Mi sono rotta di essere insicura

 Intervista con Laura Pausini

Corriere "Magazine" – marzo 2009

“Mi sono rotta le palle di essere insicura”. E’ cambiata, la ragazza: l’avevo intervistata nel 1997 per “Italians, ciòè italiani” (Rai Tre/Rai International). Laura Pausini aveva ventidue anni ed era alla vigilia del suo primo tour mondiale. Non voleva dire quanto pesava, portava caste giacche nerazzurre, non parlava di uomini, cantava Solitudine e teneva in braccio un peluche. Me la ritrovo davanti. Spara il peso-forma (“Da 58 a 64 kg”), ha cambiato tre fidanzati (è in causa con uno di loro), ha vinto un Grammy (2006), venduto 45 milioni di dischi e mi rimette in braccio il peluche che le ho portato.

BS Ricordo che ti arrabbiavi quanto i giornali scrivevano cose inesatte. Eri scocciata con un telegiornale in Colombia che ti aveva dato per incinta.
 
LP: Oggi non do più importanza a certe faccende. Però è vero, mi facevano stare male. Forse ero molto…troppo sensibile e incapace di reagire.
 
BS: Dicevi che durante le interviste ti veniva il blocco allo stomaco. Hai il blocco allo stomaco?
 
LP: Non più. Però mi si blocca ancora la voce prima di entrare sul palco. Ho ancora paura, sono ancora emozionata.
 
BS: Sei la cantante italiana più conosciuta all’estero. 4,5 milioni di risultati su Google. Woody Allen, che ho intervistato prima di te per il Magazine e per Sky, ne ha il doppio: 9 milioni. Ma è Woody Allen.
 
LP: Be’, è chiaro. Per gli anni, non per la fama. No? (ride)
 
BS: Eccola, l’ex- ragazza modesta.
 
LP: Sono molto modesta, in realtà. E tranquilla con me stessa. Sai perché? Per non aver mai mentito. Sono stata sincera, nella musica e nella vita.
 
BS: Nata a Solarolo, provincia di Ravenna, nel 1974. 16 maggio, giusto? Giorno di San Ubaldo.
 
LP: sì (ride). Non m’è mai piaciuto questo nome, Ubaldo! Come se fosse troppo cupo. Io sono più… “solarola”, no? Il nome del mio paese è una celebrazione del sole.
 
BS: Hanno costruito un monumento per te? Qualcosa tipo “A Laura gloria patria / La cittadinanza riconoscente pose”.
 
LP. (ride) Spero non lo facciano!
 
BS: Sai chi è nato il tuo stesso giorno?
 
LP: Sì certo! Baglioni, Fiorello, Janet Jackson, Niccolò Fabi, Dolcenera…
 
BS: E Massimo Moratti. 16 maggio pure lui.
 
LP: Preferisco non commentare. Rossonera sono.
 
BS: Sei una cantautrice o una cantante?
 
LP: Una cantante. Anche se scrivo, comunque cantante. Credo.
 
BS: Hai esordito in un ristorante di Bologna che si chiama “Napoleone”. Pensa Berlusconi che invidia.
 
BS: Ho esordito con mio papà. Lo chiamano Gnocco, per via della mascella paffuta. Se verrà anche a me, mi chiameranno allo stesso modo…
 
BS: La versione femminile presenta un problema.
 
LP: (ride). È una questione di punti di vista.
 
BS Diventi famosa nel ’93 quando vinci il Festival di Sanremo, categoria Nuove Proposte, con La Solitudine,  ancora oggi uno dei più brani pù noti. Giusto?
 
LP: Giusto (comincia a cantare in spagnolo).
 
BS: Nel 1997, l’anno in cui ci siamo conosciuti, parti per il primo tour mondiale. Riesci a riassumere cosa è successo da allora, a parte gli 80 dischi di platino?
 
LP Non posso. Troppi anni, troppe persone, troppi incontri. Ci sono canzoni che ho dovuto scrivere altrimenti non sarei la persona che sono oggi. Non sarei una persona serena. Sono successe cose difficili. Ho incontrato delle persone che mi hanno colpita e cambiata..
 
BS: In bene?
 
LP: Non lo so, spero di sì! Sicuramente ho cominciato ad essere più…soddisfatta di me, o comunque ad avere più fiducia in me, cosa che prima non avevo.
 
BS: A proposito: su Max, nel 2005, uscì a sorpresa un servizio in cui eri supersexy, disinvolta, non vestitissima…
 
LP: … però non avevo le tette di fuori eh! Per me è una conquista essere andata su Max senza una tetta di fuori, capisci?
 
BS: Sai che quel numero della rivista è su Ebay a € 14,99?
 
LP: Mi da fastidio, ‘sta cosa… Perché € 14,99?
 
BS: Troppo poco?
 
LP: Assolutamente sì! Com’è possibile? (ride) Sai che c’è in vendita un biglietto di un concerto del mio tour – parto il 5 marzo da Torino – a 1200 euro? Cioè, assurdo!
 
BS: Dodici anni fa dicevi: “Mi scoccia che mi parlino sempre di mafia e corruzione solo perché sono italiana”. Cambiato qualcosa?
 
LP: Essere italiana è il motivo della mia fortuna all’estero. Sono orgogliosissima di essere italiana, ma non sono stupida e vedo quello che succede qui. I giornalisti, dovunque, mi chiedono di commentare Gomorra. Purtroppo diventiamo famosi solo certe cose. Così mi ritrovo a andare in una radio, mi sembra in Argentina o in Messico, che si chiama Radio Mafia. Devo fare ‘sta radio che è una radio importante, ma si chiama Radio Mafia e loro sono felicissimi e quando vado sembra che io sia la madrina. Non è che la cosa mi renda molto felice, ecco.
 
BS: Il Grammy nel 2006 per il miglior disco pop latino (Resta in ascolto):    una pietra miliare, immagino.
 
LP: Eh, non voglio dire una bestemmia, ma la mia pietra miliare è Sanremo, più del Grammy.
 
BS: Lo dici perché il tuo chitarrista e fidanzato, Paolo Carta, ha scritto per Marco Carta – omonimo, non parente – la canzone che ha vinto Sanremo 2009?
 
LP: Assolutamente no. Vedi, da ragazza io non desideravo la fama, volevo solo fare musica. Sanremo mi ha catapultata in una realtà molto più grande.
 
BS: Nove album pubblicati più i live, i best eccetera. Quarantacinque milioni di copie vendute. Scusa la domanda banale: sei ricchissima?
 
LP: Uhm.. ho tanti soldi.
 
BS: Oh, finalmente: una che lo ammette. Ho un fiscalista fantastico per te: Giulio Tremonti.
 
LP: E’ un mio fan!
 
BS: Lo sapevo: per questo te l’ho proposto. 
 
LP: Be’, potrei chiedere qualche consiglio! Una volta ci siamo trovati nello stesso programma televisivo, lui stava aspettando di entrare, era prima di me, e io nel camerino mi scaldavo la voce. Ho visto che lui mi osservava. Però ero un po’ intimorita dalla sua presenza, quindi non sono andata da lui. Quando c’è qualche politico mi sento un po’ a disagio ecco. Forse non dovrei, però…mi sento molto timida di fronte a loro. Comunque penso gli piaccia la mia musica.
 
PS Forse un po’ di Solitudine ce l’ha anche lui.
 
LP: (ride)
 
BS: Oppure pensa a Primavera anticipata – allegoria della ripresa economica che tutti aspettiamo.
 
LP: Diciamo allora che quella canzone la dedico a lui.
 
BS: Sei sempre in giro per il mondo. Immagino che sia questo il motivo per cui un’artista si mette insieme a persone con cui lavora.
 
LP: Penso di sì. C’è stato un momento della mia vita in cui molti amici mi dicevano che sbagliavo a fidanzarmi con persone che lavoravano con me. Ho riflettuto su questo punto. Però io penso che non si possa scegliere di chi innamorarsi. E’ facile che le persone che conosci meglio possano stimolare in te un desiderio di conoscerle di più. E questo l’ho trovato in tre persone, fino a oggi. Tutt’e tre facevano parte – fanno parte – del mondo della musica. Però…boh. Ho provato a uscire con qualcuno che non era dello spettacolo e mi sono   annoiata.
 
BS: Cosa facevano, se posso? Finanzieri, fruttivendoli, astronauti?
 
LP: I mestieri non contano.
 
BS: Chi è la più brava cantante italiana secondo te?
 
LP: Ornella Vanoni.
 
BS: Non Mina, come dicono tutti?
 
LP: Mina è fantastica, ma le mie orecchie hanno scelto la Vanoni.
 
BS: Hai sentito Benigni che la prendeva in giro? “Ormai sono rimasti solo Mina e Bin Laden che mandano in giro i propri video!”.
 
LP: E’ una battuta, però c’è anche un po’ di verità
 
BS: Vai d’accordo con le tue colleghe? Come reagisci all’invidia?
 
LP: Me ne frego! Sto con gli altri, con chi mi sta simpatico. Giorgia è una persona che amo, mi piacerebbe conoscerla di più. La sua musica, i suoi testi, le interviste. E’ una bella donna. Mi piace molto Elisa come musicista, mi piace tantissimo come persone e musicista Fiorella Mannoia. Mi piace Syria.
 
BS: Una cattiveria che ti è stata fatta.
 
LP: Una? Ne ho un po’.
 
BS: Una.
 
LP: Non ce la faccio a non dirla…(ride). Allora: ci sono persone che magari, non avendo più successo, utilizzano ricordi vecchi, inutili, per parlare di loro, perché magari hanno bisogno in quel momento. Ricordi che mi riguardano.
 
BS: Non ho capito niente.
 
LP: Meglio così. Tanto, chi deve sapere, sa.
 
BS: Una cosa di cui non puoi fare a meno? Non so: cioccolato, fidanzato, caffè, Topolino, Berlusconi, Franceschini…?
 
LP: Quello venuto dopo Veltroni. Di dov’è?
 
LP: Ferrara.
 
LP: Ah, ferrarese. Come Sgarbi – anche lui è di lì, no? Si somigliano?
 
BS: Diciamo che portano tutt’e due gli occhiali. Cambiando discorso: sei scaramantica? Segui dei riti prima dei concerti?
 
LP: Non sul palco. Ma non mi piace il numero 9. Non faccio niente di importante nei giorni 9. Se mi fanno uscire un disco il giorno 9,19 o 29 mi arrabbio molto. Per il 9 settembre 2009 ho già mandato email a tutti: non lavoro e vorrei che tutti stessero in casa.
 
BS: Una cosa che ti riesce bene al di fuori del lavoro?
 
LP: Amare.
 
BS: Pensavo a qualcosa di più terreno, non so, cercare i funghi…
 
LP: No guarda, non hai capito. Dicevo: fare l’amore.
 
BS: Alla fine dei concerti gridi: “Andate a fare l’amore!”. E’ così?
 
LP: Sì (ride). Mentre sto cantando sento cose che mi sconvolgono fisicamente, e le sento attraverso la musica. Quindi non posso far altro che augurare la stessa sensazione che ho sentito io fino a quel momento.
 
BS: Il giorno dopo? Dormi fino a mezzogiorno?
 
LP: Dopo il concerto non mi piacciono le feste, non vado fuori a mangiare, vado direttamente in camera, guardo la televisione, ma mi addormento solo verso le 3 o le 4… Certo se posso mi alzo a mezzogiorno, specialmente in tour. Anche perché chi mi sveglia prima non è molto contento di vedermi.
 
BS Spettinata?
 
LP Girata male. Per esempio: adesso sotto casa mia, qui a Milano, fanno i lavori. Cominciano alle 8 del mattino – così nei giorni dei concerti a Milano devo andare in hotel. La cosa mi sembra assurda, ma…
 
BS: Ho un’idea. Regala a quelli dei martelli pneumatici un biglietto per il concerto. Così attaccano più tardi.
 
LP: Ci ho provato. Mi hanno detto di no.
 
BS: Vai a votare?
 
LP: Sì certo!
 
BS: Non mi dici per chi?
 
LP: Assolutamente no.
 
BS: Lo sapevo. Perché la gente di spettacolo, in Italia, non dice quasi mai cosa vota? Paura di giocarsi metà del pubblico?
 
LP: No: è più rischioso dire che io sono del Milan e tu sei dell’Inter. Diciamo che non è giusto influenzare i giovani, fosse solo una persona su un milione.
 
BS: Una cosa che ti piace dell’Italia.
 
LP Siamo adattabili e pieni di risorse.
 
BS Una che non sopporti.
 
LP: Il fatto di non essere pronti a diventare un paese multirazziale. Peccato, saremmo un grande popolo colorato – perché lo siamo di nostro, colorati. Ma l’immigrazione non è stata gestita bene.
 
BS: Come ti trovo alla prossima intervista, tra 12 anni?
 
LP: Vorrei un figlio, non di più, perché ho paura di non essere così brava come madre. Nel lavoro vorrei produrre qualcuno, però non tutti sono Caterina Caselli. Tra poco compio 35 anni e da 16 giro il mondo e parlo con la gente. Mi piacerebbe regalare le mie conoscenze a qualcuno che ha talento e ancora non ha avuto la possibilità.
 
BS: Laura Pausini è sicura del fatto suo?
 
LP: Mi sono rotta le balle di non esserlo. Sono stata troppi anni a dirmi che io non valevo niente e senza gli altri non ero capace di far niente. Mi sono data forse una svegliata esagerata, devo ridimensionarmi: ma come donna è giusto che io sia sicura di me. Farò degli sbagli, ma sono pronta a farli. E quindi, sì: oggi mi sento forte.
 

BS: Così sembra. Grazie, anche a nome del peluche. Dimenticavo: si chiama Ernesto.

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