzina partenopea. Indignarsi? Sentimento antico, stancante e velleitario.  Vediamo di suggerire, invece, qualcosa capace di stupire ancora.

Che so, un Consiglio dei Ministri organizzato come il Grande Fratello, con tanto di televoto: sarà il pubblico a decidere quale ministro dovrà uscire dalla casa. Oppure un altro trasferimento del G8. Non a Roma, non in Sardegna, non in Abruzzo. In discoteca! I colloqui tra i leader avverranno sulla pista da ballo, mentre ministri e diplomatici si divincolano sui cubi, battendo le mani ("Rock the World, Baby!").

Sì, questa è una buona idea. Il mondo, visto quello che sta passando, ha bisogno d’allegria. Di questa materia prima, siamo i più grandi produttori mondiali. Vendiamola cara, al prezzo del petrolio.
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