45 motivi per cui torno in America da 25 anni.

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Estate 1977: primo viaggio in America, a vent’anni, con cinque amici
e una “motorhome”. I Fleetwood Mac cantavano “Don’t Stop”, e noi non
ci fermavamo: costa-a-costa in sei settimane, con puntate a
Yellowstone, Las Vegas, Grand Canyon. Estate 2002: Washington D.C.,
Philadelphia, New York, San Francisco, Los Angeles, San Diego,
Seattle (sette città in venti giorni per presentare il mio libro
“Ciao, America! An Italian Discovers the U.S. – BroadwayBooks/Random
House). Ecco altri 45 motivi per cui torno in America da 25 anni.


1 Lo spazio. Niente claustrofobia, nemmeno negli ascensori.
2 La bandiera. Magari la usano per farci il cappottino al cane, ma le
vogliono bene.
3 La prevedibilità. Se esiste una soluzione semplice, gli americani
scelgono quella.
4 Gli errori. Sbagliare non vuol dire fallire, in America. Vuol dire
averci provato.
5 Le facce. Difficile sentirsi diverso, perchè di uguale non c’è
(quasi) nessuno.
6 La carta di credito. Una soluzione semplice per un mondo complicato
(basta averla).
7 I gadget. Piccoli grandi oggetti di cui gli americani non riescono
a fare a meno (noi nemmeno, dopo un paio d’anni).
8 Gli autonoleggi. Dieci minuti e siamo al volante.
9 Distributori, bagni pubblici, motel, interruttori: sono dove
servono. E funzionano.
10 Le strade. Sembra di essere in America (ma perchè parcheggiano nei
“driveways” e guidano nei “parkways”?).
11 La lingua. Chi scrive “2nite” invece di “tonight” di sicuro ha in
mente qualcosa.
12 Le celebrità di Hollywood. Sono i reali d’America. Il vantaggio è
che ogni tanto li cambiano.
13 I parchi-divertimento. Sembra incredibile, ma ci si diverte.
14 Gli ottovolanti. Sono più di otto, e quasi si vola davvero.
15 Il succo d’arancia. Talvolta sa addirittura d’arancia.
16 L’umorismo. Quando lo capiscono, gli americani si divertono.
Quando non lo capiscono, ci divertiamo noi.
17 La correttezza politica (political correctness). Una buona
intenzione diventatata una leggera assurdità. Con questa, vi
divertite di sicuro.
18 Le autoradio. Non sono computer spaziali come in Italia.
19 I poliziotti. Ci sono e si fanno notare. Talvolta sembrano aver
visto troppi telefilm, ma glielo si perdona.
20 Il nome proprio. Lo dite una volta, e un americano lo ricorda per
sempre (mentre voi dimenticate il suo).
21La salsa barbeque (BBQ Sauce). Un profumo inebriante per
un’esperienza importante.
22 I sobborghi (the suburbs). I tropici dell’antropologo dilettante
che si nasconde in ogni europeo.
23 Le mance. Provate a non lasciarle, e la vostra diventerà una
vacanza-avventura (oh yes).
24 Le bistecche. Capirete perché piacciono tanto a Tex Willer.
25 I ristoranti vietnamiti. Bella conseguenza di una brutta guerra.
26 I “Chocolate Chips Cookies” (biscotti con pezzetti di cioccolato).
Niente da aggiungere: assaggiateli.
27 I SUV (Sport Utility Vehicles). Potrebbero arrivare in Patagonia
per montagne e deserti, e invece sono parcheggiati tutti davanti alle
“malls”.
28 Gap, Banana Republic, Ann Taylor: fate gli ultimi acquisti, prima
che diventino italiani (leggi: belli, ma cari e sofisticati).
29 Brooks Brothers. Quaranta dollari per un’ottima camicia: sembra onesto.
30 Il cotone. E’ un’altra cosa.
31 I saldi e gli sconti: le vere armi non convenzionali dell’America,
contro cui non c’è difesa.
32 Elvis, the King. Venticinque anni dopo, resta un bel tipo.
33 Bruce Springsteen: il più influente pensatore americano esiste davvero.
34 I cimiteri: riposanti, e non solo per i residenti.
35 I “pankakes”. L’anima dolce del continente.
36 E-commerce: c’è perfino qualcosa da comprare (esempio: interessa
“Ciao, America!”? Lo trovate su Amazon.com. Trenta per cento di
sconto).
37 I dollari. Gli americani non si vergognano a parlarne (ho imparato
anch’io. Vedi sopra).
38 Le scritte al neon, i calmanti dell’ansietà nazionale.
39 I secchi della spazzatura. Grandi, efficienti. E li portano via.
40 Il basket in TV. Meglio se con pizza Domino e birretta gelata.
41 Birre. Sam Adams e Sierra Nevada, e andate sul sicuro.
42 Il ghiaccio. Utile per rinfrescare la fronte, fermare il sangue
dal naso, curare piccole botte. Basta non metterlo (in quantità
industriale) nella Coca-Cola.
43 Il “Drive Thru”. Quando devono ordinare il pasto davanti a un
citofono, gli italiani si fanno prendere da panico. Spassosissimo.
44 Il cappuccino. Ormai vale il nostro (basta non berlo dopo i pasti,
come fanno loro).
45 Linguini Primavera e Fettuccini Alfredo. Spiegate che in Italia
non esistono, e li hanno inventati gli americani. Diventerete
l’uomo/la donna più popolare della comitiva.

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