ELEZIONI EUROPEE: UN COMMENTO

Dal “Corriere della Sera”




C’era una volta, sul lato sinistro del panorama politico italiano, un bosco formato da querce, ulivi e cespugli. Era una bella immagine: ma favole e metafore, come tutte le cose, vanno aggiornate. Quindi, se e’ consentito, ricominciamo da capo.
C’era una volta, dopo le elezioni europee, una piccola casa comune (guardando, a sinistra). Dentro vivevano sette piccoli leader, ognuno col suo piccolo partito, la sua piccola sedia e il suo piccolo tavolo di presidenza. Questi personaggi non erano cattivi, ma spesso bisticciavano tra loro: soprattutto quando, un giorno, hanno scoperto di valere, tutti insieme, l’11% dei voti. So cosa state pensando: chiamiamoli i Sette Nani! D’accordo, ma poi dovremo chiedere a Massimo D’Alema di impersonare Biancaneve (e, a parte le difficolta’ politiche, c’e’ il problema dei baffi).
DOTTO-DINI Dotto-Dini ha rivestito incarichi importanti (la banca, il tesoro, il consiglio). Percio’ sa molte cose, e conosce ogni angolo della casetta politica. I suoi fratelli lo rispettano, ma non lo amano (soprattutto Brontolo, per motivi ideologici). Lo stesso vale per gli abitanti della foresta, che sono poi quelli che votano alle elezioni. Cosi’ si spiega l’1,1%, che Dotto-Dini ha accettato con filosofia (“Deludente, ma senza conseguenze”). Dove ha parlato? In margine a un “workshop” economico a Cernobbio, naturalmente.
BRONTOLO-COSSUTTA Non gli va bene la politica economica del governo, non gli va bene la politica estera, non gli andava bene l’intervento in Kossovo. Non gli vanno bene molti dei suoi fratelli: quando loro dicono una cosa, lui deve dirne un’altra (dopo la sconfitta ha commentato: “Sono soddisfatto. Siamo in crescita”). Brontolo-Cossutta si rifiuta pero’ di abbandonare la casa comune, e fa bene. Fuori infatti c’e’ un elfo di nome Fausto, che lo aspetta con un randello in mano.
MAMMOLO-BOSELLI Cortese e timido, e’ solito passeggiare con una rosa. Il modesto risultato non lo preoccupa: sostiene che “comunque non e’ stata dispersa una grande tradizione”. Un altro nanetto storico – tale Ugo, era amico del Grande Nano – non e’ d’accordo: “Con amarezza constatiamo che i voti li ha presi la Bonino”. La signora, quindi, stia attenta: se si fa vedere intorno alla casa dei nanetti, le rifilano la mela avvelenata. CUCCIOLO-LA MALFA Nella camminata verso la miniera, lui e’ l’ultimo della fila (0,5% dei voti): quando lo chiamano, e’ sempre li’ che gioca con l’edera. Lo avesse visto papa’, si sarebbe arrabbiato. A gesti – come sapete, e’ muto – ha ammesso che il risultato e’ stato “sconfortante”. Ma non se la prende. Basta che non alzino la voce, e non dicano che il suo nome (Cucciolo) indica buoni rapporti con Mediobanca..
GONGOLO-MASTELLA L’aspetto gioviale non deve ingannare: Gongolo e’ arrabbiatissimo. Dopo aver espulso il Lupo Cossiga dalla favola (o esserne stato espulso, non si e’ capito bene), sperava che il sentiero politico diventasse tutto rose, fiori e ministri. Non e’ stato cosi’: l’1,6% annuncia temporali. C’e’ chi dice che Gongolo rimpianga i giorni in cui frequentava Walt Disney (Berlusconi): almeno quello aveva le televisioni.
PISOLO-MANCONI Garbato, eloquente e mimetico: tra i nanetti e’ quello che riesce meglio a nascondersi nel verde della foresta. E’ anche il piu’ ecologico dei Sette Nani: ma ultimamente si e’ distratto, annusando i fiori; e si e’ concesso qualche pennichella di troppo. Cosi’ mentre i colleghi ambientalisti di tutta Europa mietevano voti e seggi, lui si e’ fermato all’1,8%. Altri gnomi ed elfi, ansiosi di entrare nella favola di Biancaneve, si stanno organizzando. Per l’autunno e’ previsto un Congresso Elfico Straordinario, dove se ne vedranno delle belle.
EOLO-BUTTIGLIONE Simpatico, un po’ egocentrico, l’unico che nel bosco parla agli uccelli in tedesco. Ha il difettuccio di andare dove tira il vento (nomen, omen), e di starnutire in continuazione. Lui sostiene che e’ colpa dell’allergia: proprio non sopporta di stare vicino a chi perde.
Beppe Severgnini

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